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	<title>web Archivi - Purex Culture</title>
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	<description>Purity, relationship, sexuality</description>
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		<title>Instagram cancella pornhub (bannato definitivamente il profilo del sito pornografico)</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2022/11/11/instagram-cancella-pornhub-bannato-definitivamente-il-profilo-del-sito-pornografico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 17:18:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 30 settembre scorso Meta ha annunciato che il profilo Instagram di PornHub è stato definitivamente bannato in seguito a ripetute violazioni delle politiche del social. La decisione è stata presa dopo diverse settimane di blocco temporaneo dell’account del noto sito pornografico, che contava oltre 13 milioni di followers. Il profilo non mostrava contenuti espliciti,&#8230;</p>
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<p>Il 30 settembre scorso Meta ha annunciato che il profilo Instagram di PornHub è stato definitivamente bannato in seguito a ripetute violazioni delle politiche del social. La decisione è stata presa dopo diverse settimane di blocco temporaneo dell’account del noto sito pornografico, che contava oltre 13 milioni di followers.</p>



<p>Il profilo non mostrava contenuti espliciti, ma rimandava direttamente al sito web attraverso il link in bio, sito in cui si trovano contenuti pedopornografici e che incoraggia al traffico sessuale.</p>



<p>La chiusura della pagina questo gigante del porno è certamente una buona notizia, ma la strada da fare per la piattaforma è ancora tanta. Instagram è infatti uno dei social prediletti da pedofili e predatori sessuali per adescare e abusare di ragazzi minorenni. Tra i casi più noti vi è quello dello spagnolo José Ángel SR, noto come &#8216;il pedofilo di Instagram’, colpevole di aver abusato tra il 2015 e il 2018 di ben 98 minori di 16 anni, entrando in contatto con loro tramite messaggi in direct. Lo scorso maggio è stato condannato a 686 anni di carcere.</p>



<p>La facilità con cui i malintenzionati possono riuscire ad entrare in contatto con adolescenti/bambini è certamente una delle note dolenti su cui il social dovrà lavorare per rendere la piattaforma un luogo più sicuro. Dall’altro lato, è importante che i genitori tengano sempre gli occhi aperti sulla gestione social dei loro figli ancora vulnerabili, avvertendoli e parlando con trasparenza dei potenziali pericoli dell&#8217;uso dei social.</p>



<p>Nota di Davide || Redazione purex </p>
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		<title>￼COS&#8217;È JAV</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2022/04/21/%ef%bf%bccose-jav/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[purexculture]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 14:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe sembrare il nome di un videogioco, ma mi dispiace deluderti: non lo è! Ti risparmio la ricerca su internet prima che ti imbatta in materiale poco raccomandabile e a basso contenuto di purezza. JAV sta per &#8220;Japan Adult Video&#8221; e rappresenta uno dei mercati in continua crescita, una macchina in continuo movimento. Secondo lo&#8230;</p>
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<p>Potrebbe sembrare il nome di un videogioco, ma mi dispiace deluderti: non lo è! Ti risparmio la ricerca su internet prima che ti imbatta in materiale poco raccomandabile e a basso contenuto di purezza. JAV sta per &#8220;Japan Adult Video&#8221; e rappresenta uno dei mercati in continua crescita, una macchina in continuo movimento.</p>



<p>Secondo lo scrittore Atsuhiko Nakamura, che ha pubblicato diversi libri basati su delle interviste fatte ad attrici porno, il numero delle donne giapponesi che cerca lavoro in questo campo è aumentato drasticamente. “Verso la fine degli anni 90&#8243; &#8211; afferma Nakamura &#8211; &#8220;la maggior parte delle persone diceva che non sarebbero apparsi in un film porno neanche per 10 milioni di yen, ma tutto ciò è cambiato ad una velocità impressionante ed ora le ragazze si affannano per avere una chance e trovare una parte in una produzione qualsiasi”.</p>



<p>Questo è il caso di una giovane campionessa di nuoto, la cui notizia fa scalpore: Miku Kojima, in &#8220;arte&#8221; Saki Shinkai. Kojima, dopo aver vinto ai Mondiali Juniores di nuoto e due bronzi alle Olimpiadi giovanili, ha lasciato il nuoto per iscriversi all&#8217;università e mantenersi organizzando cerimonie. Poi il COVID.</p>



<p>Povera Kojima, si è trovata così tanto in difficoltà che ha pensato &#8220;perché non il porno?&#8221;. In realtà prima di addentrarsi in questa tremenda industria che devitalizza i suoi attori con la stessa facilità con cui un dentista agisce su un dente, la campionessa si era mostrata senza veli in piscina in una serie di foto che hanno alzato un bel polverone. Consapevole o meno del passo successivo, ha avuto modo di buttarsi tra le braccia di &#8220;Soft on demand&#8221;, colosso dell&#8217;industria JAV.</p>



<p>Quello che mi lascia senza parole non è tanto la scelta di Miku Kojima, libera fautrice delle proprie scelte di vita, quanto la facilità con cui oggigiorno è possibile incappare in questa prostituzione legale. La giovane Miku ha dichiarato: &#8220;Ho iniziato a guardarmi in giro e ho scoperto che un mio contatto sui social era attivo nel settore dei video per adulti. Mi sono incuriosita e ne ho guardati parecchi: all&#8217;inizio avevo una sensazione negativa, ma i lavori di Sod (Soft on demand) sono molto interessanti. Ho deciso di provare&#8221;.</p>



<p>Fare un passo alla volta per avvicinarci al burrone non ci rende più furbi e saggi, ma semplicemente masochisti nel ritardare una caduta quasi annunciata.</p>



<p>C&#8217;è sempre un campanello d&#8217;allarme che ci avvisa quando una scelta è lecita o meno, sta a noi ascoltarlo.&nbsp;</p>



<p>Ancora una volta imparo: quando il nostro compromesso zittisce il grido della nostra integrità e libertà, allora vale la pena alimentarlo e diventarne schiavi?</p>
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		<title>L’AMORE NELLE FIABE DISNEY</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/10/08/lamore-nelle-fiabe-disney/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 21:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi non ha mai sognato un bel principe azzurro che rincorre la principessa e non si dà pace fino a che non l’ha trovata, per poi condurla con sé a palazzo?&#160; Magari non siamo tutti così romantici – o fans delle principesse Disney- ma conosciamo tutti queste fiabe in cui il principe, che sia azzurro&#8230;</p>
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<p><br>Chi non ha mai sognato un bel principe azzurro che rincorre la principessa e non si dà pace fino a che non l’ha trovata, per poi condurla con sé a palazzo?&nbsp;</p>



<p>Magari non siamo tutti così romantici – o fans delle principesse Disney- ma conosciamo tutti queste fiabe in cui il principe, che sia azzurro oppure no non importa, lotta con tutte le sue forze per difendere la principessa dal malvagio, salvarle la vita e sposarla. Ovviamente stiamo parlando di favole e non di vita di tutti i giorni; il palazzo molto probabilmente rimarrà un bel sogno e il titolo di principessa anche, però una cosa è certa: anche senza il riconoscimento regale, un uomo ha qualcosa da imparare dal nostro presunto principe, così come la donna dalla principessa. L’uomo nasce come corteggiatore, come colui che crea iniziativa, manifesta il proprio interesse e si fa avanti, mentre la donna nasce per essere corteggiata, facendosi desiderare e rimanendo anche un po’ distaccata, fino a quando non vede un vero e proprio interesse da parte del partner.  Oggi è veramente raro vedere questo, sembra quasi che i ruoli si siano scambiati, non è più il principe che va dietro la principessa, ma è la principessa che va dietro al principe. Dove sono finiti i principi di un tempo? Non avranno mica assaggiato tutti la mela stregata e si saranno addormentati aspettando che arrivi la Biancaneve coraggiosa a svegliarli?</p>



<p>Ad ogni donna piace essere corteggiata, anche se dimostra il contrario e assume il ruolo di corteggiatrice. Provate a immaginare Cenerentola che rincorre il principe, magari rischiando anche di inciampare perché correndo perde la scarpetta, oppure Aurora che sconfigge il drago e va poi a salvare il principe Filippo, che nel frattempo è caduto nella trappola pungendosi ad un arcolaio e si è addormentato nell’attesa del bacio che lo sveglierà…fa’ un pò strano pensare a questo scambio di ruoli, ma obiettivamente nella vita di tutti i giorni sta succedendo questo e la realtà è che le principesse sono stanche di prendere iniziative e vorrebbero riprendere il proprio posto di onore nel ricevere apprezzamenti, considerazioni, rose rosse, cioccolatini, cene a sorpresa, messaggi carini e chi più ne ha più ne metta.  La verità è che gli uomini devono tornare a fare i principi, ma le donne devono imparare a farsi trattare da principesse. Non è un problema di sonno, ma di mancanza di posizione all’interno del rapporto. </p>



<p>Perciò cari principi è ora di tornate ad occupare il vostro ruolo e corteggiate fino alla fine la vostra Cenerentola. Aladin cercherà la sua Jasmin, Erick la sua Ariel, il principe Filippo la sua Aurora, Eugene la sua Rapunzel. E se poi qualcuno si sente più simile alla Bestia o al ranocchio, non si deve preoccupare, come ci insegna il miglior Scrittore di storie: il vero amore può tutto, anche trasformare il peggio di noi in qualcosa di regale.                                                                                                                    E come si dice: Vissero per sempre felici e contenti. </p>



<p>Articolo scritto da Francesca || Redazione purex&nbsp;</p>
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		<title>Come riconoscere la dipendenza affettiva</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/06/25/come-riconoscere-la-dipendenza-affettiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 07:52:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione? &#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione? &#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita? Ecco, questi sono i primi segnali&#8230;</p>
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<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione?</p>



<p>&#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione?</p>



<p>&#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita?</p>



<p>Ecco, questi sono i primi segnali per riconoscere se siamo affettivamente dipendenti da qualcuno, che può essere il nostro partner, un genitore, un amico, una qualsiasi persona che faccia parte della nostra cerchia ristretta di contatti. In poche parole, la dipendenza affettiva consiste nel delegare la nostra felicità ad un’altra persona che diventa il centro del nostro mondo, nel quale però noi stessi siamo completamente messi da parte. Ecco perché <strong>è pericoloso trovarci coinvolti in questo tipo di relazione e sentimenti, perché sono tossici per entrambi i soggetti coinvolti</strong>. Ci sono diverse motivazioni che portano una persona a dipendere dall&#8217;altra come: l’insicurezza, la bassa autostima e ci sono vari elementi che ci fanno comprendere di essere dipendenti da qualcuno. Ecco i più comuni:</p>



<p>&#8211; perdere il senso di sé</p>



<p>&#8211; responsabilità emotiva di soddisfare bisogni altrui, escludendo i propri.</p>



<p>&#8211; bisogno di validazione</p>



<p>&#8211; difficoltà a fidarsi degli altri ed a credere di essere meritevoli di amore</p>



<p>&#8211; sentirsi sicuri solo se si è in una relazione, col conseguente terrore che possa finire<br>&#8211; mettere il partner su un piedistallo e voler sapere sempre tutto su di lei/lui.</p>



<p>&#8211; difficoltà a dire di no </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>&#8211; sensazione di scegliere sempre la persona sbagliata.</p>
</div></div>



<p><strong>Tutto questo genera un forte attaccamento verso l’altro</strong>, un coinvolgimento di emozioni e di personalità, la fusione di due mondi che dovrebbero rimanere distinti. I propri bisogni personali passano in secondo piano, lasciando il posto a quelli del partner.<br>Il dipendente affettivo si sente in dovere di soddisfare ogni necessità dell’altro, per contenere l’angosciosa idea di essere rifiutato, sostituito, di subire la fine della relazione. Per la stessa ragione, spesso nel dipendente scatta un sentimento di gelosia eccessiva, accompagnato da ostilità verso le persone intorno al partner.<br>La ferita dell’abbandono è così viva che, al presentarsi nella vita del partner di persone che si rivelino essergli care, la possessività del dipendente si riaccende, reclamando con forza l’altro, quasi come una proprietà. Il dolore è profondo, molto radicato, e non è semplice riconoscerlo. Alla base di tutto, vi è nella persona un incredibile bisogno di realizzazione e di consapevolezza del proprio valore e della propria esclusività. Il fatto di ricercare tutto questo in qualcosa o qualcuno al di fuori da sé stessi, ha le sue radici in fattori che generalmente risalgono all’infanzia o all’adolescenza, e quasi sempre al contesto familiare.</p>



<p><strong>L&#8217;ambiente</strong> in cui questi problemi emergono, <strong>spesso è caratterizzato da una mancanza di attenzione, affetto, cura, con un conseguente senso di abbandono.</strong> Per questo la paura del distacco o alle volte anche un saluto troppo veloce, un semplice “ciao” su whatsapp senza una emoticon carina, può far scattare quella stessa sensazione di rifiuto. Non è facile per la persona riconoscere di essere un dipendente affettivo, proprio perché ammetterlo significherebbe entrare in contatto con delle ferite passate, alle volte sotterrate chissà da quanto tempo, e spesso non siamo pronti a tornare a sentire di nuovo quel dolore silenzioso ma allo stesso tempo assordante, necessario per essere guariti. Ci vuole coraggio, ma è l’unica via per uscirne ed iniziare a vivere rapporti sani ed equilibrati.</p>



<p>Personalmente conosco questo tipo di sentimenti e so cosa significhi sentire il dolore di una ferita non ancora completamente rimarginata; ma per quanto doloroso possa essere, questa è la chiave per disintossicare ogni relazione. La realtà è che non abbiamo bisogno di qualcuno che ci valorizzi quando siamo consapevoli del valore che abbiamo, e non abbiamo bisogno nemmeno di mendicare amore dagli altri, quando impariamo a scoprire la bellezza che c’è dentro ognuno di noi. <strong>Non siamo nati per elemosinare affetto e affermazione, tutto quello che cerchiamo negli altri è già dentro di noi</strong>. Comprendere questa verità e fare pace con il passato, sono la chiave per rapporti sani. Una volta compresa la bellezza che è in noi, non solo non avremo bisogno di qualcuno che ci completi, ma saremo capaci di costruire rapporti sani, non più basati su una confluenza di vite ed emozioni, ma su due vite che possono veramente darsi l’una all&#8217;altra senza annullarsi.</p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca || Redazione Purex</em><br></p>



<p></p>
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		<title>Netflix Brasile e il nuovo speciale di Natale su Gesù</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2019/12/15/netflix-brasile-e-il-nuovo-speciale-di-natale-su-gesu/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 19:41:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Netflix Brasile ha lanciato il 3 dicembre scorso il suo speciale di Natale dal titolo “La prima tentazione di Cristo”. Non si tratta del solito dolce e coccoloso film di Natale per famiglie, ma di un lungometraggio che ha sì a che fare col Natale, perché parla appunto di Gesù, ma con toni sorprendentemente irriverenti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Netflix Brasile ha lanciato il 3 dicembre scorso il suo speciale di Natale dal titolo<em> “La prima tentazione di Cristo”</em>. <strong>Non si tratta del solito dolce e coccoloso film di Natale per famiglie, ma di un lungometraggio che ha sì a che fare col Natale, perché parla appunto di Gesù, ma con toni sorprendentemente irriverenti e dissacranti</strong>. La trama prevede infatti che Gesù sia omosessuale e, di ritorno da un viaggio di quaranta giorni nel deserto, dovrà affrontare la verità sulla sua paternità divina raccontata da mamma Maria, e presentare alla sua famiglia e ai suoi discepoli il fidanzato Orlando. Come se non bastasse, Gesù si rifiuta di adempiere il suo compito sulla terra, cioè quello di portare la Parola di Dio. A condire ulteriormente lo scenario già abbastanza agghiacciante, anche i discepoli di Gesù vengono presentati in maniera irriverente, tanto da apparire come degli ubriaconi. </p>



<p><strong>L’uscita del lungometraggio ha scatenato sul web una vera e propria rivolta in Brasile</strong>, dove più dell’80% della popolazione è di fede cristiana. Sulla piattaforma Change.org è stata organizzata una raccolta di firme volte a far rimuovere il lungometraggio dal catalogo Netflix e contro il collettivo di autori “Porta dos Fundos” per aver agito in cattiva fede. La rivolta si è fatta sentire anche sui social, dove autorevoli personaggi del mondo cristiano, nonché deputati e persino Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, hanno twittato il proprio disgusto e disappunto di fronte ai contenuti del nuovo prodotto di Netflix, alcuni annunciando anche disdetta dall’abbonamento. Netflix risponde rivendicando la libertà di espressione dei propri autori.</p>



<p>Allo stato attuale per molte persone i cristiani, cioè tutti coloro che seguono Gesù e lo hanno realmente conosciuto, sono persone bigotte e “antiche”, dalla mentalità chiusa e attaccate a dei valori che suonano ormai obsoleti e a tratti anche omofobi e discriminatori. (Piccola parentesi: tengo molto a precisare che l’amore di Dio non è mai discriminatoria nei confronti dell’uomo che pecca). Questa situazione ci suscita una domanda: <strong>se le persone che non credono in Dio e in Gesù chiedono e pretendono rispetto per i propri ideali rivendicando libertà di espressione, perché un cristiano non dovrebbe meritare altrettanto?</strong> Perché tra tutti i soggetti possibili su cui fare satira, bisogna andare proprio a distorcere la figura di Gesù e mancare di rispetto all’86% della popolazione brasiliana (senza contare i cristiani di tutto il resto del mondo)? È vero che molte altre serie tv, come <em>“i Griffin”</em>, “<em>i Simpson”</em> o “<em>South Park</em>” hanno spesso usato toni dissacranti nei riguardi della figura di Gesù, ma a mio parere <strong>con questo lungometraggio si è veramente superato ogni limite</strong>. <br><strong>Distorcere a tal punto la figura di Cristo</strong>, colui che per noi cristiani è il salvatore delle nostre anime, e raccontare la sua storia in maniera talmente dissacrante e senza alcun timore di Dio, <strong>è un sintomo veramente allarmante che manifesta apertamente quale sia la condizione morale della nostra società</strong>. Questa tanto predicata “libertà”, questo bisogno di essere a tutti i costi contro ogni moralismo o ogni forma di “discriminazione” (così dicono alcuni&#8230;) a cosa sta portando alla fine? <br>Sembra che i frutti siano esattamente il contrario di quello contro cui si protesta: si finisce infatti per perdere ogni forma di rispetto e facendo tacere (con una certa prepotenza) chi la pensa diversamente.</p>



<p><strong>È veramente questa la libertà di cui abbiamo bisogno?</strong><br></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Giorgia  || Redazione Purex</em><br></p>



<p>Fonte: <a href="https://www.agi.it/spettacolo/cinema/film_netflix_gesu_gay-6732966/news/2019-12-13/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="agi.it (si apre in una nuova scheda)">agi.it</a></p>



<p><a href=""></a></p>
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		<title>“Porn block”: obbligo di verifica della maggiore età per utenti siti porno UK</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 13:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Gran Bretagna i siti che contengono materiale di tipo pornografico saranno a breve obbligati a verificare che i propri visitatori abbiano almeno 18 anni. Si tratta del cosiddetto “porn block”, una legge che prevede severe sanzioni per i siti che non vi si atterranno: dal blocco totale dell’accesso alla piattaforma a vere e proprie&#8230;</p>
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<p><br> In Gran Bretagna i siti che contengono materiale di tipo pornografico saranno a breve obbligati a<br> verificare che i propri visitatori abbiano almeno 18 anni. <strong>Si tratta del cosiddetto “porn block”, una<br> legge che prevede severe sanzioni per i siti che non vi si atterranno: dal blocco totale dell’accesso<br> alla piattaforma a vere e proprie restrizioni sul pagamento da parte dei propri utenti.</strong><br> La legge sarebbe dovuta entrare in vigore già nel 2017, infatti era contenuta nel “Digital Economy<br> Act 2017”, una raccolta di leggi riguardanti i servizi di comunicazione digitale approvata dal<br> Parlamento Inglese. L’entrata in vigore era stata fissata per il 15 luglio 2019, ma a causa della<br> mancata comunicazione della nuova normativa alla Commissione Europea da parte del Governo<br> Inglese, è stata prevista una proroga di almeno 6 mesi.<br><br> L’identificazione per l’accesso ai siti porno ha incontrato numerosi contrasti, molti si ritengono<br> scettici non solo sull’efficacia di tale normativa, ma soprattutto emergono grandi perplessità sulla<br> tutela della privacy individuale. Infatti, la messa in atto del porn block genererà enormi database<br> contenenti i dati di tutti coloro che visiteranno i siti hard, i quali potrebbero ritrovarsi ad essere a<br> rischio di perdite e violazioni informatiche.<br> Nonostante gli scetticismi, il governo britannico si è infine espresso a favore dell’entrata in vigore<br> di questa nuova normativa. In un sondaggio effettuato da YouGov, una società britannica<br> internazionale di ricerche di mercato e analisi dei dati basata su Internet, tra i sostenitori vi sono le<br> organizzazioni a sostegno della tutela dei minori, come Childnet e la maggioranza dei britannici.<br> Secondo quanto afferma il Governo, il Regno Unito sarà il primo stato al mondo ad approvare una<br> norma di questo genere per tutelare i minori, attualmente esposti con troppa facilità a contenuti<br> inappropriati sul web.<br><br> <strong>Ebbene sì: il Regno Unito è l’unico Paese sull’intero pianeta che si sia preoccupato di proteggere i<br> più piccoli dall’attuale bombardamento che rimanda a contenuti pornografici.</strong> Uno dei motivi per<br> cui nessuno ha mai fatto prima questa scelta è perché significherebbe restringere gli interessi a<br> molti zeri di chi guadagna vendendo porno anche ai minori. È scomodo per tutti dover indicare i<br> propri dati quando si entra in qualunque pagina web, figuriamoci in un sito dai contenuti hard, e<br> questo rischierebbe di far calare, seppure di poco, le utenze a certi siti. <br><br> <strong>Non è una novità che il mondo sia regolato da interessi di questo genere, ma è rassicurante vedere<br> che c’è ancora qualcuno che abbia a cuore dei valori autentici, che rimettano un po’ di ordine nel<br> permissivismo generale. </strong><br>Accende persino una luce di speranza: è possibile fare qualcosa di concreto per cambiare il decadimento morale della nostra società. <br></p>



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<p>Articolo scritto da Giorgia || Redazione Purex</p>



<p><br> Fonte: lastampa.it, <a rel="noreferrer noopener" aria-label="wired.co.uk  (si apre in una nuova scheda)" href="http:// https://www.wired.co.uk/article/uk-porn-block-delaye" target="_blank">wired.co.uk </a><br><br></p>
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