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	<title>relazioni tossiche Archivi - Purex Culture</title>
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	<description>Purity, relationship, sexuality</description>
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		<title>3 mosse per disintossicarti da una relazione tossica</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 17:43:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Molte volte facciamo l’errore di pensare in automatico relazione=fidanzato\a, se tu sei single da cinque anni e ormai neanche più le zie a Natale ti chiedono “quando ti sposi?”, non passare oltre! Questo articolo è anche per te. Noi, come essere umani, siamo esseri relazionali, nasciamo e cresciamo all’interno delle relazioni, perciò imparare a gestirle è fondamentale&#8230;</p>
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<p>Molte volte facciamo l’errore di pensare in automatico relazione=fidanzato\a, se tu sei single da cinque anni e ormai neanche più le zie a Natale ti chiedono “quando ti sposi?”, non passare oltre! Questo articolo è anche per te. Noi, come essere umani, siamo esseri relazionali, nasciamo e cresciamo all’interno delle relazioni, perciò imparare a gestirle è fondamentale per la nostra crescita, sanità mentale ed emotiva. <em>Avere relazioni sane ci porta a sviluppare pensieri ed emozioni sane.</em>                                                                                                                                                                                                                 Ma facciamo un attimo un passo indietro, che cosa si intende per <em>relazione tossica</em>?  Una relazione tossica, secondo gli esperti, è una relazione dove non solo c&#8217;è conflitto, ma si cerca di indebolire l&#8217;altro, dove c&#8217;è mancanza di rispetto, mancanza di coesione e dove vige un’asimmetria di potere e responsabilità. Mentre ogni relazione attraversa alti e bassi, una relazione tossica prosciuga le energie di chi vi si trova coinvolto, al punto che i momenti negativi superano di gran lunga quelli positivi. </p>



<p>Ma non perdiamo altro tempo, ecco a voi le tre mosse segrete &#8211; non posso prendermi il copyright per averle create, ma insomma pochi le mettono in pratica quindi si può dire che sono&nbsp;<em>quasi segrete</em>&#8211; per disintossicarti dalle relazioni sbagliate e non ricadere nello stesso errore.&nbsp;</p>



<ol type="1"><li><strong>Non permettere alle tue insicurezze di prendere il controllo</strong>: le nostre paure, insicurezze e ferite hanno la capacità di renderci chi non siamo, ci fanno sentire come se non avessimo il controllo ma in realtà siamo in una costante ricerca di approvazione. Questo non ci permette di vivere le relazioni in modo sano, per combattere questo problema ci vuole un centrifugato detox di autostima, consapevolezza e sincerità con noi stessi. Disintossicarci dall’insicurezza emotiva è la chiave per avere relazioni sane.</li></ol>



<ul><li><strong>Ama con equilibrio</strong>: Molte volte desideriamo passione, irrazionalità, farfalle che svolazzano e continue scariche di emozioni, ma la cosa migliore che possiamo fare è imparare ad avere equilibrio nelle relazioni. Che siano di natura romantica o amicale, impariamo non solo a darci con valore, ma anche a&nbsp;<em>ricevere</em>. Avere un equilibrio ci aiuta a disintossicarci non solo dalle persone sbagliate, ma anche dagli sbalzi d’umore e dai cuori spezzati.&nbsp;</li></ul>



<ul><li><strong>Decidi cosa vuoi:</strong>&nbsp;E’&nbsp;fondamentale sapere cosa vogliamo da una relazione e dove vogliamo andare, molto spesso l’emozione copre la nostra razionalità e capacità di scelta. Sapere prima e con sicurezza cosa vuoi, renderà più facile dire no a ciò che non fa per te, proteggendo prima il tuo cuore – e quello degli altri. Ricorda, non scegliere mai per bisogno o per solitudine, ma aspetta la persona giusta per te. Disintossichiamoci dalla paura di rimanere da soli o di non essere abbastanza, solo così potremmo decidere&nbsp;<em>per scelta e non per necessità</em>.&nbsp;</li></ul>



<p>Articolo scritto da Sarastella || Redazione purex&nbsp;</p>
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		<title>7 modi per uscire da una relazione tossica</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 10:30:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo approfondito diversi aspetti delle relazioni tossiche, ora proviamo ad evidenziare alcuni punti che possono aiutarci a liberarci da questo problema. &#8211; La consapevolezza di una debolezza è il primo passo per combatterla. Se non vedi il tuo nemico non puoi prevedere in che modo cercherà di danneggiarti. Se il tuo cuore desidera la libertà&#8230;</p>
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<p>Abbiamo approfondito diversi aspetti delle relazioni tossiche, ora proviamo ad evidenziare alcuni punti che possono aiutarci a liberarci da questo problema.                                                                                                                                                                                                                                                                                       </p>



<p>&#8211; La <strong>consapevolezza</strong> di una debolezza è il primo passo per combatterla. Se non vedi il tuo nemico non puoi prevedere in che modo cercherà di danneggiarti. Se il tuo cuore desidera la libertà dalle relazioni tossiche allora hai già compreso di esserne vittima e compiuto un passo in avanti.                                                                                                                                                                                                                                                                                                      <strong>Conosci te stesso</strong>. Forse hai compreso di essere in una situazione critica, ma ti sei chiesto perché? Cosa ti spinge verso questo tipo di relazioni? Quali sono le esperienze del tuo passato che hanno lasciato un’impronta nella tua vita relazionale, affettiva o emotiva? Impara a conoscerti. Spesso non andiamo in profondità con noi stessi, ci accontentiamo quanto basta a sopravvivere; convinti di aver compreso il meccanismo con il quale funzioniamo. È importante riuscire ad andare in profondità per scoprire le verità nascoste della nostra personalità, portando alla luce tutto quello che si nasconde nel buio. Cosa ci porta a sentire le emozioni che riempiono la nostra vita? Cosa ci spinge ad agire in un modo piuttosto che in un altro? C’è un motivo per ogni cosa, anche per il modo in cui funziona la nostra mente.                                               &#8211; <strong>Rema contro te stesso</strong>. Se sei stato una facile preda delle relazioni tossiche, allora forse qualcosa dentro te ti sta spingendo verso una relazionalità malsana. Non si vincono le battaglie rimanendo nella propria zona di comfort. Se hai un obiettivo dovrai remare contro la corrente del tuo essere che ti spinge verso la direzione sbagliata. Combattere contro te stesso e gli impulsi profondi che creano in te un’attrazione magnetica verso le persone che possono danneggiarti.<br>&#8211; <strong>Ignora le tue bugie</strong>. Sarebbe bello avere coscienza di tutto quello che prende vita nella nostra mente eppure non tutto viene rivelato dalla luce della coscienza. Nelle profondità della nostra psiche spesso risiedono bugie sussurrate a noi stessi per impedirci di cambiare. Il cambiamento fa sempre paura, ma è fondamentale per la crescita. Non dare ascolto a quelle voci che ti spingono a ripercorrere sempre la stessa strada, a commettere sempre gli stessi errori. Per quanto ancora vuoi lasciarti ingannare?<br>&#8211; <strong>Chiedi aiuto</strong>. “<em>Due valgono più di uno solo” infatti se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno</em>”. Forse credi di non avere bisogno di aiuto, che non sia il caso di disturbare gli altri con i tuoi problemi. Forse temi di metterti in cattiva luce, di fare brutta impressione. Oppure pensi che puoi farcela da solo. Ti sbagli, chiedi aiuto a persone fidate, guarda la tua situazione anche dagli occhi degli altri. Spesso non siamo obiettivi nella valutazione della nostra vita, l’opinione degli altri può aiutarci ad avere nuove prospettive e comprendere aspetti differenti di quello che viviamo. Se ti trovi in difficoltà serie, rivolgiti ad un esperto, ma non combattere da solo.<br>&#8211; <strong>Agisci</strong>. A volte non riusciamo a gestire l’ansia della separazione, il terrore, l’angoscia, la solitudine, il vuoto dentro di noi. Le nostre azioni sono lo strumento che talvolta riusciamo a controllare un po’. Ed è proprio da questo “punto di forza”, da questo barlume di luce che possiamo muovere i primi passi per la graduale riconquista del nostro essere. Conoscere il carattere malsano di una relazione deve essere un trampolino di lancio. Se sai che quella persona ti sta danneggiando, smetti di filosofeggiare, allontanatene! Hai ancora il controllo sulle tue scelte, sulle tue parole e sulle tue azioni. Allora agisci prendendo le distanze. Se non ce la fai, inizia con piccoli passi. Forse non riesci ad escludere quella persona dalla tua vita; comincia a frequentarla un pochino di meno, evitando di coinvolgerla quando possibile: Comincia dal poco. Vivere una filosofia “tutto o niente” spesso ci impedisce di cambiare, il segreto è la gradualità, procedere a piccoli passi.<br>&#8211; <strong>Riconosci l’amore</strong>. “<em>L’amore è paziente, benevolo; non invidia, non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa</em>”.<br></p>



<p>L’amore non è inseguimento, non è lottare l’uno contro l’altro, ma correre insieme, combattendo fianco a fianco per il bene reciproco. Riconosci le qualità del vero amore, ti renderai conto che non ha nulla a che fare con chi ti sta impedendo di vivere la tua vita con gioia e libertà. L’amore deve essere il fondamento di ogni relazione stretta che costruiamo. Non possiamo permettere che le nostre relazioni abbiano radice nell&#8217;invidia, nella paura, nel dominio e nella sottomissione.<br>Ora tocca a te, un passo alla volta, prendi le distanze dalla prigione che hai costruito per te stesso.</p>



<p><em>Articolo scritto da Thomas || Redazione Purex</em><br></p>
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		<title>E se fossi tu quello tossico?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/06/25/e-se-fossi-tu-quello-tossico/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 10:08:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le relazioni sono il &#8220;supermercato&#8221; in cui trovare tutto quello che può saziare la nostra anima. Sei tu che decidi dove andare a comprare e soprattutto cosa comprare. Può capitare però che il conto in cassa sia maggiore di quello previsto: cosa accadrebbe se non avessi i soldi per pagare? Dovrai rinunciare a qualcosa di&#8230;</p>
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<p><strong>Le relazioni sono il &#8220;<em>supermercato</em>&#8221; in cui trovare tutto quello che può saziare la nostra anima</strong>. Sei tu che decidi dove andare a comprare e soprattutto cosa comprare. Può capitare però che il conto in cassa sia maggiore di quello previsto: cosa accadrebbe se non avessi i soldi per pagare? Dovrai rinunciare a qualcosa di buono ma, soprattutto, dovrai affrontare la vergogna. Funziona così anche quando intraprendiamo una relazione tossica, perché all&#8217;inizio sembra andare tutto bene, ma poi in cassa si paga il vero conto. Si tratta di relazioni in cui è difficile trovare un equilibrio, assumersi le proprie responsabilità, e in cui piacere e sofferenza spesso si intrecciano. È facile pensare di essere noi le vittime in tutto questo, ma se invece fossimo i carnefici? Se fosse il nostro atteggiamento o le voragini della nostra anima a rendere tossica una relazione?</p>



<p>Ecco alcuni spunti per un&#8217;auto analisi.<strong> Esistono diverse tipologie di legami tossici</strong>, ma possiamo selezionarne alcuni.<br>La prima tipologia è la relazione <strong>sado-masochista</strong>: la personalità masochista, o autodistruttiva, è tipica di persone che hanno subito abuso e violenze sin da piccole e che sono attratte da partner sadici. A volte riescono a tirare fuori gli aspetti peggiori del compagno, come se li cercassero attivamente. Secondo lo psicologo americano Emmanuel Hammer, il masochista è un &#8220;<em>depresso che spera ancora</em>&#8220;, probabilmente qualcuno che fin dall&#8217;infanzia ha imparato che la sofferenza è il prezzo da pagare per mantenere in vita una relazione. Spesso durante l’infanzia hanno vissuto con genitori assenti o in grado di mostrare affetto solo nel caso in cui stavano male o erano in pericolo. La filosofia di un masochista? Meglio soffrire con qualcuno che stare da soli. L&#8217;hai mai pensato? Quante volte invece hai provato liberazione nel ferire consapevolmente qualcuno, sapendo che comunque sarebbe rimasto al tuo fianco, succube della tua parte sadica?<br>La seconda tipologia possiamo chiamarla <strong>lotta di potere</strong>: un eterno braccio di ferro in cui ogni membro della coppia cerca di assumere un ruolo dominante. Una delle caratteristiche di questo tipo di relazione è la difficoltà nel dire &#8220;<em>basta</em>&#8220;, nonostante sia ormai diventata disperata e conflittuale, a causa di vissuti depressivi latenti. Il sentimento più facile da esternare in questo caso è la rabbia, scaricando la responsabilità del fallimento della relazione sull&#8217;altro. Questo tipo di relazione tossica può essere spesso rilevato nelle famiglie in cui i genitori decidono di restare insieme solo &#8220;<em>per i figli</em>&#8220;.</p>



<p>Infine, ci sono quelli che <strong>si innamorano della persona sbagliata</strong>: spesso l&#8217;altra persona non è affatto quella giusta, a volte perché già coinvolta in un&#8217;altra relazione. Altre volte siamo noi quelli rotti in cerca di ossigeno per il nostro cuore. Uno spreco di energie, nella speranza di cambiare sé stessi o l&#8217;altra persona, nell&#8217;illusione che un giorno si raggiungerà la felicità. A questa categoria non c&#8217;è miglior risposta del libro &#8220;<em>Scelte allo stato puro</em>&#8220;. Queste categorie, insieme alla dipendenza affettiva, già ben affrontata nella nostra rubrica, sono tra le principali fonti di tossicità nelle relazioni e spesso ne siamo coinvolti perché la nostra anima è un serbatoio di memorie, incluse quelle traumatiche. Queste ci spingono ad assumere comportamenti e a fare scelte potenzialmente tossiche per noi e per le persone che ci circondano se non affrontate e superate in tempo. Cerca in profondità le radici tossiche nel tuo cuore, chiedi aiuto e sradicale! Molte volte siamo noi i carnefici di noi stessi, ma finché non apriremo gli occhi per guardarci dentro, non ne usciremo mai. Con questa rubrica possiamo solo offrire alcune gocce di collirio per recuperare la vista, ma spetta a te uscirne.</p>



<p>Può essere che dalla lista della spesa tu abbia rinunciato al rispetto, alla tua unicità per adattarti a degli standard che non ti appartengono, forse hai perso amicizie e ti sei isolato/a, forse hai perso il controllo della tua vita per cederlo al tuo partner, forse hai scambiato amore per sofferenza credendo di fare economia. O forse sei tu che hai derubato il tuo partner di queste cose.</p>



<p><strong>Investire in certe relazioni ha un costo che inizialmente può sembrare conveniente, ma con il loro diventare tossiche si possono rivelare troppo dispendiose.</strong><br>Valuta i tuoi investimenti e sii la persona che vorresti avere accanto: spenderai di più, ma ne varrà la pena.</p>



<p><em>Articolo scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Il matrimonio può trasformarsi in una relazione tossica?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/06/25/il-matrimonio-puo-trasformarsi-in-una-relazione-tossica/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 08:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quanti di noi sognano di trovare la leggendaria e tanto agognata “persona giusta” e vivere per sempre felici e contenti? Vi do una notizia: il matrimonio non vi renderà felici. Io personalmente ho imparato che il matrimonio è un’avventura fantastica, ma che come ogni avventura che si rispetti, regala momenti entusiasmanti insieme a situazioni impegnative&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2020/06/25/il-matrimonio-puo-trasformarsi-in-una-relazione-tossica/">Il matrimonio può trasformarsi in una relazione tossica?</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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<p>Quanti di noi sognano di trovare la leggendaria e tanto agognata “persona giusta” e vivere per sempre felici e contenti? Vi do una notizia: il matrimonio non vi renderà felici. Io personalmente ho imparato che il matrimonio è un’avventura fantastica, ma che come ogni avventura che si rispetti, regala momenti entusiasmanti insieme a situazioni impegnative da affrontare. Dopo essermi sposata ho rapidamente scoperto che il matrimonio non è un punto d’arrivo come pensavo, ma solo l’inizio di un viaggio che porta sorprendentemente alla scoperta di ciò che non sapevamo di noi stessi facendo insorgere nel tempo “ostacoli” che rischiano di trasformare il matrimonio che sognavamo in una relazione tossica.&nbsp;</p>



<p>Come può essere possibile questo se fino a poco tempo prima sembrava andare tutto bene? In genere quando si sceglie di fare questo passo ci si sente pronti ed entusiasti, ansiosi di trascorrere ogni giorno con la persona amata. Bisogna però guardare con attenzione alle motivazioni profonde che ci spingono a fare questa scelta, spesso sopite e coperte dall&#8217;entusiasmo e dalle emozioni del momento. Se a spingerci è un irrefrenabile bisogno dell’altro per poterci sentire felici ed appagati, al punto di mettere da parte anche noi stessi, facciamo attenzione! Probabilmente abbiamo instaurato una dipendenza affettiva nei confronti del nostro partner e le conseguenze a lungo termine nel matrimonio possono essere devastanti. Per poter vivere una relazione felice e duratura dobbiamo guardare dentro noi stessi con estrema franchezza e capire se la relazione che stiamo vivendo manca di equilibrio. Un altro elemento “<em>tossico</em>” per il matrimonio è il rovescio della medaglia della dipendenza affettiva: l’egoismo e l’auto appagamento. Anche questi due elementi si nascondono dietro le l’entusiasmo dello stare insieme. Se la motivazione dell’unione sta nel soddisfare i desideri soggettivi per sentirci appagati dalla presenza di un partner da cui “<em>pretendiamo</em>” amore, presenza e accondiscendenza, stiamo sbagliando strada. Lo stesso vale se ci stiamo sposando per paura di rimanere soli.</p>



<p>I matrimoni di successo, quelli dei nostri nonni per intenderci, portano in sé due elementi che ne costituiscono il fondamento: sacrificio e compromesso (conditi con una dose generosa di rispetto reciproco s’intende!). Sembrano parole pesanti da digerire, vero? Ma l’amore, quello con la A maiuscola, non è forse sacrificarsi per il bene dell’altro e mettere da parte il proprio interesse? Vale anche per le situazioni più banali della quotidianità. La nostra generazione purtroppo non è più abituata a queste due parole. Gli psicologi ci definiscono “<em>the me generation</em>”, una generazione narcisista dove tutto ruota attorno all&#8217;individualismo e alla realizzazione dei bisogni personali. Questo però è esattamente il contrario dell’Amore. La cosa che ci sorprenderà (come già diceva Gesù molti anni fa) è che troveremo molta più gioia nel sacrificarci e dare all&#8217;altro anche in piccoli gesti, piuttosto che aspettarci che sia il partner a dare qualcosa a noi allora il nostro matrimonio cambierà aspetto.</p>



<p>Ovviamente affrontare questi cambiamenti non è semplice, spesso dovremmo scontrarci con il nostro carattere e ingoiare molti rospi. Ma se accettiamo la sfida, il matrimonio saprà portarci attraverso un percorso di maturazione per renderci persone migliori.</p>



<p><em>Articolo scritto da Giorgia&nbsp; ||&nbsp; Redazione Purex</em></p>
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		<title>Come riconoscere la dipendenza affettiva</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 07:52:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione? &#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione? &#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita? Ecco, questi sono i primi segnali&#8230;</p>
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<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione?</p>



<p>&#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione?</p>



<p>&#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita?</p>



<p>Ecco, questi sono i primi segnali per riconoscere se siamo affettivamente dipendenti da qualcuno, che può essere il nostro partner, un genitore, un amico, una qualsiasi persona che faccia parte della nostra cerchia ristretta di contatti. In poche parole, la dipendenza affettiva consiste nel delegare la nostra felicità ad un’altra persona che diventa il centro del nostro mondo, nel quale però noi stessi siamo completamente messi da parte. Ecco perché <strong>è pericoloso trovarci coinvolti in questo tipo di relazione e sentimenti, perché sono tossici per entrambi i soggetti coinvolti</strong>. Ci sono diverse motivazioni che portano una persona a dipendere dall&#8217;altra come: l’insicurezza, la bassa autostima e ci sono vari elementi che ci fanno comprendere di essere dipendenti da qualcuno. Ecco i più comuni:</p>



<p>&#8211; perdere il senso di sé</p>



<p>&#8211; responsabilità emotiva di soddisfare bisogni altrui, escludendo i propri.</p>



<p>&#8211; bisogno di validazione</p>



<p>&#8211; difficoltà a fidarsi degli altri ed a credere di essere meritevoli di amore</p>



<p>&#8211; sentirsi sicuri solo se si è in una relazione, col conseguente terrore che possa finire<br>&#8211; mettere il partner su un piedistallo e voler sapere sempre tutto su di lei/lui.</p>



<p>&#8211; difficoltà a dire di no </p>



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<p>&#8211; sensazione di scegliere sempre la persona sbagliata.</p>
</div></div>



<p><strong>Tutto questo genera un forte attaccamento verso l’altro</strong>, un coinvolgimento di emozioni e di personalità, la fusione di due mondi che dovrebbero rimanere distinti. I propri bisogni personali passano in secondo piano, lasciando il posto a quelli del partner.<br>Il dipendente affettivo si sente in dovere di soddisfare ogni necessità dell’altro, per contenere l’angosciosa idea di essere rifiutato, sostituito, di subire la fine della relazione. Per la stessa ragione, spesso nel dipendente scatta un sentimento di gelosia eccessiva, accompagnato da ostilità verso le persone intorno al partner.<br>La ferita dell’abbandono è così viva che, al presentarsi nella vita del partner di persone che si rivelino essergli care, la possessività del dipendente si riaccende, reclamando con forza l’altro, quasi come una proprietà. Il dolore è profondo, molto radicato, e non è semplice riconoscerlo. Alla base di tutto, vi è nella persona un incredibile bisogno di realizzazione e di consapevolezza del proprio valore e della propria esclusività. Il fatto di ricercare tutto questo in qualcosa o qualcuno al di fuori da sé stessi, ha le sue radici in fattori che generalmente risalgono all’infanzia o all’adolescenza, e quasi sempre al contesto familiare.</p>



<p><strong>L&#8217;ambiente</strong> in cui questi problemi emergono, <strong>spesso è caratterizzato da una mancanza di attenzione, affetto, cura, con un conseguente senso di abbandono.</strong> Per questo la paura del distacco o alle volte anche un saluto troppo veloce, un semplice “ciao” su whatsapp senza una emoticon carina, può far scattare quella stessa sensazione di rifiuto. Non è facile per la persona riconoscere di essere un dipendente affettivo, proprio perché ammetterlo significherebbe entrare in contatto con delle ferite passate, alle volte sotterrate chissà da quanto tempo, e spesso non siamo pronti a tornare a sentire di nuovo quel dolore silenzioso ma allo stesso tempo assordante, necessario per essere guariti. Ci vuole coraggio, ma è l’unica via per uscirne ed iniziare a vivere rapporti sani ed equilibrati.</p>



<p>Personalmente conosco questo tipo di sentimenti e so cosa significhi sentire il dolore di una ferita non ancora completamente rimarginata; ma per quanto doloroso possa essere, questa è la chiave per disintossicare ogni relazione. La realtà è che non abbiamo bisogno di qualcuno che ci valorizzi quando siamo consapevoli del valore che abbiamo, e non abbiamo bisogno nemmeno di mendicare amore dagli altri, quando impariamo a scoprire la bellezza che c’è dentro ognuno di noi. <strong>Non siamo nati per elemosinare affetto e affermazione, tutto quello che cerchiamo negli altri è già dentro di noi</strong>. Comprendere questa verità e fare pace con il passato, sono la chiave per rapporti sani. Una volta compresa la bellezza che è in noi, non solo non avremo bisogno di qualcuno che ci completi, ma saremo capaci di costruire rapporti sani, non più basati su una confluenza di vite ed emozioni, ma su due vite che possono veramente darsi l’una all&#8217;altra senza annullarsi.</p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca || Redazione Purex</em><br></p>



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