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	<title>felicità Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Pratiche di corteggiamento</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 14:41:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il corteggiamento è una pratica che affonda le sue radici nel più primitivo ed ancestrale repertorio di comportamenti umani. Nonostante ciò, l’evoluzione della cultura umana ha creato numerosi filtri, raffinando ed alterando sempre più le procedure del corteggiamento. Mentre un tempo bastava gridare più forte degli altri pretendenti sfoggiando i muscoli (questa tecnica in realtà&#8230;</p>
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<p>Il corteggiamento è una pratica che affonda le sue radici nel più primitivo ed ancestrale repertorio di comportamenti umani. Nonostante ciò, l’evoluzione della cultura umana ha creato numerosi filtri, raffinando ed alterando sempre più le procedure del corteggiamento. Mentre un tempo bastava gridare più forte degli altri pretendenti sfoggiando i muscoli (questa tecnica in realtà persiste attualmente), oggi le procedure si sono personalizzate e rese tanto più complesse quanto più la nostra società e le nostre personalità si sono evolute.<br>Le pratiche del corteggiamento hanno camminato a braccetto con lo sviluppo della cultura, fino a giungere alle forme più attuali, fondate su tecnologie e social media.<br>Oggi corteggiare si è reso più facile che mai, grazie alla possibilità di nascondere la faccia dietro ad uno schermo. Tutto comincia con un “ciao, come va?”, un “che fai?”, una serie di “buonanotte” accompagnati da emoticon inizialmente moderati, per poi giungere a bacini e cuoricini.<br>Il corteggiamento nasce come un “mostrare la mercanzia”, uno spudorato tentativo di seduzione in cui viene messa in gioco una sola cosa: la propria persona. Le pratiche odierne, facilitano il processo permettono di saltare i passaggi, arrivare al dunque, evitando l’umiliazione di uno sguardo disinteressato, un’espressione disgustata, oppure una parola di rigetto. Il rifiuto, componente integrante del corteggiamento, viene così evitato, e in questo modo ci risparmiamo la scocciatura di dover affrontare le nostre paure. Il problema è che più fuggiamo da ciò che ci incute timore, più diventiamo vulnerabili nei suoi confronti.<br>Oggi ci troviamo in un mondo di gente che teme il rifiuto, la non accettazione, il fallimento, proprio perché le è stato permesso di evitare questi inconvenienti.<br>Lo schermo di un telefono può fare da barriera tra te e il rischio dell’umiliazione, ma non dimenticare che in questo modo la tua unica protezione resterà sempre e solo quello schermo, perché non svilupperai la capacità di far fronte a ciò che temi.<br></p>



<p>Pensi davvero che sia possibile conoscere qualcuno dai messaggi che ti invia? Pensi che il contenuto di un profilo Instagram possa davvero spiegarti qualcosa di importante sulle persone? il contenuto di un profilo, così come un messaggio scritto su Whatsapp, è filtrato dalla volontà di apparire in un certo modo di chi sta pubblicando o scrivendo. Nulla di importante sul suo reale funzionamento ti sarà comprensibile se non interagisci faccia a faccia. Solo entrando in contatto con le persone potrai iniziare a capirle e viverle per ciò che sono.<br>Sfrutta la tecnologia, ma non usarla come scusa per non metterci la faccia.<br>Hai paura di farti avanti? Meglio così, perché se fallirai ti farai male ma diventerai più forte, se invece ce la farai ti sentirai un gigante!<br>Tra le paure che potrebbero bloccarti ci può essere il classico: “e se non è la persona giusta?”. Come fai a scoprire se potreste stare bene insieme, se non trovi il coraggio di invitarla per vedervi? Un caffè e l’anello di fidanzamento sono due cose diverse, non avere paura di offrirgliene uno come scusa per chiacchierare e conoscervi dal vivo. Se le cose non andassero bene, potreste semplicemente rimanere amici.<br></p>



<p>Certamente l’ausilio della tecnologia è vantaggioso, ma non possiamo limitare le pratiche del corteggiamento a qualche serie di messaggi, ad un macchinoso e freddo botta e risposta digitale. Se un giorno troverai una persona che resterà al tuo fianco per la vita, non vorrai ricordare la fase del corteggiamento come uno scambio virtuale di faccine gialle, ma come un momento epico, in cui hai superato la paura, sei andato oltre ai tuoi limiti, ti sei lanciato nel vuoto, solo per quella persona.<br>Ci sarebbe tanto da dire, ma voglio concludere incoraggiandoti a non dimenticare cosa sia il corteggiamento; non è necessario sfoggiare i muscoli, ma sfoggia il coraggio e vinci la paura!</p>



<p>Articolo scritto da Thomas || Redazione purex </p>
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		<title>Quando a cadere non è l’occhio</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/10/02/quando-a-cadere-non-e-locchio/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 09:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;ultimo periodo ci siamo resi conto che c&#8217;è una maggiore sensibilità sull&#8217;argomento e quindi il cartello è stato rimosso.&#8221; Non so quanti hanno già ascoltato queste parole, ma sono le nostrane giustificazioni che sanno di classica arrampicata sugli specchi. In pratica, per farla breve, in un locale bocconiano milanese, le ragazze sono state attirate a&#8230;</p>
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<p><br>&#8220;Nell&#8217;ultimo periodo ci siamo resi conto che c&#8217;è una maggiore sensibilità sull&#8217;argomento e quindi il cartello è stato rimosso.&#8221;</p>



<p>Non so quanti hanno già ascoltato queste parole, ma sono le nostrane giustificazioni che sanno di classica arrampicata sugli specchi. In pratica, per farla breve, in un locale bocconiano milanese, le ragazze sono state attirate a suon chupito in base alla loro disponibilità con il barista o a mostrarsi senza veli.&nbsp; Ma cosa mi stai dicendo Mauro, davvero? Ma certo, cosa c&#8217;è da stupirsi?! D&#8217;altronde se una ragazzina vuole andare a scuola in minigonna in barba ai professori incapaci di contenere il loro decoro, perché l&#8217;invito del locale dovrebbe apparire tanto trasgressivo? Chiaro, la mia è una provocazione da quattro soldi, perché né ora né mai sosterremo questo concetto squallido di libertà. Una donna è libera di vestirsi come desidera, ma a volte basterebbe buon senso per evitare polemiche inutili (chiedere alla preside della scuola in questione), così come una donna resta libera di accettare la provocazione di un locale e svendere la propria dignità in cambio di un mero chupito. Quello che mi rattrista è il silenzio di chi, uomo come me, non ha avuto il coraggio di prendere posizione, per una volta, a favore di quel popolo maschile che no, non si gira per strada per guardare il sedere di qualche ragazza; che no, non gli cade l&#8217;occhio per una minigonna o una scollatura provocante; che no, non aspetta che la propria donna si allontani per fare lo schifoso con un&#8217;altra. E tutto questo perché sa dominare i propri impulsi e i suoi istinti, facendo funzionare quella parte sconosciuta a molti uomini (e non solo): il cervello. Esiste un senso di fedeltà che supera la frivolezza di un incontro passeggero, un richiamo alla dignità e al pudore, che non sfugge per uno sguardo speso all&#8217;inseguimento di chissà che bellezza. Un uomo che sa fare questo non rispetta e onora solo la donna, ma soprattutto sé stesso, per dimostrare almeno per una volta che non siamo tutti uguali, come troppi pensano.</p>



<p>All&#8217;indifferenza maschile contro gli abusi di ogni genere, non sono solo gli occhi a cadere: cadono gli standard da parte di una ragazzina che crede nel principe azzurro, ma crescendo perde la speranza in un lieto fine, in un uomo capace di rispettarla e amarla, arrivando a credere che la sofferenza e la mediocrità siano elementi imprescindibili per una storia d&#8217;amore. &#8220;Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.&#8221; (Oriana Fallaci). Forse stiamo assistendo alla generazione più codarda di sempre, ma io non voglio essere ricordato così. A te la scelta.</p>



<p>Articolo scritto da Mauro || Redazione purex</p>
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		<title>I ruoli nel matrimonio</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/06/27/i-ruoli-nel-matrimonio/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 10:08:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al tempo in cui viviamo parlare di “ruoli” all&#8217;interno del matrimonio potrebbe suonare superato o fuori luogo. Si tratta infatti di un concetto che sembra voler relegare ruoli “tradizionali” l’uomo e soprattutto la donna, oggetto di discriminazione per molti secoli e spesso anche al giorno d’oggi. In questo contesto così delicato, il confine tra diversità&#8230;</p>
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<p>Al tempo in cui viviamo parlare di “ruoli” all&#8217;interno del matrimonio potrebbe suonare superato o fuori luogo. Si tratta infatti di un concetto che sembra voler relegare  ruoli “tradizionali” l’uomo e soprattutto la donna, oggetto di discriminazione per molti secoli e spesso anche al giorno d’oggi. In questo contesto così delicato, il confine tra diversità e discriminazione può essere molto sottile, per questa ragione <strong>proverò a chiarire di seguito quale sia il vero significato dei ruoli dentro il matrimonio, tenendo a mente che quest’ultimo si fonda sull’A-M-O-R-E.</strong></p>



<p>Come fervente sostenitrice del modello di donna in carriera e data la mia giovane età, agli albori del mio matrimonio avvertivo un particolare fastidio corrermi lungo la schiena quando sentivo dire da alcune persone frasi come: “queste sono cose da donna” o “queste sono cose da uomini”. “Mah! Possibile che ancora si facciano certi discorsi?!”- mi chiedevo. Tuttavia, mi sono bastati cinque anni e la tosta vita di tutti i giorni a chiarirmi un po’ le idee sull&#8217;annosa ed ancestrale questione. <strong>Ho imparato che per far funzionare bene un matrimonio una suddivisione dei ruoli è necessaria, se non fondamentale</strong>. Attenzione!<strong> </strong>questo non significa assolutamente che esista la superiorità di uno dei due sessi sull&#8217;altro. Ricordiamo che<strong> la prevaricazione e la prepotenza non fanno parte degli ingredienti del cocktail di una relazione felice</strong>. È anche vero che non esistono delle regole o dei compiti che spettano prevalentemente all&#8217;uomo o alla donna, anche se inevitabilmente ci saranno delle occupazioni predilette dall&#8217;uno o dall&#8217;altra. In quanto uomini e donne siamo evidentemente diversi, ma io ritengo la diversità una caratteristica preziosa che ci rende complementari, ammettendo che spesso è anche divertente scherzare sulle sfaccettature o persino sugli stereotipi dell&#8217;uno o l&#8217;altro sesso.</p>



<p>La cosa che ho trovato molto interessante è che il principio dei ruoli è lo stesso che governa il funzionamento dei sistemi biologici, dalla singola cellula ad un intero organismo. Ed è sempre un sistema vincente. Ogni organo è infatti specializzato nel compiere una specifica funzione e senza ciascuno di essi il corpo non può funzionare in maniera perfetta. Proviamo anche a pensare a una grande azienda o una squadra di calcio; anche in quel caso è fondamentale che ognuno svolga il proprio ruolo al fine di far funzionare al meglio l’intero sistema o la squadra. Il matrimonio non è altro che una squadra formata da due persone che si amano e che hanno deciso di camminare insieme in una direzione. Insieme si lavora per il bene comune e gli obiettivi si raggiungono senz&#8217;altro con maggiore facilità se ognuno dei due coniugi si occupa di ciò che sa fare meglio. Ne deriva anche che la cooperazione e il supporto reciproci sono fondamentali per il buon funzionamento della coppia, proprio come accade anche nei sistemi che ho appena elencato. Anche se il nostro compagno non sarà bravissimo fin da subito (io per esempio sapevo cucinare a stento per la mia sopravvivenza) imparare a valorizzarlo gli infonderà sicurezza e lo aiuterà a crescere personalmente e maturare come coniuge. Insomma, la chiave del successo è sempre la stessa: amore prima di tutto, insieme ad una buona dose di fiducia faranno del matrimonio una squadra vincente.</p>



<p><em>Articolo scritto da Giorgia || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Scegli di essere felice</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 15:35:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La maggior parte delle persone è felice nella misura in cui ha deciso di esserlo” – A. Lincoln Siamo abituati a credere che la felicità venga dall’esterno, che sia fatta di cose, situazioni o persone. Tanti sono convinti che la felicità non la si scelga, ma che capiti e che molto spesso sia solo una&#8230;</p>
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<p><em>“La maggior parte delle persone è felice nella misura in cui ha deciso di esserlo” –  A. Lincoln</em></p>



<p>Siamo abituati a credere che la felicità venga dall’esterno, che sia fatta di cose, situazioni o persone. Tanti sono convinti che la felicità non la si scelga, ma che capiti e che molto spesso sia solo una<br> questione di fortuna.  Prova a farti questa domanda: se potessi avere le cose, le persone o le situazioni che desidero quanto questo riempirebbe il mio serbatoio di felicità? E, soprattutto, quanto durerebbe?<br>Personalmente ero abituata anche io a vivere le relazioni come unica fonte di felicità e fino ad un certo punto pensavo veramente di esserlo. Dopo diverse delusioni e ferite questa felicità è stata<br> sostituita da tanta tristezza e amarezza. Certamente a nessuno piace essere feriti o delusi dalle persone, specialmente da quelle che ami, ma è stato proprio in quel momento che ho realizzato da cosa dipendeva la mia felicità.<br>Per quanto abbiamo bisogno di relazionarci con gli altri, di essere amati, accettati, capiti e desiderati non può essere questo la nostra fonte di gioia. L’idea che la felicità sia un qualcosa da ricercare (dove sarà nascosta?), ottenere (chi te la dovrebbe dare?) per poi mantenere (quanto dovrai lottare per non perderla?), in realtà è un&#8217;illusione. <br><strong>La realtà è che non puoi cercarla, trovarla o perderla, puoi però comprenderla.</strong><br><strong>Devi scegliere di essere felice</strong>, se vuoi esserlo e non dipende da ciò che gira intorno a te , ma da quello in cui credi ed è dentro di te. Scegli di essere felice indipendentemente dalle circostanze, solo  così lo sarai veramente e nessuno potrà rubare la tua gioia.</p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca  ||  Redazione Purex</em></p>



<p></p>
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		<title>Gli effetti della pornografia sul cervello umano</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/12/13/gli-effetti-della-pornografia-sul-cervello-umano/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 16:16:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pornografia ha molte conseguenze per il cervello e agisce proprio come una droga: con l’esposizione prolungata a visioni pornografiche, il desiderio sessuale aumenta e molti si ritrovano spesso dipendenti. Pur non essendo una sostanza psicotropa, genera un breve senso di appagamento, che con l’avanzare del tempo diventa un chiodo fisso, in quanto non risulta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300">La pornografia</span> ha molte conseguenze per il cervello e <span style="color: #993300">agisce proprio come una droga</span>: <strong>con l’esposizione prolungata a visioni pornografiche, il desiderio sessuale aumenta e molti si ritrovano spesso dipendenti.</strong> Pur non essendo una sostanza psicotropa, genera un breve senso di appagamento, che con l’avanzare del tempo diventa un chiodo fisso, in quanto non risulta mai sufficiente, con conseguenze negative ed un senso di smarrimento in mancanza di questa (molto simile al gioco d’azzardo o alle corse clandestine).</p>
<p>La dipendenza però non risulta essere solo psicologica, ma anche fisica, in quanto, pare che, proprio come una droga, la pornografia alteri le sinapsi: viene prodotta dopamina in eccesso, in modo da sviluppare un senso di dipendenza vero e proprio. La dopamina è un neurotrasmettitore, ovvero un ormone che regola le sinapsi, dunque le comunicazioni fra due assoni  (zone terminali delle cellule nervose), prodotta al massimo grado durante l&#8217;orgasmo,  in particolare quello maschile. Insomma, è come se, nel momento in cui si guarda un film, o un video porno, il cervello fosse “comandato” da questa.<br />
Sono stati condotti degli studi sulla dipendenza da droga sui ratti: questi, addestrati a premere un pulsante per ottenere un farmaco stupefacente, risultano compulsivi per via della dipendenza.<strong> La dipendenza dalla pornografia condiziona enormemente i rapporti umani, e solamente quando si diviene consapevoli della propria condizione, è possibile intervenire</strong>. Diventa sempre più difficile sfuggirne e proprio come una droga la tolleranza per la stimolazione visiva è ora compromessa, rendendo più difficile la &#8220;riattivazione&#8221; dalla realtà. La dipendenza dalla pornografia condiziona enormemente i rapporti e solamente quando si viene alla consapevolezza di questo, si può riuscire a fermare il tutto.<br />
Le connessioni neuronali stimolate diventano più forti e desiderano essere riattivate, mentre quelle che ignori si indeboliscono esattamente come i muscoli che, se attivi tutto il giorno, hanno voglia di essere rimessi in moto ma dopo una prolungata sessione di nullafacenza diventano deboli, per fortuna lo stesso sistema neuroplastico può essere sfruttato per acquisire e potenziare dei comportamenti più salutari.<br />
Come spesso si dice: “<em>il cervello o lo usi o lo perdi</em>”.</p>
<p>Non chiuderti a riccio e sopratutto non isolarti se stai lottando con la pornografia, parlane con qualcuno di cui ti fidi e collabora a riabituare il tuo cervello a rilasciare dopamina da stimoli più educativi e sani, <strong>c’è sempre una speranza</strong> e in questo caso il cervello è stato creato in modo tale da poterci permettere di rimediare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby || redazione purex</em></p>
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		<title>Fiabe moderne e… principi confusi.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 17:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;. Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato. “Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;.<br />
Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato.</p>
<p>“Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia di un postino che che svolge il mestiere della cicogna e porta in giro i bebé da consegnare alle famiglie di simpatici animali. A volte però si sbaglia, così mamma e papà pinguini si vedono recapitare un coccodrillo, che viene accolto nella loro famiglia già composta da un camaleonte, un’oca ed una tartaruga.<br />
Ma andiamo oltre: “Perché hai due mamme?” è la storia autobiografica di una coppia gay che va in Olanda a fare l’inseminazione,un argomento piuttosto impegnativo per essere una favola per bambini. “Qual è il segreto di papà” è quella su cui ancora sto riflettendo per cercare di trovare un minimo di sfumature pedagogiche: vede come protagonisti due bambini che hanno i genitori separati e si interrogano preoccupati su quale sia il segreto che loro padre tiene nascosto. Alla fine, scopriranno che non è né un ladro né un bandito, ma è semplicemente innamorato di un maschio!<br />
Dunque, cosa si vuole trasmettere ai bambini con una scoperta di questo tipo, non del tutto chiaro, ma andrei avanti con la storiella che ho trovato più simpatica: &#8220;Piccolo blu e piccolo giallo”, due affettuosi colori che si abbracciano così forte da mescolare le loro identità diventando entrambi verdi per sempre.</p>
<p>Da educatrice, riflettevo e mi chiedevo quale fosse l&#8217;obiettivo specifico dell&#8217;insegnamento che libri come questi vorrebbero propinare.<br />
<span style="color: #993300">I libri di favole, una volta, erano quelli nei quali veniva depositata una specifica morale</span>: &#8220;Se sarai così buona, anche per te arriverà il momento di diventare una principessa&#8221; o &#8220;Se lavori, avrai sempre da mangiare come la formichina laboriosa&#8221;. La favola d&#8217;altronde, è sempre stata una specifica forma di linguaggio metaforico per bambini, volto a favorire lo sviluppo sano del loro mondo interiore e dei loro contenuti inconsci oltre a  migliorare le loro abilità cognitive, emotive e relazionali.<br />
Ma accendendo la Tv e guardando un programma odierno di cartoni animati o semplicemente analizzando le favole sopra citate, percepisco una lieve nota di regresso nella moralità sociale. Unioni mescolate, fluidità insana nelle relazioni, semplicità estrema nei contenuti e principi educativi ormai del tutto inesistenti.<br />
Come sarà dunque il dialogo interno di un bambino che cresce con cartoni animati piuttosto demenziali e moderne favole “gender” in cui si ripete continuamente e solamente che tutti si amano indistintamente? Abbiamo anche altri principi da tramandare, o bisogna chiedersi se gli adulti stessi stiano diventando così privi di contenuti da non aver nulla di meglio da insegnare raccontando?</p>
<p>Ricordo che l&#8217;esito positivo delle fiabe che amavo da bambina (e credetemi sono sempre più felice di essere nata nel 1988), era quasi sempre la ricompensa in risposta ad un atto coraggioso che i protagonisti dovevano compiere e come questi finali spronassero i piccoli lettori ad avere fiducia in loro stessi e nella vita, a non tirarsi indietro e a dare il loro massimo per le cose in cui credevano.<br />
Ma <span style="color: #993300">il mondo emotivo dei bambini di oggi, sembra permeato dello sdoganamento di concetti politicamente complessi, venduti come qualcosa di estremamente semplificato alle menti più giovani.<br />
</span>L&#8217;obiettivo, più che educativo, sembrerebbe propagandistico, &#8220;benvenuti al mondo bambini, non preoccupatevi, non ci sono più il brutto e il cattivo, la femminilità e la virilità, le azioni buone o cattive&#8230; Tutto sta nell&#8217;amare chi vuoi, essere come vuoi, fare come vuoi&#8221;.</p>
<p>Come Bruner  ben affermava nel &#8217;91, &#8220;Il racconto è una forma convenzionale che viene trasmessa culturalmente, è il mezzo attraverso cui costruiamo la nostra realtà sociale e stabiliamo il nostro rapporto con gli altri&#8221;.<br />
<strong>Ecco la realtà che vedo in cantiere: fluidità e identità sdruccevoli.<br />
</strong>Sembra tutto così avanguardistico per i genitori e gli insegnanti moderni! Pochi però, riflettono su quello che quei bambini diventeranno crescendo: saranno davvero educati affettivamente?</p>
<p>D&#8217;altronde è stato loro insegnato che è tutto così magicamente fluido! Un clima di libertà davvero originale, se non stesse costruendo le sue strade moderne sulle tombe degli antichi valori occultandoli per sempre.<br />
Lo vedo nelle notizie, ma lo leggo anche negli occhi dei bambini e dei ragazzi che mi vengono affidati quando vado a lavorare: <strong>credo che si stia  creando una generazione dalla consistenza della  carta e la comunicazione sembra essere così  semplificata e scivolosa, che temo stia divenendo irreversibilmente liquida.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>I deserti dell&#8217;anima</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/11/29/i-deserti-dellanima/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 10:17:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Perché non mi basto? Ho 38 anni e mi comporto come quando ne avevo 18: non so stare da sola e inseguo uomini che evidentemente non muoiono dalla voglia di stare con me. Sto pronta, sempre disponibile, mi sciolgo per un messaggio buttato lì una volta a settimana, non conto più le buche ricevute, naturalmente senza che mi si chieda mai scusa. È questione di tattica: devo fare la sostenuta? Se uno mi piace, io non ho voglia di nasconderlo. Forse è questione di dignità. Se mi lascio fare questo, mi voglio proprio poco bene.<br />
</em><em>Eppure l’emozione del messaggino la preferisco al deserto della mia solitudine. (G.P.)&#8221;</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Antoine De Saint-Exupéry affermò: </span><i><span style="font-weight: 400;">“La perfezione non si ottiene quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere”. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ garantito che non raggiungeremo mai questo grado di perfezione, ma <span style="color: #993300;">perché ci sentiamo così inappagati? Perché abbiamo bisogno costantemente di aggiungere nuove emozioni alla nostra vita? Perché, pur di gridare la nostra esistenza al mondo, siamo disposti a farci usare, piuttosto che farci amare?</span><br />
</span>Forse è questione di dignità<b><i>. </i></b>Sì, forse. Perché la nostra anima è così affamata di attenzioni, tanto che è disposta a tutto pur di saziarsi, sfoggiando attitudini mai pensate. Interpretiamo parti per cui non siamo portati, attirando <i>“giostre di tormenti senza fine”</i>, perdiamo la testa per qualcuno di inarrivabile che spaccia il proprio banale ed ingombrante narcisismo per profondità di pensiero.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ormai sappiamo come andranno a finire tutte queste storie, eppure siamo diventati così indifferenti, che sfociamo in un comodo masochismo autocommiserante.<br />
</span><strong>Abbiamo così tanto bisogno di essere amati per curare il nostro cuore da ferite mai guarite, che preferiamo <i>“l’emozione del messaggino al deserto della nostra solitudine”</i></strong><span style="font-weight: 400;"><strong>.</strong> Diventiamo vulnerabili ed instancabilmente disponibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando la nostra ricerca diventerà disinteressata, inizieremo a guardare dentro di noi con sincerità e non più agli altri con giudizio ed invidia; quando smetteremo di appoggiarci alle stampelle di standard scadenti che questa società offre per iniziare a camminare verso l’autenticità e l’integrità di uomini e donne veri, allora troveremo un equilibrio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Non potremo mai amare qualcuno, se prima non amiamo noi stessi.</strong> E quando lo faremo, non avremo più bisogno di “</span><i><span style="font-weight: 400;">complimenti che costano poco e che a volte non valgono di più</span></i><span style="font-weight: 400;">”, come suggerisce Jovanotti.</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Fonte: <a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/massimo-gramellini/2018/01/24/fingere-amore-oscar-rubrica-massimo-gramellini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vanityfair.it</a></span></em></p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
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		<title>La psicologia delle relazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 14:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi. Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi.<br />
Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei loro comportamenti reciprocamente, ponendosi dunque sullo stesso piano. Si può definire tale una relazione di amicizia, tra fratelli oppure il rapporto di coppia.<br />
</span>Per quanto riguarda invece la relazione complementare, un individuo assume una posizione subalterna rispetto all’altro: la struttura del rapporto è quindi definita dal ruolo. Costituiscono esempi validi le relazioni tra genitore e figlio, alunno ed insegnante.</p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella vita di tutti i giorni, per poter vivere relazioni sane, occorre alternare queste due modalità: a volte è necessario raffrontarsi in modo simmetrico, altre volte in modo complementare.<br />
</span>Nel momento in cui uno dei due membri rigetta l’altro,si rischia di instaurare legami patologici a sfavore dell’individuo in posizione subalterna, il principio di uguaglianza viene compromesso e si entra in competizione, per mezzo della quale si incorre nell’interruzione del rapporto. Risulta dunque necessario intraprendere un percorso di conoscenza della propria coscienza, in modo da ottenere un ruolo definito, non solo nella propria psiche, ma anche a fronte degli astanti.<br />
<span style="font-weight: 400">Il continuo lavoro di auto-interrogazione e auto-riflessività, tipici di un’era eclettica come il ventunesimo secolo, conducono l’essere umano ad una totale crisi ontologica, che danneggia la definizione della propria personalità, e dunque le relazioni del singolo con il mondo esterno, l’intersoggettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella Bibbia è esplicitato di <span style="color: #993300">amare il prossimo come noi stessi</span>, dunque, <span style="color: #993300">per amare qualcun altro, è necessario in primo luogo amare se stessi</span>. Quindi <strong>se vuoi iniziare a vivere relazioni sane ed equilibrate, come primo step inizia a conoscerti, ad accettarti e ad amarti per quello che sei.</strong> Inizia ad esercitare la compassione e il perdono dapprima con te stesso, in modo che, quando dovrai poi farlo con gli altri, sarà più naturale e meno frustrante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby | Redazione Purex</em></p>
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		<title>Fall in…love?</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/11/07/fall-inlove/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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		<title>Gender X: svolta a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 15:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”iphone X”, sbuca il “Gender X”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “Grande Mela”. Tranquilli, ve la faccio breve,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”<em>iphone X</em>”, sbuca il “<em>Gender X</em>”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “<em>Grande Mela</em>”.<br />
<span style="font-weight: 400">Tranquilli, ve la faccio breve, citando le parole del democratico Corey Johnson: <em>“I Newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il certificato di nascita, non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In nome dell’uguaglianza e del rispetto, questo è tutto ciò che New York, città dalle mille prospettive, è riuscita ad offrirci: uno scenario raccapricciante.<br />
</span><span style="font-weight: 400">È folle vedere gente che insegue la parità di genere, inventando di fatto, generi che non esistono. <span style="color: #993300">L’identità sessuale non è un sostantivo al quale può essere attribuito il genere neutro, né  una squadra di calcio,</span> piuttosto una fede da scegliere razionalmente.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Rimango sconcertato al solo pensiero che negli stessi giorni, in Romania, il popolo  chieda invece di specificare nella propria Costituzione che il matrimonio debba avvenire  tra un uomo ed una donna. Ma questo ormai non fa più scalpore.</span></p>
<p><strong>In un mondo in cui le nuove generazioni non sanno chi sono, stiamo lottando per diritti di ideologie che li privano di quelle poche certezze su cui potrebbero realmente contare, tempestandoli di dubbi ed inventando risposte che negano l’evidenza.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Alla “<em>X</em>” avrei attribuito molte funzionalità: può indicare  il luogo di un tesoro nascosto su una mappa, un risultato di una partita, o essere un simbolo per indicare una risposta ad una domanda in un quiz.<br />
In questo caso le domande sgorgano a fiumi, ma non trovo soluzioni, solo innumerevoli incognite. <span style="color: #993300">Stare bene con se stessi non significa vivere per ottenere l’approvazione degli altri, ma guardarsi allo specchio e riconoscere di essere stati creati in modo stupendo</span>, senza adombrare  la realtà.</span></p>
<p><strong>Una cosa so, e questa insegnerò a mio figlio: quanto è bello vivere nella certezza di come mamma mi ha fatto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
<p><span style="font-weight: 400"><em>Fonte:</em> <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/svolta-a-new-york-gender-x-sul-certificato-di-nascita_3162976-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></span></p>
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