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	<title>mente Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Relazioni tossiche: cosa sono e come riconoscerle.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 13:18:21 +0000</pubDate>
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<p>Tutti conoscono per esperienza diretta quanto intricato e complesso sia il mondo delle relazioni. L’uomo è una creatura sociale, non perché ama fare aperitivo con gli amici, ma per via della tendenza innata ad interagire con altri individui. Non a caso, la mente umana inizia a svilupparsi proprio all’interno di una relazione, quella con i genitori. Sono molte le ricerche che hanno messo in evidenza la necessità dell’uomo, fin dai suoi primi giorni, di ricevere cure affettive per poter sopravvivere e crescere in salute. Siamo impregnati di relazionalità fin dalla nascita, e una volta adulti manteniamo la necessità di interagire con altri individui; una dipendenza in questo senso non deve preoccuparci, essendo parte integrante del nostro patrimonio genetico.<br>Esistono però soglie che non dovrebbero essere varcate. Alcune di queste relazioni infatti, invece di apportare qualcosa di buono in noi, edificandoci e rendendoci migliori, ci prosciugano, ci impoveriscono e ci intossicano. <strong>Le relazioni tossiche sono così definite proprio per via della loro capacità di intossicare la mente, la vita emotiva e relazionale di un individuo.</strong><br>La loro diffusione è spesso sottovalutata a causa dell’incapacità di riconoscerne una, e ancor più di accettare di esserne coinvolti.<br><br>Tutti abbiamo sperimentato almeno una volta una relazione poco benefica o addirittura dannosa. Le relazioni tossiche portano questa eventualità all’estremo. Come un virus sfrutta un organismo vivente per prosperare, così le relazioni tossiche mettono facilmente radice in quelle situazioni di fragilità emotiva e relazionale che spesso ci si trascina fin dall’infanzia.<br>Il termine “tossico” ci aiuta a comprendere la natura di queste relazioni: malevole, velenose, logoranti. <strong>Alcuni elementi possono aiutarci a comprendere se stiamo vivendo una relazione tossica.</strong><br>Ovviamente la presenza di uno o pochi di questi segnali non deve spingerci automaticamente a categorizzare la nostra relazione come tossica, ma possono essere campanelli d’allarme che ci aiutino a riconoscere che qualcosa non stia funzionando nel migliore dei modi.<br><strong>La mancanza di fiducia e la diffidenza</strong>, che spesso sfociano in veri e propri comportamenti ossessivi di controllo, rappresentano un segnale importante. La fiducia è fondamentale per poter convivere serenamente. <strong>Anche il rispetto</strong> è fra le più importanti fondamenta di una relazione sana. Senza rispetto non c’è amore, non c’è amicizia, non c’è relazione. Ciò include comportamenti aggressivi, violenza, insulti, costanti giudizi negativi e tentativi di prevaricazione. Oltre a ciò, <strong>il supporto, la reciprocità, l’equità e la vicinanza emotiva sono ingredienti base di una relazione</strong>. Se senti di dare molto ma di non ricevere in maniera proporzionata al tuo sforzo, o se la relazione è diventata troppo asimmetrica, come se al centro di tutto ci fosse sempre e solo l’altro, è necessario fare un check-up e capire cosa non vada. Lo stesso può valere se ci si sente costantemente soli a causa del disinteresse dell’altro (attenzione a riconoscere quando la propria solitudine provenga effettivamente dalla relazione e non sia invece una costante della propria interiorità, nel qual caso sarebbe utile indagarne le radici).<br>Quando una relazione è zuppa di sentimenti ed emozioni negative come rabbia, frustrazione, angoscia, paura, vergogna, senza lasciare abbastanza spazio a felicità, pace, fiducia, sostegno, crescita ed incoraggiamento, potrebbe essere utile interrogarsi sul perché ciò accada e se valga veramente la pena di continuare.<br><strong>Il disinteresse è un forte indice del fatto che qualcosa non stia funzionando. </strong>Quando si stabilisce una relazione, è necessario che ciascuna delle parti sia ugualmente coinvolta. Comportamenti centrati sempre e solo su sé stessi, mancanza di comunicazione, l’eccessivo distanziamento o il desiderio di evitare di incontrarsi, indicano un disinteresse da parte dell’altro.<br><br>Infine, possiamo riferirci ai caratteri generali di una buona relazione. <strong>Una relazione sana ti fa sentire amato, felice, libero di scegliere e di agire, ti fortifica, ti incoraggia, supporta e arricchisce la tua vita relazionale e sociale. </strong>Se una relazione ti rende costantemente infelice, triste, arrabbiato, solo, insoddisfatto, allora potrebbe essere l’ora di prendere le distanze.<br>Le relazioni sono ponti fra il mondo che ci circonda e quello dentro di noi. Custodire il proprio cuore significa anche riconoscerne i nemici, ed in alcuni casi è necessario che alcuni ponti vengano abbattuti, prima che sia tardi. </p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Thomas || Redazione Purex</em></p>
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		<title>L’aborto, una medaglia con due facce?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2016/05/05/aborto-una-medaglia-con-due-facce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2016 16:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A favore della vita, sempre! Quella vissuta consapevolmente, di chi è messo a conoscenza dei rischi e che sa prendersi le proprie responsabilità! Ecco perché Purex sceglie di rendere noto questo articolo, mai per entrare nel merito di scelte delicate, ma per salvaguardare la vita! Sia quella di chi già respira l&#8217;aria, che di chi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/05/05/aborto-una-medaglia-con-due-facce/">L’aborto, una medaglia con due facce?</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong>A favore della vita, sempre!</strong> Quella vissuta consapevolmente, di chi è messo a conoscenza dei rischi e che sa prendersi le proprie responsabilità! Ecco perché Purex sceglie di rendere noto questo articolo, mai per entrare nel merito di scelte delicate, ma per salvaguardare la vita! Sia quella di chi già respira l&#8217;aria, che di chi ancora è in fase di costrizione. <span style="color: #993300">In quest’articolo puoi trovare una delle possibili conseguenze dell’aborto non con l&#8217;intento di giudicare o terrorizzare, ma di informare e prevenire.</span></p>
<p class="p1">Scegli di fare la scelta giusta sempre! E ricorda che quando affidi a Dio il tuo futuro scegli di non vivere da solo le conseguenze del tuo passato!</p>
<p><em><strong>&lt;&lt;</strong></em>Le donne che commettono un aborto potrebbero essere a rischio di un esaurimento nervoso, ha ammonito un Medical Royal College; Il Royal College of Psychiatists (RCP) dice che alle donne non dovrebbe essere permesso di abortire finché non si sia discusso con loro i rischi per la loro salute mentale. <strong>Ciò ribalta l&#8217;opinione comune, che ha retto per decenni, che il rischio generato dalla continuazione di una gravidanza indesiderata è maggiore di quello di vivere con un eventuale rimorso di avere abortito.</strong></p>
<p>A breve il Parlamento (Inglese n.d.r.) voterà su una proposta di ridurre il limite massimo di tempo per gli aborti per &#8220;ragioni sociali&#8221; da 24 a 20 settimane, una misura non appoggiata dal governo. Un sondaggio del Sunday Times mostra che il 59% delle donne supporterebbe un tale abbassamento, mentre solamente il 28% di esse approva lo status quo. Messi insieme, meno della metà di donne e uomini (il 48%) vorrebbero una riduzione a 20 settimane, mentre il 35% manterrebbe il limite di 24 settimane. Alcuni membri del parlamento vorrebbero anche fare in modo che le donne passino un periodo di ritrattazione in cui verrebbero sensibilizzate sulle possibili conseguenze di un aborto, incluso l&#8217;impatto sulla loro salute mentale, prima di poter procedere.<br />
Si stima che il 90% delle interruzioni di gravidanza nel Regno Unito siano effettuate perché i medici sono dell&#8217;opinione che continuare la gravidanza causerebbe un peggiore sforzo mentale. Il RCP consiglia vivamente di aggiornare i libretti informativi sull&#8217;aborto affinché includano dettagli sul rischio di depressione: &#8220;<em>Il consenso non può avvenire in modo informato senza che si forniscano dati appropriati e adeguati</em> &#8220;.</p>
<p><span style="color: #993300">Diversi studi, inclusa una ricerca pubblicata nel Journal of child psychilogy and psychiatry, hanno concluso che l&#8217;aborto nelle donne <img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-11879 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/05/Esaurimento-nervoso.jpg" alt="Esaurimento-nervoso" width="481" height="234" />giovani potrebbe essere associato a rischi di complicazioni nella salute mentale.</span> La controversia si è intensificata all&#8217;inizio di quest&#8217;anno quando in Cornovaglia in un&#8217;istruttoria si è saputo che un&#8217;artista di talento si è impiccata perché è stata travolta dal dolore dopo aver abortito due bambini. Emma Beck, di 30 anni, ha lasciato un biglietto con scritto &#8220;L<em>a vita è un inferno per me. Non avrei mai dovuto abortire. Realizzo solo ora che sarei stata una buona madre. Voglio restare coi miei bambini; loro hanno bisogno di me, nessun altro ne ha bisogno</em>&#8221; .</p>
<p>La posizione ravveduta è stata accolta da Nadine Dorries una parlamentare conservatrice che si batte per l&#8217;introduzione del periodo di ritrattazione: <span style="color: #993300">&#8220;<em>Che i medici adempiano a una richiesta di aborto di una donna senza fornirle il supporto, l&#8217;informazione e l&#8217;aiuto necessari in tali momenti di crisi, penso che sia quasi una forma di sfruttamento</em>&#8220;</span>, ha dichiarato. Il Dr. Peter Saunders, segretario generale della Cristian Medical Fellowship, ha dihiarato &#8220;<em>Come può ora un medico giustificare un aborto, (su basi di salute mentale), quando gli psichiatri stessi sono in dubbio se ci sia una prova evidente che continuare una gravidanza porti a dei problemi si salute mentale?</em>&#8220;.<em><strong>&gt;&gt;<br />
</strong></em></p>
<p>L’aborto, una medaglia con due facce! Si presenta come la soluzione ad un “problema”, pur essendo la fonte di tante conseguenze distruttive. Questo articolo presenta una verità nuda e cruda, puramente scientifica, senza via d’uscita; invece no, <strong>la via d’uscita esiste, si chiama vita!</strong> <span style="color: #993300">Non parlo solo di dire no all’aborto, ma di scegliere di affidare la tua vita a Dio, colui che la vita l’ha creata</span>, l’unico che può trasformare un esaurimento nervoso in un pieno di gioia, l’unico che può darti sempre il consiglio giusto.</p>
<p class="p1"><strong><span style="color: #993300">La via d’uscita c’è sempre, e sta aspettando a braccia aperte.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Articolo originale p</em><em>ubblicato su <a href="http://abortionno.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abortionno.com</a></em></p>
<p><em>tradotto da Sarastella<br />
</em><em>commentato da | Team Purex<br />
</em><em>r</em><em>evisionato da Stefano | Team Purex.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/05/05/aborto-una-medaglia-con-due-facce/">L’aborto, una medaglia con due facce?</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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