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	<title>sessualità Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>￼COS&#8217;È JAV</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 14:40:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe sembrare il nome di un videogioco, ma mi dispiace deluderti: non lo è! Ti risparmio la ricerca su internet prima che ti imbatta in materiale poco raccomandabile e a basso contenuto di purezza. JAV sta per &#8220;Japan Adult Video&#8221; e rappresenta uno dei mercati in continua crescita, una macchina in continuo movimento. Secondo lo&#8230;</p>
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<p>Potrebbe sembrare il nome di un videogioco, ma mi dispiace deluderti: non lo è! Ti risparmio la ricerca su internet prima che ti imbatta in materiale poco raccomandabile e a basso contenuto di purezza. JAV sta per &#8220;Japan Adult Video&#8221; e rappresenta uno dei mercati in continua crescita, una macchina in continuo movimento.</p>



<p>Secondo lo scrittore Atsuhiko Nakamura, che ha pubblicato diversi libri basati su delle interviste fatte ad attrici porno, il numero delle donne giapponesi che cerca lavoro in questo campo è aumentato drasticamente. “Verso la fine degli anni 90&#8243; &#8211; afferma Nakamura &#8211; &#8220;la maggior parte delle persone diceva che non sarebbero apparsi in un film porno neanche per 10 milioni di yen, ma tutto ciò è cambiato ad una velocità impressionante ed ora le ragazze si affannano per avere una chance e trovare una parte in una produzione qualsiasi”.</p>



<p>Questo è il caso di una giovane campionessa di nuoto, la cui notizia fa scalpore: Miku Kojima, in &#8220;arte&#8221; Saki Shinkai. Kojima, dopo aver vinto ai Mondiali Juniores di nuoto e due bronzi alle Olimpiadi giovanili, ha lasciato il nuoto per iscriversi all&#8217;università e mantenersi organizzando cerimonie. Poi il COVID.</p>



<p>Povera Kojima, si è trovata così tanto in difficoltà che ha pensato &#8220;perché non il porno?&#8221;. In realtà prima di addentrarsi in questa tremenda industria che devitalizza i suoi attori con la stessa facilità con cui un dentista agisce su un dente, la campionessa si era mostrata senza veli in piscina in una serie di foto che hanno alzato un bel polverone. Consapevole o meno del passo successivo, ha avuto modo di buttarsi tra le braccia di &#8220;Soft on demand&#8221;, colosso dell&#8217;industria JAV.</p>



<p>Quello che mi lascia senza parole non è tanto la scelta di Miku Kojima, libera fautrice delle proprie scelte di vita, quanto la facilità con cui oggigiorno è possibile incappare in questa prostituzione legale. La giovane Miku ha dichiarato: &#8220;Ho iniziato a guardarmi in giro e ho scoperto che un mio contatto sui social era attivo nel settore dei video per adulti. Mi sono incuriosita e ne ho guardati parecchi: all&#8217;inizio avevo una sensazione negativa, ma i lavori di Sod (Soft on demand) sono molto interessanti. Ho deciso di provare&#8221;.</p>



<p>Fare un passo alla volta per avvicinarci al burrone non ci rende più furbi e saggi, ma semplicemente masochisti nel ritardare una caduta quasi annunciata.</p>



<p>C&#8217;è sempre un campanello d&#8217;allarme che ci avvisa quando una scelta è lecita o meno, sta a noi ascoltarlo.&nbsp;</p>



<p>Ancora una volta imparo: quando il nostro compromesso zittisce il grido della nostra integrità e libertà, allora vale la pena alimentarlo e diventarne schiavi?</p>
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		<title>Sei così bella ma vorresti sparire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 06:59:50 +0000</pubDate>
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<p>Sentite anche voi già l’odore delle mimose in avvicinamento? Eh sì, anche quest’anno la tanto discussa festa della donna è arrivata.&nbsp;&nbsp;Parità di genere, diritto al voto, assenza di discriminazione negli ambienti di lavoro; tante di queste battaglie hanno fatto da protagoniste, e molte di queste sono state anche vinte.&nbsp;&nbsp;La verità è che possiamo istituire il giorno della donna, il mese o anche l’anno se preferite, ma non sarà questo a renderla di valore, perché in realtà non c’è nulla che possa rendere di valore qualcosa che lo è già per natura.&nbsp;&nbsp;Io oggi, però, voglio parlare a te Donna, visto che è la tua festa.&nbsp;Tu sei quel vaso delicato e fragile che Dio ha creato per donare al mondo una carica emotiva mai vista prima. Possono rievocare in te sensazioni negative gli aggettivi “delicato” e “fragile”. Potrei darti ragione. Effettivamente chi vorrebbe essere equiparato a qualcosa di tendenzialmente debole? La maggior parte di noi desidera mostrarsi al mondo come Xena, la principessa guerriera più famosa di tutti i tempi.&nbsp;&nbsp;Gran parte di noi sogna di avere un indomito coraggio come lei, con l’unico scopo di liberare il mondo dalle cose brutte che ci circondano. Poi, però, il confronto con la realtà ci riporta con i piedi per terra, e ben presto ci accorgiamo che a malapena siamo riuscite a cambiare le lenzuola del nostro letto.&nbsp;Allora parte il senso di frustrazione accompagnato dalla voglia di mollare tutto. Spesso, a quel punto, ci lasciamo dondolare da una sorta di certezza interiore secondo cui il nostro destino sia inesorabilmente frutto del caos, al quale possiamo solamente sottometterci.&nbsp;</p>



<p>Quello che mi chiedo e ti chiedo è cara Donna: “A te tutti questi obiettivi che spesso ti portano a vivere solo fallimenti, chi te li ha dati? Chi ti ha dato una simile responsabilità? <strong>Chi ti ha detto che sei proprio tu a dover salvare il mondo?</strong> Chi ti ha detto che puoi cambiare ogni cosa e combattere ogni cosa?”&nbsp;Non mi fraintendere, non sto dicendo che il nostro posto sia a casa con le babbucce a filare la lana tutto il giorno. Non sto nemmeno dicendo che non dovremmo combattere per la parità di genere o per tutte quelle cose che perfezionano il nostro ruolo nella società, soprattutto da un punto di vista giuridico. Mi sto piuttosto riferendo a quelle prove emotive a cui sadicamente ci sottoponiamo. Sto dicendo che <strong>spesso ci catapultiamo in battaglie e sfide che non ci appartengono</strong> e per le quali ogni nostro sforzo risulterà inutile e vano. Ci sono infatti delle cose al mondo che non dipendono da noi e che vanno fuori dal nostro controllo. Ci sono pesi che ci prendiamo, i quali non fanno onore a noi stesse e che non faranno altro che schiacciare tutto quello che è il nostro potenziale. In questo tipo di lotte saremo messe continuamente davanti i nostri limiti che, per forza di cose, non potranno essere superati. Tu, Donna, non vai sminuita, annichilita, svalutata ed usata per cause assurde. <strong>Tu vai apprezzata, rispettata, protetta ed amata</strong>. Dunque come possono farlo gli altri se non lo fai per prima tu? Amica mia, coccolati e scopri che tu puoi ogni cosa, alla tua persona, alla tua vita ed al tuo cuore. Scopri che davvero puoi avere i superpoteri e cambiare il mondo, partendo da te stessa e dalle tue scelte. Accetta che <strong>sei tu il primo principe azzurro di te stessa</strong>, che non puoi cambiare gli altri e che i tuoi successi ti porteranno a valicare quelle barriere che mai avresti creduto di poter superare prima d’ora.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In questa giornata stabilisci le tue priorità, fatti un bagno caldo, apri il tuo cuore a te stessa e soprattutto prenditi qualche minuto per ricordarti che il tuo valore non è in base a ciò che gli altri pensano o dicono di te e che parallelamente non è stabilito dai tuoi errori o dai tuoi fallimenti. Tu sei bella per il semplice fatto che esisti e che nessuno sarà mai come te: <strong>Unica ed&nbsp;Inestimabile.</strong> Dopo aver fatto tutto questo esci, sogna e realizza, perché <strong>non c’è cosa più forte e impetuosa di una donna che abbia avuto il prestigio di essere tale</strong>. Solo a quel punto potrai davvero impattare la tua società.&nbsp;</p>



<p>Articolo scritto da Sara C. || Redazione purex</p>
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		<title>Ti presento i sex toys</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 21:09:38 +0000</pubDate>
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<p>C&#8217;è chi li considera &#8220;avanguardia pura&#8221;, chi “soluzioni creative”, chi &#8220;semplici potenziamenti&#8221;. Per altri invece sono tabù, immorali ed inutili. Ti confesso che l&#8217;ultimo aggettivo è frutto di ciò che credo io. Già, li considero totalmente inutili. Ah scusa, tanto inutili che non ti ho nemmeno detto di cosa stia parlando: ti presento i sex toys.  Secondo il report sul Global Sex Toys Market (2017-2021) di Technavio, il giro d’affari internazionale registrato nel 2016 sarebbe pari a 15 miliardi di euro e secondo recenti stime entro il 2020-2021 supererà i 29 miliardi. Ed ancora, secondo la più grande piattaforma di ricerche di mercato al mondo, meglio conosciuta come Research and Markets, l’incremento raggiungerà oltre i 35 miliardi nel 2023. Importante è approfondire il contributo italiano in seno al business. Dai dati Idealo emerge che dal 2017 ad oggi la ricerca di sex toys a vibrazione sarebbe aumentata di più del 280% in generale.                                                                                                                                                                                                                                                                   Sempre secondo gli stessi dati, nell’ultimo anno le ricerche online di sex toys nel nostro paese sono aumentate del 143%. Se non avessi capito la statistica, la riscrivo una seconda volta: +143%! </p>



<p>Sottolineo i numeri perché questo fenomeno cela un substrato assolutamente più inquietante, nel cui interno vive il gigante dell’autoerotismo inneggiato sempre più dai &#8220;freelance&#8221; del proprio corpo. Trovo inoltre estremamente curioso il fatto che la caccia al “gadget hot “avvenga soprattutto&#8230; in ufficio! </p>



<p>Insomma, molti preferiscono addentrarsi in questo mondo mentre sono al lavoro, evitando così il rischio di farsi sorprendere in famiglia. Se però volessimo soffermarci alle ragioni sociologiche collegate alla crescita del trend, per molti il sex toy rappresenta la base delle migliori fantasie e l’inizio di una sessualità &#8220;unconventional&#8221;, il killer della noia per intenderci. Dal momento che spesso la sessualità viene vissuta più in termini di performance che di condivisione, ciò spinge gli acquirenti ad idealizzare il sex toy, credendo che finalmente si sia trovata una soluzione al proprio rapporto conflittuale con il sesso.&nbsp; Non penso che tutto questo sia avanguardia e credo sia purtroppo la semplice conseguenza di una generazione che scappa dall&#8217;incapacità di affrontare determinati ostacoli. Siamo davanti ad un ulteriore frutto perverso della società che se da un lato ti incita all’acquisto di questi “giocattoli”, dall’altro, ancor prima che in te possa esser nata l’idea di affidarti a questi stessi sex toys, ti ha imbevuto in un clima di nudges (spinte gentili) volte a farti credere che il sesso preveda ormai l’aggiunta di tanto altro oltre a te ed il tuo/a compagno/a di vita. Non voglio entrare nei dettagli della fantasia di coppia e non voglio nemmeno nascondere il fatto che talvolta nelle coppie sposate si possa affrontare una crisi del desiderio sessuale, ma certo è che il segreto sempre è e sempre rimarrà la comunicazione. Penso che non ci sia nulla di male nel conoscere il proprio corpo, anzi, penso sia fantastico poterlo fare insieme al proprio partner, scoprendosi vicendevolmente e incontrando il piacere l’uno dell&#8217;altro. Il sesso è bello e divertente, ma non banale.&nbsp;</p>



<p>L’utilizzo dei sex toys è spesso alla base anche della masturbazione in assenza di partner. Bisogna dire a chiare lettere che la masturbazione, con o senza sex toys, non è la chiave per conoscere se stessi e tu che stai leggendo potresti trovarti a stabilire degli standard e delle aspettative false che non ritroverai mai nel tuo futuro partner. Oltre a sviluppare una sessualità egoistica, ti verrà difficile comprendere che il vero piacere è condiviso, amorevole e collaborativo. <strong>Di contro la soluzione non è nemmeno quella di donare il tuo corpo liberamente, perché così facendo starai semplicemente svendendo il tuo io</strong>. Infatti, se anche credessi che il sesso fosse la via giusta per riconoscere il “vero amore” e non lo utilizzassi quindi con ragioni “malvagie”, saresti comunque vittima di un meccanismo erroneo, con tanto di rappresentazioni della realtà ingannevoli. Stessa trappola vivresti nel caso in cui pensassi che la soluzione migliore per conoscerti davvero fisicamente fosse il metterti alla prova con diversi partner. <strong>Il sesso non è solo corpo e perchè sia davvero quello che tutti sognano necessita di un mix tra anima, corpo e spirito.&nbsp;                                      </strong>                                              Guarda, voglio darti un consiglio: se hai già smesso da tempo di giocare con i giocattoli, non tornare a farlo adesso, sei già abbastanza grande, non è il caso. Puoi però buttarti su metodi forse un po&#8217; più antichi, ma sempre vincenti: aspetta il tempo giusto e la persona giusta e quando la troverai sii romantico, sorprendente e dalle il tuo meglio. Proteggi la coppia, onorala e rispettala. È tempo di smettere di giocare a fare i grandi quando ancora non si è pronti ad esserlo; <strong>è tempo di scegliere una sessualità i cui piaceri dei suoi tesori abitano nella ricchezza della sua consapevolezza.</strong></p>



<p>Articolo scritto da Mauro || Redazione purex&nbsp;</p>
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		<title>Come riconoscere la dipendenza affettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 07:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[purex]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione? &#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione? &#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita? Ecco, questi sono i primi segnali&#8230;</p>
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<p>&#8211; Ti è mai capitato di sentire un bisogno costante di rassicurazione?</p>



<p>&#8211; Di ricercare l’approvazione continua di una persona ed avere la necessità di un suo parere per prendere qualunque decisione?</p>



<p>&#8211; Di avere una forte paura di perdere una persona che rappresenta il fulcro della tua vita?</p>



<p>Ecco, questi sono i primi segnali per riconoscere se siamo affettivamente dipendenti da qualcuno, che può essere il nostro partner, un genitore, un amico, una qualsiasi persona che faccia parte della nostra cerchia ristretta di contatti. In poche parole, la dipendenza affettiva consiste nel delegare la nostra felicità ad un’altra persona che diventa il centro del nostro mondo, nel quale però noi stessi siamo completamente messi da parte. Ecco perché <strong>è pericoloso trovarci coinvolti in questo tipo di relazione e sentimenti, perché sono tossici per entrambi i soggetti coinvolti</strong>. Ci sono diverse motivazioni che portano una persona a dipendere dall&#8217;altra come: l’insicurezza, la bassa autostima e ci sono vari elementi che ci fanno comprendere di essere dipendenti da qualcuno. Ecco i più comuni:</p>



<p>&#8211; perdere il senso di sé</p>



<p>&#8211; responsabilità emotiva di soddisfare bisogni altrui, escludendo i propri.</p>



<p>&#8211; bisogno di validazione</p>



<p>&#8211; difficoltà a fidarsi degli altri ed a credere di essere meritevoli di amore</p>



<p>&#8211; sentirsi sicuri solo se si è in una relazione, col conseguente terrore che possa finire<br>&#8211; mettere il partner su un piedistallo e voler sapere sempre tutto su di lei/lui.</p>



<p>&#8211; difficoltà a dire di no </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>&#8211; sensazione di scegliere sempre la persona sbagliata.</p>
</div></div>



<p><strong>Tutto questo genera un forte attaccamento verso l’altro</strong>, un coinvolgimento di emozioni e di personalità, la fusione di due mondi che dovrebbero rimanere distinti. I propri bisogni personali passano in secondo piano, lasciando il posto a quelli del partner.<br>Il dipendente affettivo si sente in dovere di soddisfare ogni necessità dell’altro, per contenere l’angosciosa idea di essere rifiutato, sostituito, di subire la fine della relazione. Per la stessa ragione, spesso nel dipendente scatta un sentimento di gelosia eccessiva, accompagnato da ostilità verso le persone intorno al partner.<br>La ferita dell’abbandono è così viva che, al presentarsi nella vita del partner di persone che si rivelino essergli care, la possessività del dipendente si riaccende, reclamando con forza l’altro, quasi come una proprietà. Il dolore è profondo, molto radicato, e non è semplice riconoscerlo. Alla base di tutto, vi è nella persona un incredibile bisogno di realizzazione e di consapevolezza del proprio valore e della propria esclusività. Il fatto di ricercare tutto questo in qualcosa o qualcuno al di fuori da sé stessi, ha le sue radici in fattori che generalmente risalgono all’infanzia o all’adolescenza, e quasi sempre al contesto familiare.</p>



<p><strong>L&#8217;ambiente</strong> in cui questi problemi emergono, <strong>spesso è caratterizzato da una mancanza di attenzione, affetto, cura, con un conseguente senso di abbandono.</strong> Per questo la paura del distacco o alle volte anche un saluto troppo veloce, un semplice “ciao” su whatsapp senza una emoticon carina, può far scattare quella stessa sensazione di rifiuto. Non è facile per la persona riconoscere di essere un dipendente affettivo, proprio perché ammetterlo significherebbe entrare in contatto con delle ferite passate, alle volte sotterrate chissà da quanto tempo, e spesso non siamo pronti a tornare a sentire di nuovo quel dolore silenzioso ma allo stesso tempo assordante, necessario per essere guariti. Ci vuole coraggio, ma è l’unica via per uscirne ed iniziare a vivere rapporti sani ed equilibrati.</p>



<p>Personalmente conosco questo tipo di sentimenti e so cosa significhi sentire il dolore di una ferita non ancora completamente rimarginata; ma per quanto doloroso possa essere, questa è la chiave per disintossicare ogni relazione. La realtà è che non abbiamo bisogno di qualcuno che ci valorizzi quando siamo consapevoli del valore che abbiamo, e non abbiamo bisogno nemmeno di mendicare amore dagli altri, quando impariamo a scoprire la bellezza che c’è dentro ognuno di noi. <strong>Non siamo nati per elemosinare affetto e affermazione, tutto quello che cerchiamo negli altri è già dentro di noi</strong>. Comprendere questa verità e fare pace con il passato, sono la chiave per rapporti sani. Una volta compresa la bellezza che è in noi, non solo non avremo bisogno di qualcuno che ci completi, ma saremo capaci di costruire rapporti sani, non più basati su una confluenza di vite ed emozioni, ma su due vite che possono veramente darsi l’una all&#8217;altra senza annullarsi.</p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca || Redazione Purex</em><br></p>



<p></p>
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		<title>It ain’t me babe</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 11:13:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Allontanati dalla mia finestraVattene alla velocità che sceglierai tuNon sono quello che vuoi, Non sono quello di cui hai bisognoDici che cerchi qualcuno che non è mai debole ma sempre fortePer proteggerti e difenderti Sia che tu abbia ragione o tortoQualcuno che ti apra ogni portaMa non sono io, No, no, no, non sono ioNon sono io quello&#8230;</p>
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<p><em>“Allontanati dalla mia finestra<br>Vattene alla velocità che sceglierai tu<br>Non sono quello che vuoi, <br>Non sono quello di cui hai bisogno<br>Dici che cerchi qualcuno che non è mai debole ma sempre forte<br>Per proteggerti e difenderti <br>Sia che tu abbia ragione o torto<br>Qualcuno che ti apra ogni porta<br>Ma non sono io, <br>No, no, no, non sono io<br>Non sono io quello che cerchi.”</em><br></p>



<p>Cantava così Johnny cash nella sua canzone: “<em>It ain’t me babe</em>”, brano folk che esprime un concetto molto importante; La nostra società è alla costante ricerca della perfezione, del sublime e dell’eccellenza. In fin dei conti non c’è nulla di male in questo, se non l’ossessione che si rischia di sviluppare durante questa caccia. La nostra attenzione è facilmente richiamata verso ciò che può migliorarci la vita: il facile, il veloce, l’accessibile, l’economico. Non si vuole qui svalutare la ricerca di tali facilità, ma richiamare l’attenzione su quelli che sono concetti prioritari. <br>Johnny dice che, se la ragazza in questione cerca qualcuno che non è mai debole ma sempre forte, allora quella persona non è lui; se cerca qualcuno che le apra ogni porta, allora lui le consiglia di allontanarsi dalla sua finestra. Questo fa riflettere, e pensandoci è facile essere d’accordo con lui.§<br>Nemmeno io vorrei vivere con questo peso, questa responsabilità: sapere che si cercano in me determinate caratteristiche, sapere di essere rinchiusa in una bolla di aspettative da soddisfare, mette ansia. O forse quello che davvero mette d’accordo con il pensiero di Johnny, è il semplice fatto che quest’amore sia condizionato. <br></p>



<p><strong>Se invece imparassimo ad amare? Io credo che per poter amare profondamente una persona sia necessario conoscerla a fondo, vederla in tutte le sue sfaccettature. </strong>Per arrivare a questo traguardo, credo sia fondamentale concedersi la libertà d’essere. <br>Permettere a l’altra persona di essere sé stessa non è scontato, a volte viene negato e implicitamente proibito dalle aspettative che vi riponiamo. Se imparassimo a ricevere quello che ci viene dato e ad apprezzarlo in ogni suo dettaglio, permetteremmo a l’altra persona di potersi riprendere quello che è in eccesso, ma le permetteremmo anche di poter aggiungere quello che era stato trattenuto. <strong>Se solo imparassimo a donarci libertà, forse ci conosceremmo veramente, e allora potremmo fare la cosa più importante: scegliere o meno l’amore.</strong> Perché in fondo è una decisione: una scelta, razionale e consapevole, di accettarsi per quello che si è, di comprendersi, per poi migliorarsi insieme, senza aspettative futili e irreali. <br></p>



<p>Concludo questa riflessione facendo eco al mio cuore: <strong>abbiate pazienza con le persone, siate misericordiosi, non arrendetevi con loro, ma amatele: quando non se lo meritano, amatele; quando vi feriranno, amatele; guardate in faccia le loro colpe, i loro sbagli e amatele.</strong><br>Il mio libro preferito dice “<em>l’amore vince ogni cosa</em>” e in un mondo dalle certezze rare, spesso aspre ed amare, mi tengo stretta questa. </p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Abbie  ||  Redazione Purex</em></p>
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		<title>LA GIUSTA PROSPETTIVA</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2019/09/05/la-giusta-prospettiva/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 15:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare della “trappola del bisogno”?  Si tratta di un meccanismo mentale che ti porta automaticamente a stare male, è quella convinzione dentro di te che ti fa vedere solo la tua necessità che in quel preciso istante deve essere accolta dall’altro, altrimenti ci sentiamo messi da una parte, non considerati e poco&#8230;</p>
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<p>Hai mai sentito parlare della “<em>trappola del bisogno</em>”?  Si tratta di un meccanismo mentale che ti porta automaticamente a stare male, è quella convinzione dentro di te che ti fa vedere solo la tua necessità che in quel preciso istante deve essere accolta dall’altro, altrimenti ci sentiamo messi da una parte, non considerati e poco importanti. Ma perché definirla come una trappola?<br>Ti sarà sicuramente capitato di sentire il bisogno di sfogarti con qualcuno, di voler raccontare qualcosa di importante ad un amico oppure, semplicemente, volere al tuo fianco una persona che ti desse la possibilità di condividere la tua quotidianità. Però non sempre avrai avuto modo di soddisfare questo bisogno, di esprimere i tuoi sentimenti o il tuo entusiasmo perché magari non c’era nessuno disponibile con cui farlo.</p>



<p>E’ triste quando ci rendiamo conto di questo e molto spesso pensiamo che succeda perchè non ci viene attribuito e riconosciuto un valore, il nostro vero valore,  ma se, apparentemente, questo è il primo pensiero che ci sfiora, voglio farti vedere le cose da un&#8217;altra prospettiva. <br>Quale prospettiva? Quella che sperimenti, quando inizi a dare all’altro quello che tu vorresti ricevere. <br>Vorresti ricevere attenzioni, tempo, ascolto, parole gentili? Bene, inizia tu ad essere il primo a darle. <strong>Quando stai offrendo quello che tu vorresti ricevere, non hai più bisogno di essere contraccambiato. </strong>Perchè mentre tu stai offrendo il tuo tempo, l’altro lo accoglie. Tu ascolti e l’altro parla accogliendo la tua disponibilità, non penso esista modo migliore per sentirsi valorizzati se non quando dall’altra parte hai qualcuno che ti ha scelto per aprire il suo cuore. Quale onore nel sapere di essere un punto di riferimento o una spalla su cui una persona può venire a piangere liberamente. Riesci a vedere le cose da un altro punto di vista?<br>Tu dai, e nell’atto di ricevere, l’altro ti sta offrendo la possibilità di dare. <em>Quando realizziamo questo, i nostri sentimenti verso le persone cambiano e diventano puri</em>. Non giudichiamo le persone perché non ci ascoltano, ma le apprezziamo perché ci hanno scelte come punto di ascolto, dandoci un valore inestimabile.</p>



<p><strong>Iniziamo a vivere da questa nuova prospettiva e cambierà anche il nostro modo di vedere le cose</strong> e le persone saranno per noi una ricchezza e non un motivo di tristezza.</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca || Redazione Purex</em><br></p>
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		<title>L&#8217;impatto del porno su matrimonio e famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 18:33:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È appurato che nel 56% dei casi di divorzio un membro della coppia manifestava un’ossessione per il porno, basterebbe questo dato per far riflettere i più scettici in materia e proprio per loro vogliamo riportare alcuni aspetti sviluppati attraverso studi ed esperienze personali. È stato più volte dimostrato che il consumo di pornografia danneggia il&#8230;</p>
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<p>È appurato che <strong>nel 56% dei casi di divorzio un membro della coppia manifestava un’ossessione per il porno</strong>, basterebbe questo dato per far riflettere i più scettici in materia e proprio per loro vogliamo riportare alcuni aspetti sviluppati attraverso studi ed esperienze personali.</p>



<p>È stato più volte dimostrato che<strong> il consumo di pornografia danneggia il cervello</strong>, gli analisti del consumo massivo di porno (eh si, anche io non sapevo esistessero) concludono che la dipendenza dalla pornografia causa devastazioni nelle relazioni di coppia, matrimoni e famiglie. Giusto per citare alcuni effetti dannosi all’interno di una coppia, per i più realisti e privi di fantasia, troviamo: egoismo, isolamento, infedeltà, insoddisfazione matrimoniale, sfiducia, svalutazione della donna, distruzione dell’autostima, depressione, stress e ansia.</p>



<p><strong>La pornografia non ha altro obiettivo da parte del consumatore che il piacere personale ed egoista, a spese del degrado degli altri</strong>. L’uomo sposato che ne fa uso tende ad isolarsi sviluppando un minore interesse nella normale relazione sessuale, nell’apprezzare i valori morali, spirituali, affettivi e umani della moglie e inizia a concentrarsi principalmente sull’aspetto fisico, riducendosi a vivere una doppia vita fatta di bugie e segreti. Allo stesso tempo le mogli sviluppano profonde ferite psicologiche, caratterizzate da sentimenti di tradimento, sfiducia, devastazione emotiva e rabbia, cominciano a sentirsi poco attrattive o sessualmente insoddisfatte. In alcuni casi, perché i loro stessi mariti le colpevolizzano di essere “chiuse a nuove esperienze sessuali” e che si concentrano più sulla famiglia che sulle necessità del proprio partner, arrivano alla depressione.</p>



<p>Un altro effetto devastante che può scaturire da questa dipendenza scatena nel matrimonio è la violenza sessuale (indiretta), che è uno dei modi in cui si esercita la “violenza domestica o interfamiliare”.</p>



<p>Ci sono poi alcuni fattori che influenzano entrambi i coniugi, rosicchiando le fondamenta del matrimonio. Come l’insoddisfazione, la perdita di interesse nella relazione e l’infedeltà.<strong> Il matrimonio va così riducendosi progressivamente solo alla sfera sessuale, che si fa sempre più violenta e insoddisfacente.</strong> Inizia qui ad insinuarsi il dubbio del valore del matrimonio come istituzione, diventando sempre più un’alternativa facoltativa alle nostre relazioni.</p>



<p>Isolamento, incertezze e mancanza di comunicazione all’interno del matrimonio conducono, prima o poi, alla morte dello stesso, tradotta con il divorzio.</p>



<p>In conclusione, <strong>la pornografia è un fenomeno che degrada e danneggia profondamente l’essere umano e in particolare la donna, che spesso è il principale oggetto pornografico</strong>. La pornografia cambia completamente la concezione autentica dell’uomo e della donna, produce insensibilità negli squilibri psichici, etico-morali e legali. Aumenta l’ostilità e la violenza individuale e sociale, specialmente quella relazionata all’attività sessuale (si può vedere nelle statistiche degli stupri), provoca tendenze autodistruttive e infine può indurre al suicidio.</p>



<p>Non è impossibile uscire ed evitare tutto questo, non è impossibile lottare per qualcosa che ha davvero valore. <strong>Qualsiasi sia la tua situazione oggi, chiedi aiuto e ricorda: non sei solo a lottare</strong>. Non lo sei mai stato e mai lo sarai.<br></p>



<p></p>



<p>Articolo scritto da Mauro || Redazione Purex<br></p>
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		<title>VIDEOGIOCHI SENZA CENSURE.</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/12/19/videogiochi-senza-censure/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 16:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà presto in vendita il videogioco “Negligee: Love Stories”, nuovo progetto dell’azienda “Dharker Studios” che mostrerà scene di sesso senza alcuna censura. Dopo questa frase, i migliori moralisti istituirebbero un minuto di silenzio: 59, 58, 57… Però noi no! Sono proprio questi silenzi che hanno sradicato la voglia di combattere per ciò che è naturalmente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà presto in vendita il videogioco “<em>Negligee: Love Stories</em>”, nuovo progetto dell’azienda “<em>Dharker Studios</em>”<br />
che mostrerà scene di sesso senza alcuna censura.</p>
<p>Dopo questa frase, i migliori moralisti istituirebbero un minuto di silenzio: 59, 58, 57… Però noi no!<br />
<strong>Sono proprio questi silenzi che hanno sradicato la voglia di combattere per ciò che è naturalmente giusto.</strong><br />
Non parlare per non pubblicizzare “valori” discutibili, per non farsi nemici, per essere oggigiorno “politically<br />
correct” e sempre più al passo con i tempi, risulta il metodo per essere più vicini a questa generazione: che<br />
immensa bugia! Io la chiamo “sindrome di Ponzio Pilato” (Ponzio per gli amici).</p>
<p>La casa “<em>Valve</em>”, proprietaria del negozio digitale “<em>Steam</em>”, sta lanciando questo nuovo videogioco che<br />
sicuramente apre una nuova frontiera per questo mondo. È davvero interessante la coerenza con cui la<br />
stessa azienda aveva precedentemente ordinato di rimuovere contenuti sessuali dai videogiochi, per poi<br />
dare il via libera alla pubblicazione del primo “porno-game” completamente senza veli, con scene di sesso<br />
integrale. ”<em>Valve</em>” apre la porta ad una serie di prodotti che saranno liberi di offrire ogni genere di fantasia<br />
malata e perversa. Con tanta spazzatura in giro, questo si presta soltanto ad arricchire un catalogo di scelte<br />
di cui la lista è già abbastanza lunga.</p>
<p><span style="color: #993300">Una cosa è certa: ad una risposta corrisponde una domanda, se viene lanciato un gioco porno sul mercato,</span><br />
<span style="color: #993300">significa che c’è già una vasta clientela di adolescenti e adulti pronta all’acquisto.</span><br />
È di vitale importanza ammettere che la pornografia è dipendenza e danno permanente per le nostre<br />
relazioni, maggiormente rispetto i social, contro i quali, però, non si risparmiano accuse.<strong> La sessualità è</strong><br />
<strong>responsabilità, non un gioco in cui gettarsi, ignorandone i limiti.</strong></p>
<p>C’è una soluzione a tutto secondo i produttori: è possibile porre dei filtri per proteggere i minorenni dai<br />
contenuti espliciti. Ora, ragioniamo insieme: il problema quindi sono i minorenni? A diciotto anni si è liberi<br />
di lanciarsi nel porno? Se le statistiche rivelano che il primo approccio alla pornografia avviene ad un’età<br />
media di undici anni, dire che dei filtri possano proteggere minorenni è come nascondere un elefante dietro<br />
ad un dito, impossibile anche per gli amanti dei rompicapi , giusto per rimanere in tema.<br />
<strong>Altro che videogame, tutto questo non è un gioco, ma nel nostro silenzio ci stiamo giocando i nostri ragazzi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: <a href="https://amp.tgcom24.mediaset.it/articolo/838/3162838.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></em></p>
<p><em>Articolo scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
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