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	<title>purity Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Sei così bella ma vorresti sparire</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 06:59:50 +0000</pubDate>
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<p>Sentite anche voi già l’odore delle mimose in avvicinamento? Eh sì, anche quest’anno la tanto discussa festa della donna è arrivata.&nbsp;&nbsp;Parità di genere, diritto al voto, assenza di discriminazione negli ambienti di lavoro; tante di queste battaglie hanno fatto da protagoniste, e molte di queste sono state anche vinte.&nbsp;&nbsp;La verità è che possiamo istituire il giorno della donna, il mese o anche l’anno se preferite, ma non sarà questo a renderla di valore, perché in realtà non c’è nulla che possa rendere di valore qualcosa che lo è già per natura.&nbsp;&nbsp;Io oggi, però, voglio parlare a te Donna, visto che è la tua festa.&nbsp;Tu sei quel vaso delicato e fragile che Dio ha creato per donare al mondo una carica emotiva mai vista prima. Possono rievocare in te sensazioni negative gli aggettivi “delicato” e “fragile”. Potrei darti ragione. Effettivamente chi vorrebbe essere equiparato a qualcosa di tendenzialmente debole? La maggior parte di noi desidera mostrarsi al mondo come Xena, la principessa guerriera più famosa di tutti i tempi.&nbsp;&nbsp;Gran parte di noi sogna di avere un indomito coraggio come lei, con l’unico scopo di liberare il mondo dalle cose brutte che ci circondano. Poi, però, il confronto con la realtà ci riporta con i piedi per terra, e ben presto ci accorgiamo che a malapena siamo riuscite a cambiare le lenzuola del nostro letto.&nbsp;Allora parte il senso di frustrazione accompagnato dalla voglia di mollare tutto. Spesso, a quel punto, ci lasciamo dondolare da una sorta di certezza interiore secondo cui il nostro destino sia inesorabilmente frutto del caos, al quale possiamo solamente sottometterci.&nbsp;</p>



<p>Quello che mi chiedo e ti chiedo è cara Donna: “A te tutti questi obiettivi che spesso ti portano a vivere solo fallimenti, chi te li ha dati? Chi ti ha dato una simile responsabilità? <strong>Chi ti ha detto che sei proprio tu a dover salvare il mondo?</strong> Chi ti ha detto che puoi cambiare ogni cosa e combattere ogni cosa?”&nbsp;Non mi fraintendere, non sto dicendo che il nostro posto sia a casa con le babbucce a filare la lana tutto il giorno. Non sto nemmeno dicendo che non dovremmo combattere per la parità di genere o per tutte quelle cose che perfezionano il nostro ruolo nella società, soprattutto da un punto di vista giuridico. Mi sto piuttosto riferendo a quelle prove emotive a cui sadicamente ci sottoponiamo. Sto dicendo che <strong>spesso ci catapultiamo in battaglie e sfide che non ci appartengono</strong> e per le quali ogni nostro sforzo risulterà inutile e vano. Ci sono infatti delle cose al mondo che non dipendono da noi e che vanno fuori dal nostro controllo. Ci sono pesi che ci prendiamo, i quali non fanno onore a noi stesse e che non faranno altro che schiacciare tutto quello che è il nostro potenziale. In questo tipo di lotte saremo messe continuamente davanti i nostri limiti che, per forza di cose, non potranno essere superati. Tu, Donna, non vai sminuita, annichilita, svalutata ed usata per cause assurde. <strong>Tu vai apprezzata, rispettata, protetta ed amata</strong>. Dunque come possono farlo gli altri se non lo fai per prima tu? Amica mia, coccolati e scopri che tu puoi ogni cosa, alla tua persona, alla tua vita ed al tuo cuore. Scopri che davvero puoi avere i superpoteri e cambiare il mondo, partendo da te stessa e dalle tue scelte. Accetta che <strong>sei tu il primo principe azzurro di te stessa</strong>, che non puoi cambiare gli altri e che i tuoi successi ti porteranno a valicare quelle barriere che mai avresti creduto di poter superare prima d’ora.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In questa giornata stabilisci le tue priorità, fatti un bagno caldo, apri il tuo cuore a te stessa e soprattutto prenditi qualche minuto per ricordarti che il tuo valore non è in base a ciò che gli altri pensano o dicono di te e che parallelamente non è stabilito dai tuoi errori o dai tuoi fallimenti. Tu sei bella per il semplice fatto che esisti e che nessuno sarà mai come te: <strong>Unica ed&nbsp;Inestimabile.</strong> Dopo aver fatto tutto questo esci, sogna e realizza, perché <strong>non c’è cosa più forte e impetuosa di una donna che abbia avuto il prestigio di essere tale</strong>. Solo a quel punto potrai davvero impattare la tua società.&nbsp;</p>



<p>Articolo scritto da Sara C. || Redazione purex</p>
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		<title>Perché non riusciamo a perdonare?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2021/03/04/perche-non-riusciamo-a-perdonare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 17:40:35 +0000</pubDate>
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<p>Chi di noi non ha mai dovuto fare lo sforzo di perdonare qualcuno? Fin da bambini familiarizziamo con il rancore, l’odio, l’ostilità e con la necessità di saperli gestire. Nonostante la loro spiacevolezza, questi vissuti fanno parte dell’intera esperienza umana.<br>Il perdono è complesso, ha a che fare con episodi di ogni genere, dai più insignificanti sguardi e commenti, ai peggiori attacchi alla persona. Quando va bene, è sufficiente smettere di pensare al torto subito, fare uno sforzo per ricominciare a chiacchierare o scherzare con la persona che ci ha feriti; in pochi attimi la tensione interiore che ci strozzava fino a qualche momento prima, si affievolisce e torniamo più sereni che mai.<br>In altri casi è sufficiente confrontarsi con chi ci ha feriti: “sputare il rospo”, e dopo un breve confronto tutto torna come prima.<br>Altre <strong>volte però il perdono ha a che fare con enormi ferite</strong>, traumi, episodi che sembrano radicarsi nella nostra interiorità, impedendoci di andare oltre e di dimenticare il dolore causatoci. Vi è mai capitato di fratturarvi un osso, o di ferirvi profondamente? Fino a che le ferite non si siano risanate completamente, la zona del corpo danneggiata continuerà ad essere vulnerabile, ipersensibile.<br>Basterà un tocco leggero o qualcuno che si avvicina in modo maldestro, a farci rabbrividire e gridare come scimmie che difendono il proprio territorio.<br>Questo meccanismo biologico ci induce inconsapevolmente ad evitare di stimolare le zone danneggiate, in modo che possano guarire più rapidamente. </p>



<p>Il perdono ha a che fare con le ferite della sfera emotiva, delle relazioni, del nostro orgoglio, della nostra indipendenza e libertà, della nostra identità. Le ferite di questo genere non sono molto diverse da quelle fisiche, almeno per quanto riguarda il nostro modo di sperimentarle.<br>Basti pensare che il nostro cervello, che possiede regioni specializzate per ciascuna delle sue funzioni, nell’elaborazione del dolore emotivo si avvale delle stesse aree attivate dal dolore fisico.<br>Chi ha vissuto &#8211; ad esempio &#8211; una profonda depressione, sa bene che <strong>il dolore interiore</strong>, superata una certa intensità, <strong>sembra trasformarsi in qualcosa di fisiologico, corporeo.</strong><br>Siamo programmati per sperimentare il dolore interiore tanto intensamente quanto quello fisico. <strong>Il rancore è una forma di difesa dal dolore</strong>, un modo per tenerci a distanza dalle persone che rappresentano per noi una minaccia.<br>Quando ci feriamo, prima di tornare alle nostre attività sarà necessario che dolore ed ipersensibilità della zona danneggiata siano passati. Con le emozioni non funziona diversamente. Le ferite che subiamo hanno a che fare con qualcosa che in noi rappresenta una fragilità, una zona di ipersensibilità, una debolezza.<br>Non è facile accettare di ristabilire i rapporti con qualcuno, se questo ha ancora il potere di ferirci come ha fatto in passato.  Se sei insicuro per quanto riguarda il peso corporeo, come potrai avvicinarti a quell’amico che ogni volta che ti incontra ti fa notare che hai messo su qualche chilo? Fino a che il peso corporeo rimarrà una tua fragilità, una fonte di disagio, dolore o vergogna, sarà difficile per te accorciare le distanze dalla fonte del dolore, da quella relazione che va sempre a stimolare la tua “zona ipersensibile”.</p>



<p><strong>Se qualcuno ti ha colpito dove fa più male, puoi reagire in due modi diversi</strong>: potresti decidere di prendere le distanze e mantenerle il più a lungo possibile, oppure potresti cercare di comprendere perché abbia fatto così male.<br><strong>Forse non è tanto il colpo sferrato la fonte del dolore, quanto il punto debole che è stato colpito</strong>. Se non riconosciamo le nostre fragilità, se non capiamo che il dolore che ci è stato causato è stato così intenso perché siamo vulnerabili, allora non riusciremo mai a fortificarci. E <strong>se continueremo ad essere vulnerabili non riusciremo a riavvicinarci alla minaccia</strong>, non riusciremo a perdonare e riallacciare dei contatti intimi con chi ci ha feriti e potrebbe ancora farlo. Semplicemente non saremo pronti a prendere altri colpi. Se pensi che vorresti o dovresti riuscire a perdonare qualcuno che ti ha ferito ma non ci stai riuscendo, potresti farti alcune domande.<br>In che modo questa persona mi ha ferito? Per quale motivo non riesco a perdonarla? Potrebbe darsi che quel punto debole sia ancora nelle stesse condizioni? Potrebbe darsi che abbia paura di ricevere ancora gli stessi colpi? Ho risanato e fortificato le mie fragilità, o sono uguale a prima e non potrei sopportare altre ferite?</p>



<p><strong>Il perdono è la capacità di avvicinarsi alle persone che ci hanno ferito, accettando che potrebbero colpirci di nuovo</strong>; la differenza è che questa volta non avranno un punto debole da attaccare, perché riconoscendolo e lavorandoci lo avremo trasformato in un punto di forza.</p>



<p>Articolo scritto da Thomas || Redazione purex </p>
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		<title>L’amore oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 16:51:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’amore oggi è orgoglio, predominanza, è il cuore rosso su whatsapp e un like alla foto del 2003. L’amore oggi è giocare a rincorrersi, è menefreghismo e arroganza.  Mi sorprendo ogni volta che, entrando su instagram, leggo post che promuovono l&#8217;indipendenza, la forza e la capacità del sapersi isolare. Questa società sopprime la necessità e&#8230;</p>
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<p>L’amore oggi è orgoglio, predominanza, è il cuore rosso su whatsapp e un like alla foto del 2003.                                                                                                                                                  L’amore oggi è giocare a rincorrersi, è menefreghismo e arroganza.                                       Mi sorprendo ogni volta che, entrando su instagram, leggo post che promuovono l&#8217;indipendenza, la forza e la capacità del sapersi isolare.</p>



<p>Questa società sopprime la necessità e il bisogno di altre persone; ti dice che sei debole se scendi a compromessi, sei debole se perdoni, sei debole se fai un passo indietro dando la priorità alle tue relazioni.&nbsp;</p>



<p>L’amore oggi è come giocare a scacchi: bisogna essere scaltri e furbi, bisogna premeditare ogni mossa avversaria con lo scopo di risultare il più forte. Oggi è imbarazzante riconoscere davanti agli altri i propri sentimenti, soprattutto quelli che ci rendono vulnerabili, mentre è diventato più facile fingere indifferenza. Non siamo più abituati a piangere sulle spalle delle amiche quando soffriamo per amore, ci chiudiamo in camera e solo dopo esserci assicurate di essere sole ci lasciamo andare al pianto, alle urla e alle grida di dolore. Quando il cuore ci fa male, quando i nostri sentimenti sono feriti e quando le nostre aspettative vengono meno, cadiamo in disgrazia. Un tempo questo era apprezzato e accettato dalla società, oggi purtroppo non lo è più.&nbsp;</p>



<p>L’amore oggi è egoista, possessivo e tirchio.                                                                     Onestamente l&#8217;amore di oggi non mi piace.                                                                                   L’amore oggi viene narrato come qualcosa di passeggero, futile, da non prendere troppo sul serio. Il romaticismo non esiste più, al suo posto c&#8217;è la volgarità. Il corpo delle donne viene dipinto come uno strumento da usare e gettare via. In tutta onestà, credo che l’amore oggi rappresenta esattamente il degrado della nostra società.                                                                                                                                                                           La nostra generazione pensa che la non curanza ed il disinteresse siano cool.                 Non è così; lo sforzo, l’interesse, la fedeltà, lo sono.</p>



<p>Sarebbe un sogno troppo grande sperare che quest’articolo possa cambiare la visione della società sull’amore, mi farebbe invece tanto sorridere se potesse cambiare la tua. Dai valore alle tue relazioni anche se questo a volte significa sacrificare il tuo orgoglio. Battiti per le persone attorno a te e non lasciarle andare facilmente. È vero che non tutte le relazioni sono salvabile, ma prima di arrenderti assicurati di aver lottato fino in fondo. Custodisci l’amore e fanne qualcosa di prezioso. Fatti riconoscere per il tuo modo di amare e ama a dismisura.  Il pianto, il dolore e la vulnerabilità fanno parte dell’amore e in parte contribuiscono a renderlo magico. </p>



<p>Fa che per te e le persone a cui tieni, l’amore oggi possa essere un mistero magico e inspiegabile, in cui vince chi è capace di mostrarsi per quello che è.</p>



<p>Articolo scritto da Abbie || Redazione purex </p>
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