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	<title>famiglia Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Ciò che conta</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 17:10:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il natale del 2020 sarà nei ricordi di tutti noi per molto tempo. Siamo agli sgoccioli di un anno che per molti è stato fra i più pesanti di sempre, e persino i festeggiamenti resteranno ben lungi dall&#8217;essere quelli di sempre. Alcuni sentono di aver ben poco da festeggiare. Quest&#8217;anno tieni a mente ciò che&#8230;</p>
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<p>Il natale del 2020 sarà nei ricordi di tutti noi per molto tempo. Siamo agli sgoccioli di un anno che per molti è stato fra i più pesanti di sempre, e persino i festeggiamenti resteranno ben lungi dall&#8217;essere quelli di sempre.</p>



<p>Alcuni sentono di aver ben poco da festeggiare. Quest&#8217;anno tieni a mente ciò che veramente conta. Forse sono proprio le occasioni difficili a dover essere più sfruttate per quei resoconti che normalmente riserviamo all&#8217;ultimo dell&#8217;anno, quei progetti, quei desideri che scriviamo sulle nostre agende per i tempi a venire. Ebbene, forse una situazione difficile come quella che stiamo vivendo può essere una nuova rampa di lancio per fare mente locale su ciò che davvero conta, su ciò che stiamo ricercando con le nostre vite, su quali siano le nostre priorità, i nostri obiettivi. </p>



<p>Questo natale goditi la festa, ma ricordati chi sei, dove stai portando la tua vita, cosa stai cercando per te e per le persone che ami, ricordati di ciò che conta.</p>



<p>Nota scritto da Thomas || Redazione purex                                                                                                                        Auguri da noi </p>
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		<title>Quando a cadere non è l’occhio</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 09:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;ultimo periodo ci siamo resi conto che c&#8217;è una maggiore sensibilità sull&#8217;argomento e quindi il cartello è stato rimosso.&#8221; Non so quanti hanno già ascoltato queste parole, ma sono le nostrane giustificazioni che sanno di classica arrampicata sugli specchi. In pratica, per farla breve, in un locale bocconiano milanese, le ragazze sono state attirate a&#8230;</p>
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<p><br>&#8220;Nell&#8217;ultimo periodo ci siamo resi conto che c&#8217;è una maggiore sensibilità sull&#8217;argomento e quindi il cartello è stato rimosso.&#8221;</p>



<p>Non so quanti hanno già ascoltato queste parole, ma sono le nostrane giustificazioni che sanno di classica arrampicata sugli specchi. In pratica, per farla breve, in un locale bocconiano milanese, le ragazze sono state attirate a suon chupito in base alla loro disponibilità con il barista o a mostrarsi senza veli.&nbsp; Ma cosa mi stai dicendo Mauro, davvero? Ma certo, cosa c&#8217;è da stupirsi?! D&#8217;altronde se una ragazzina vuole andare a scuola in minigonna in barba ai professori incapaci di contenere il loro decoro, perché l&#8217;invito del locale dovrebbe apparire tanto trasgressivo? Chiaro, la mia è una provocazione da quattro soldi, perché né ora né mai sosterremo questo concetto squallido di libertà. Una donna è libera di vestirsi come desidera, ma a volte basterebbe buon senso per evitare polemiche inutili (chiedere alla preside della scuola in questione), così come una donna resta libera di accettare la provocazione di un locale e svendere la propria dignità in cambio di un mero chupito. Quello che mi rattrista è il silenzio di chi, uomo come me, non ha avuto il coraggio di prendere posizione, per una volta, a favore di quel popolo maschile che no, non si gira per strada per guardare il sedere di qualche ragazza; che no, non gli cade l&#8217;occhio per una minigonna o una scollatura provocante; che no, non aspetta che la propria donna si allontani per fare lo schifoso con un&#8217;altra. E tutto questo perché sa dominare i propri impulsi e i suoi istinti, facendo funzionare quella parte sconosciuta a molti uomini (e non solo): il cervello. Esiste un senso di fedeltà che supera la frivolezza di un incontro passeggero, un richiamo alla dignità e al pudore, che non sfugge per uno sguardo speso all&#8217;inseguimento di chissà che bellezza. Un uomo che sa fare questo non rispetta e onora solo la donna, ma soprattutto sé stesso, per dimostrare almeno per una volta che non siamo tutti uguali, come troppi pensano.</p>



<p>All&#8217;indifferenza maschile contro gli abusi di ogni genere, non sono solo gli occhi a cadere: cadono gli standard da parte di una ragazzina che crede nel principe azzurro, ma crescendo perde la speranza in un lieto fine, in un uomo capace di rispettarla e amarla, arrivando a credere che la sofferenza e la mediocrità siano elementi imprescindibili per una storia d&#8217;amore. &#8220;Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.&#8221; (Oriana Fallaci). Forse stiamo assistendo alla generazione più codarda di sempre, ma io non voglio essere ricordato così. A te la scelta.</p>



<p>Articolo scritto da Mauro || Redazione purex</p>
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		<title>3 mosse per disintossicarti da una relazione tossica</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 17:43:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Molte volte facciamo l’errore di pensare in automatico relazione=fidanzato\a, se tu sei single da cinque anni e ormai neanche più le zie a Natale ti chiedono “quando ti sposi?”, non passare oltre! Questo articolo è anche per te. Noi, come essere umani, siamo esseri relazionali, nasciamo e cresciamo all’interno delle relazioni, perciò imparare a gestirle è fondamentale&#8230;</p>
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<p>Molte volte facciamo l’errore di pensare in automatico relazione=fidanzato\a, se tu sei single da cinque anni e ormai neanche più le zie a Natale ti chiedono “quando ti sposi?”, non passare oltre! Questo articolo è anche per te. Noi, come essere umani, siamo esseri relazionali, nasciamo e cresciamo all’interno delle relazioni, perciò imparare a gestirle è fondamentale per la nostra crescita, sanità mentale ed emotiva. <em>Avere relazioni sane ci porta a sviluppare pensieri ed emozioni sane.</em>                                                                                                                                                                                                                 Ma facciamo un attimo un passo indietro, che cosa si intende per <em>relazione tossica</em>?  Una relazione tossica, secondo gli esperti, è una relazione dove non solo c&#8217;è conflitto, ma si cerca di indebolire l&#8217;altro, dove c&#8217;è mancanza di rispetto, mancanza di coesione e dove vige un’asimmetria di potere e responsabilità. Mentre ogni relazione attraversa alti e bassi, una relazione tossica prosciuga le energie di chi vi si trova coinvolto, al punto che i momenti negativi superano di gran lunga quelli positivi. </p>



<p>Ma non perdiamo altro tempo, ecco a voi le tre mosse segrete &#8211; non posso prendermi il copyright per averle create, ma insomma pochi le mettono in pratica quindi si può dire che sono&nbsp;<em>quasi segrete</em>&#8211; per disintossicarti dalle relazioni sbagliate e non ricadere nello stesso errore.&nbsp;</p>



<ol type="1"><li><strong>Non permettere alle tue insicurezze di prendere il controllo</strong>: le nostre paure, insicurezze e ferite hanno la capacità di renderci chi non siamo, ci fanno sentire come se non avessimo il controllo ma in realtà siamo in una costante ricerca di approvazione. Questo non ci permette di vivere le relazioni in modo sano, per combattere questo problema ci vuole un centrifugato detox di autostima, consapevolezza e sincerità con noi stessi. Disintossicarci dall’insicurezza emotiva è la chiave per avere relazioni sane.</li></ol>



<ul><li><strong>Ama con equilibrio</strong>: Molte volte desideriamo passione, irrazionalità, farfalle che svolazzano e continue scariche di emozioni, ma la cosa migliore che possiamo fare è imparare ad avere equilibrio nelle relazioni. Che siano di natura romantica o amicale, impariamo non solo a darci con valore, ma anche a&nbsp;<em>ricevere</em>. Avere un equilibrio ci aiuta a disintossicarci non solo dalle persone sbagliate, ma anche dagli sbalzi d’umore e dai cuori spezzati.&nbsp;</li></ul>



<ul><li><strong>Decidi cosa vuoi:</strong>&nbsp;E’&nbsp;fondamentale sapere cosa vogliamo da una relazione e dove vogliamo andare, molto spesso l’emozione copre la nostra razionalità e capacità di scelta. Sapere prima e con sicurezza cosa vuoi, renderà più facile dire no a ciò che non fa per te, proteggendo prima il tuo cuore – e quello degli altri. Ricorda, non scegliere mai per bisogno o per solitudine, ma aspetta la persona giusta per te. Disintossichiamoci dalla paura di rimanere da soli o di non essere abbastanza, solo così potremmo decidere&nbsp;<em>per scelta e non per necessità</em>.&nbsp;</li></ul>



<p>Articolo scritto da Sarastella || Redazione purex&nbsp;</p>
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		<title>Amore senza corona</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/03/19/amore-senza-corona/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 16:59:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo in quarantena, tempo in famiglia, tempo di relazioni sociali obbligatorie. Per molti un Grande Fratello senza telecamere, costretti alla convivenza con gente quasi estranea. L&#8217;altro giorno un mio amico mi ha detto di aver conosciuto una donna molto simpatica in casa; ho dovuto ricordargli che era sua moglie! Ci sono persone che stanno scoprendo&#8230;</p>
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<p>Tempo in quarantena, tempo in famiglia, tempo di relazioni sociali obbligatorie. Per molti un Grande Fratello senza telecamere, costretti alla convivenza con gente quasi estranea. L&#8217;altro giorno un mio amico mi ha detto di aver conosciuto una donna molto simpatica in casa; ho dovuto ricordargli che era sua moglie! Ci sono persone che stanno scoprendo solo ora quanto i propri figli fossero cresciuti e che hanno esigenze sconosciute ai più. C&#8217;è chi sta scoprendo che i servizi in casa costano fatica, e ancora di più i rapporti familiari. C&#8217;è chi invece sta scoprendo di essere la coppia perfetta per una puntata di &#8220;<em>Amore Criminale</em>&#8220;.<br>Alzi la mano chi non ha mai litigato (amore, puoi abbassare il coltello, noi non litighiamo). Eppure <strong>in questo tempo stiamo aprendo gli occhi su una realtà tremenda: le quattro mura di casa sono troppo strette per accogliere le emozioni ed esigenze di tutti.</strong><br><br><strong>Ci sono coppie che approfitteranno di questi giorni per unirsi ed alimentare la loro intesa </strong>con tempi speciali, programmando il futuro insieme, conoscendosi meglio attraverso il dialogo (sul dizionario esiste questa parola, te lo assicuro). Molte di queste coppie probabilmente approfondiranno le loro relazioni per conoscersi &#8220;<em>biblicamente</em>&#8220;: si sa che dove c&#8217;è posto per due, c&#8217;è posto per tre&#8230;va beh, nel senso di mettere su famiglia se non avessi capito!<br>Il mio pensiero va però a tutte quelle altre coppie che non sono abituate a confrontarsi, ascoltarsi, condividersi e spogliarsi delle loro armature. <strong>Molte coppie rischieranno di esplodere per non essere in grado di ritagliarsi dei tempi per stare insieme, senza figli, anche solo per ridere senza pensier</strong>i. Già vedo, quante litigate, ad augurare il Coronavirus a destra e sinistra, anche se la maledizione migliore sarebbe quella di lavarsi le mani con Barbara D&#8217;Urso (col cuore, s&#8217;intende).<br><br>Donne, armatevi di pazienza, perché noi uomini siamo lenti e non arriviamo ad intuire molte cose. Forse più che assomigliare al Romeo Shakespeariano ci identifichiamo con Romeo &#8220;<em>Er mejo der Colosseo</em>&#8221; degli &#8220;<em>Aristogatti&#8221;:</em> aiutateci ed amateci così, miglioreremo.<br>Beh, uomini, si può continuare a corteggiare le proprie Giuliette anche solo con un bigliettino, un &#8220;<em>ti am</em>o&#8221; inaspettato, un fiore dal campo disinfettato con l&#8217;Amuchina mentre fai la coda con la mascherina al supermercato&#8230;mah, forse il fiore no, però si sa: è il pensiero che conta, quindi scervellati ma fai qualcosa!<br><strong>Abbiamo promesso amore in ogni circostanza, nel bene e nel male, salute e malattia, ma se non resistiamo nemmeno quindici giorni insieme, quanto vale realmente questo amore?</strong> Che ognuno risponda per sé e, nel frattempo, preparati alle innumerevoli scoperte che ancora ti aspettano in questo periodo casalingo.</p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
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		<title>I RISCHI DELLA GESTIONE DELL’IMMAGINE</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 16:15:58 +0000</pubDate>
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<p>Qualche giorno fa durante una cena a casa dei miei, non ricordo come, ci siamo trovati a parlare dei nomi di persona e dei rispettivi significati. Non sapevo che per mio padre avrei dovuto chiamarmi Ines. <br>“Perché questo nome?”, gli chiesi e lui rispose: “Perché avrei voluto che tu fossi un’artista di grande talento nel campo musicale e volevo già darti un nome fuori dal comune ma, tua madre non ha voluto e così ti chiami Francesca”. Devo ammettere che il nome Ines mi sarebbe piaciuto molto perché poi, sbirciando sul web, ho visto che il suo significato è “<em>casta, pura</em>” ma poi mi soffermai sul perché mio padre avrebbe voluto darmi quel nome. </p>



<p><strong>Credo che sia una realtà molto diffusa nella società di oggi quella di creare un’immagine della famiglia che viene poi trasmessa ai figli e alle generazioni successive, un’immagine che però molto spesso risulta essere una distorsione della realtà. </strong>Genitori che si presentano ai figli come individui perfetti che non sbagliano mai, oppure genitori che vogliono scrivere il destino dei propri figli in base a quelle che sono le loro aspirazioni da piccoli e che non sono riusciti a portare avanti nella propria vita, creando in questo modo nei figli una pressione e un peso che non dovrebbero portare. Mio padre voleva che io diventassi un’artista nel campo musicale perché era la sua aspirazione quando era piccolo e non essendoci arrivato sicuramente avrebbe voluto che io portassi avanti il suo sogno che però non è mai stato il mio. Si tratta di gestire delle immagini o etichette che noi o i nostri familiare abbiamo creato e che molto spesso non ci riguardano perché siamo chiamati a qualcosa di molto più grande di tutto questo. </p>



<p>Questa tendenza diventa molto spesso più intensa e direi distruttiva nel matrimonio, nell’amicizia o, come dicevo prima, nel rapporto genitori-figli e quando un coniuge o i figli diventano estensioni di noi stessi, sono costretti a sopportare un peso che non è mai stato loro. E’ una dinamica tossica per le relazioni. </p>



<p>Siamo chiamati a costruire intorno a noi relazioni <strong>pure, sane, vere,</strong> dove la <strong>trasparenza</strong> e la <strong>sincerità</strong> formano la base solida di un rapporto, qualsiasi esso sia (amicizia, matrimonio, rapporti di lavoro…), per questo abbiamo bisogno di dare un nome a questa immagine o meglio, a questa maschera. Conoscere questa abitudine è importante perché inizierai subito a riconoscere il momento in cui lo fai e solo così ci potrai lavorare. </p>



<p>Non c’è bisogno di matrimoni perfetti, figli perfetti, famiglie perfette, amicizie perfette; c’è solo bisogno di <strong>purezza e trasparenza nelle relazioni</strong>. Il nostro scopo è ben più alto: sperimentare un <strong>amore puro</strong> privo di interessi personali, di aspirazioni sbagliate, di benefici percepiti o ambizioni proprie.</p>



<p>Questo è quello a cui siamo chiamati, non per poi confrontarci con gli altri e vedere se ci stiamo riuscendo o meno, ma bensì per vivere a pieno la nostra missione che è quella di impiantare una cultura di purezza. <br></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca  || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Gli effetti della pornografia sul cervello umano</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/12/13/gli-effetti-della-pornografia-sul-cervello-umano/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 16:16:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pornografia ha molte conseguenze per il cervello e agisce proprio come una droga: con l’esposizione prolungata a visioni pornografiche, il desiderio sessuale aumenta e molti si ritrovano spesso dipendenti. Pur non essendo una sostanza psicotropa, genera un breve senso di appagamento, che con l’avanzare del tempo diventa un chiodo fisso, in quanto non risulta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300">La pornografia</span> ha molte conseguenze per il cervello e <span style="color: #993300">agisce proprio come una droga</span>: <strong>con l’esposizione prolungata a visioni pornografiche, il desiderio sessuale aumenta e molti si ritrovano spesso dipendenti.</strong> Pur non essendo una sostanza psicotropa, genera un breve senso di appagamento, che con l’avanzare del tempo diventa un chiodo fisso, in quanto non risulta mai sufficiente, con conseguenze negative ed un senso di smarrimento in mancanza di questa (molto simile al gioco d’azzardo o alle corse clandestine).</p>
<p>La dipendenza però non risulta essere solo psicologica, ma anche fisica, in quanto, pare che, proprio come una droga, la pornografia alteri le sinapsi: viene prodotta dopamina in eccesso, in modo da sviluppare un senso di dipendenza vero e proprio. La dopamina è un neurotrasmettitore, ovvero un ormone che regola le sinapsi, dunque le comunicazioni fra due assoni  (zone terminali delle cellule nervose), prodotta al massimo grado durante l&#8217;orgasmo,  in particolare quello maschile. Insomma, è come se, nel momento in cui si guarda un film, o un video porno, il cervello fosse “comandato” da questa.<br />
Sono stati condotti degli studi sulla dipendenza da droga sui ratti: questi, addestrati a premere un pulsante per ottenere un farmaco stupefacente, risultano compulsivi per via della dipendenza.<strong> La dipendenza dalla pornografia condiziona enormemente i rapporti umani, e solamente quando si diviene consapevoli della propria condizione, è possibile intervenire</strong>. Diventa sempre più difficile sfuggirne e proprio come una droga la tolleranza per la stimolazione visiva è ora compromessa, rendendo più difficile la &#8220;riattivazione&#8221; dalla realtà. La dipendenza dalla pornografia condiziona enormemente i rapporti e solamente quando si viene alla consapevolezza di questo, si può riuscire a fermare il tutto.<br />
Le connessioni neuronali stimolate diventano più forti e desiderano essere riattivate, mentre quelle che ignori si indeboliscono esattamente come i muscoli che, se attivi tutto il giorno, hanno voglia di essere rimessi in moto ma dopo una prolungata sessione di nullafacenza diventano deboli, per fortuna lo stesso sistema neuroplastico può essere sfruttato per acquisire e potenziare dei comportamenti più salutari.<br />
Come spesso si dice: “<em>il cervello o lo usi o lo perdi</em>”.</p>
<p>Non chiuderti a riccio e sopratutto non isolarti se stai lottando con la pornografia, parlane con qualcuno di cui ti fidi e collabora a riabituare il tuo cervello a rilasciare dopamina da stimoli più educativi e sani, <strong>c’è sempre una speranza</strong> e in questo caso il cervello è stato creato in modo tale da poterci permettere di rimediare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby || redazione purex</em></p>
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		<title>Fiabe moderne e… principi confusi.</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/12/06/fiabe-moderne-e-principi-confusi/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 17:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;. Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato. “Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;.<br />
Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato.</p>
<p>“Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia di un postino che che svolge il mestiere della cicogna e porta in giro i bebé da consegnare alle famiglie di simpatici animali. A volte però si sbaglia, così mamma e papà pinguini si vedono recapitare un coccodrillo, che viene accolto nella loro famiglia già composta da un camaleonte, un’oca ed una tartaruga.<br />
Ma andiamo oltre: “Perché hai due mamme?” è la storia autobiografica di una coppia gay che va in Olanda a fare l’inseminazione,un argomento piuttosto impegnativo per essere una favola per bambini. “Qual è il segreto di papà” è quella su cui ancora sto riflettendo per cercare di trovare un minimo di sfumature pedagogiche: vede come protagonisti due bambini che hanno i genitori separati e si interrogano preoccupati su quale sia il segreto che loro padre tiene nascosto. Alla fine, scopriranno che non è né un ladro né un bandito, ma è semplicemente innamorato di un maschio!<br />
Dunque, cosa si vuole trasmettere ai bambini con una scoperta di questo tipo, non del tutto chiaro, ma andrei avanti con la storiella che ho trovato più simpatica: &#8220;Piccolo blu e piccolo giallo”, due affettuosi colori che si abbracciano così forte da mescolare le loro identità diventando entrambi verdi per sempre.</p>
<p>Da educatrice, riflettevo e mi chiedevo quale fosse l&#8217;obiettivo specifico dell&#8217;insegnamento che libri come questi vorrebbero propinare.<br />
<span style="color: #993300">I libri di favole, una volta, erano quelli nei quali veniva depositata una specifica morale</span>: &#8220;Se sarai così buona, anche per te arriverà il momento di diventare una principessa&#8221; o &#8220;Se lavori, avrai sempre da mangiare come la formichina laboriosa&#8221;. La favola d&#8217;altronde, è sempre stata una specifica forma di linguaggio metaforico per bambini, volto a favorire lo sviluppo sano del loro mondo interiore e dei loro contenuti inconsci oltre a  migliorare le loro abilità cognitive, emotive e relazionali.<br />
Ma accendendo la Tv e guardando un programma odierno di cartoni animati o semplicemente analizzando le favole sopra citate, percepisco una lieve nota di regresso nella moralità sociale. Unioni mescolate, fluidità insana nelle relazioni, semplicità estrema nei contenuti e principi educativi ormai del tutto inesistenti.<br />
Come sarà dunque il dialogo interno di un bambino che cresce con cartoni animati piuttosto demenziali e moderne favole “gender” in cui si ripete continuamente e solamente che tutti si amano indistintamente? Abbiamo anche altri principi da tramandare, o bisogna chiedersi se gli adulti stessi stiano diventando così privi di contenuti da non aver nulla di meglio da insegnare raccontando?</p>
<p>Ricordo che l&#8217;esito positivo delle fiabe che amavo da bambina (e credetemi sono sempre più felice di essere nata nel 1988), era quasi sempre la ricompensa in risposta ad un atto coraggioso che i protagonisti dovevano compiere e come questi finali spronassero i piccoli lettori ad avere fiducia in loro stessi e nella vita, a non tirarsi indietro e a dare il loro massimo per le cose in cui credevano.<br />
Ma <span style="color: #993300">il mondo emotivo dei bambini di oggi, sembra permeato dello sdoganamento di concetti politicamente complessi, venduti come qualcosa di estremamente semplificato alle menti più giovani.<br />
</span>L&#8217;obiettivo, più che educativo, sembrerebbe propagandistico, &#8220;benvenuti al mondo bambini, non preoccupatevi, non ci sono più il brutto e il cattivo, la femminilità e la virilità, le azioni buone o cattive&#8230; Tutto sta nell&#8217;amare chi vuoi, essere come vuoi, fare come vuoi&#8221;.</p>
<p>Come Bruner  ben affermava nel &#8217;91, &#8220;Il racconto è una forma convenzionale che viene trasmessa culturalmente, è il mezzo attraverso cui costruiamo la nostra realtà sociale e stabiliamo il nostro rapporto con gli altri&#8221;.<br />
<strong>Ecco la realtà che vedo in cantiere: fluidità e identità sdruccevoli.<br />
</strong>Sembra tutto così avanguardistico per i genitori e gli insegnanti moderni! Pochi però, riflettono su quello che quei bambini diventeranno crescendo: saranno davvero educati affettivamente?</p>
<p>D&#8217;altronde è stato loro insegnato che è tutto così magicamente fluido! Un clima di libertà davvero originale, se non stesse costruendo le sue strade moderne sulle tombe degli antichi valori occultandoli per sempre.<br />
Lo vedo nelle notizie, ma lo leggo anche negli occhi dei bambini e dei ragazzi che mi vengono affidati quando vado a lavorare: <strong>credo che si stia  creando una generazione dalla consistenza della  carta e la comunicazione sembra essere così  semplificata e scivolosa, che temo stia divenendo irreversibilmente liquida.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>I deserti dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 10:17:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Perché non mi basto? Ho 38 anni e mi comporto come quando ne avevo 18: non so stare da sola e inseguo uomini che evidentemente non muoiono dalla voglia di stare con me. Sto pronta, sempre disponibile, mi sciolgo per un messaggio buttato lì una volta a settimana, non conto più le buche ricevute, naturalmente senza che mi si chieda mai scusa. È questione di tattica: devo fare la sostenuta? Se uno mi piace, io non ho voglia di nasconderlo. Forse è questione di dignità. Se mi lascio fare questo, mi voglio proprio poco bene.<br />
</em><em>Eppure l’emozione del messaggino la preferisco al deserto della mia solitudine. (G.P.)&#8221;</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Antoine De Saint-Exupéry affermò: </span><i><span style="font-weight: 400;">“La perfezione non si ottiene quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ garantito che non raggiungeremo mai questo grado di perfezione, ma <span style="color: #993300;">perché ci sentiamo così inappagati? Perché abbiamo bisogno costantemente di aggiungere nuove emozioni alla nostra vita? Perché, pur di gridare la nostra esistenza al mondo, siamo disposti a farci usare, piuttosto che farci amare?</span><br />
</span>Forse è questione di dignità<b><i>. </i></b>Sì, forse. Perché la nostra anima è così affamata di attenzioni, tanto che è disposta a tutto pur di saziarsi, sfoggiando attitudini mai pensate. Interpretiamo parti per cui non siamo portati, attirando <i>“giostre di tormenti senza fine”</i>, perdiamo la testa per qualcuno di inarrivabile che spaccia il proprio banale ed ingombrante narcisismo per profondità di pensiero.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai sappiamo come andranno a finire tutte queste storie, eppure siamo diventati così indifferenti, che sfociamo in un comodo masochismo autocommiserante.<br />
</span><strong>Abbiamo così tanto bisogno di essere amati per curare il nostro cuore da ferite mai guarite, che preferiamo <i>“l’emozione del messaggino al deserto della nostra solitudine”</i></strong><span style="font-weight: 400;"><strong>.</strong> Diventiamo vulnerabili ed instancabilmente disponibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando la nostra ricerca diventerà disinteressata, inizieremo a guardare dentro di noi con sincerità e non più agli altri con giudizio ed invidia; quando smetteremo di appoggiarci alle stampelle di standard scadenti che questa società offre per iniziare a camminare verso l’autenticità e l’integrità di uomini e donne veri, allora troveremo un equilibrio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Non potremo mai amare qualcuno, se prima non amiamo noi stessi.</strong> E quando lo faremo, non avremo più bisogno di “</span><i><span style="font-weight: 400;">complimenti che costano poco e che a volte non valgono di più</span></i><span style="font-weight: 400;">”, come suggerisce Jovanotti.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Fonte: <a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/massimo-gramellini/2018/01/24/fingere-amore-oscar-rubrica-massimo-gramellini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vanityfair.it</a></span></em></p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
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		<title>La psicologia delle relazioni</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/11/13/la-psicologia-delle-relazioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 14:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi. Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi.<br />
Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei loro comportamenti reciprocamente, ponendosi dunque sullo stesso piano. Si può definire tale una relazione di amicizia, tra fratelli oppure il rapporto di coppia.<br />
</span>Per quanto riguarda invece la relazione complementare, un individuo assume una posizione subalterna rispetto all’altro: la struttura del rapporto è quindi definita dal ruolo. Costituiscono esempi validi le relazioni tra genitore e figlio, alunno ed insegnante.</p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella vita di tutti i giorni, per poter vivere relazioni sane, occorre alternare queste due modalità: a volte è necessario raffrontarsi in modo simmetrico, altre volte in modo complementare.<br />
</span>Nel momento in cui uno dei due membri rigetta l’altro,si rischia di instaurare legami patologici a sfavore dell’individuo in posizione subalterna, il principio di uguaglianza viene compromesso e si entra in competizione, per mezzo della quale si incorre nell’interruzione del rapporto. Risulta dunque necessario intraprendere un percorso di conoscenza della propria coscienza, in modo da ottenere un ruolo definito, non solo nella propria psiche, ma anche a fronte degli astanti.<br />
<span style="font-weight: 400">Il continuo lavoro di auto-interrogazione e auto-riflessività, tipici di un’era eclettica come il ventunesimo secolo, conducono l’essere umano ad una totale crisi ontologica, che danneggia la definizione della propria personalità, e dunque le relazioni del singolo con il mondo esterno, l’intersoggettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella Bibbia è esplicitato di <span style="color: #993300">amare il prossimo come noi stessi</span>, dunque, <span style="color: #993300">per amare qualcun altro, è necessario in primo luogo amare se stessi</span>. Quindi <strong>se vuoi iniziare a vivere relazioni sane ed equilibrate, come primo step inizia a conoscerti, ad accettarti e ad amarti per quello che sei.</strong> Inizia ad esercitare la compassione e il perdono dapprima con te stesso, in modo che, quando dovrai poi farlo con gli altri, sarà più naturale e meno frustrante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby | Redazione Purex</em></p>
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		<title>Fall in…love?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/11/07/fall-inlove/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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