<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>realtà Archivi - Purex Culture</title>
	<atom:link href="https://purexculture.com/blog/tag/realta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://purexculture.com/blog/tag/realta/</link>
	<description>Purity, relationship, sexuality</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2020 16:36:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.5.6</generator>
	<item>
		<title>Come il gender semplifica la realtà</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/07/30/come-il-gender-semplifica-la-realta/</link>
					<comments>https://purexculture.com/blog/2020/07/30/come-il-gender-semplifica-la-realta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 16:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[purex culture]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://purexculture.com/?p=49362</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno fra i dibattiti più accesi nella società occidentale contemporanea &#8211; e non solo &#8211; riguarda l’identità di genere. Ne sentiamo continuamente parlare in termini di schieramenti, di lotte culturali, di prevaricazione, di diritti e di libertà. La teoria dell’identità di genere trova il proprio presupposto nell’idea che il genere di una persona sia slegato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2020/07/30/come-il-gender-semplifica-la-realta/">Come il gender semplifica la realtà</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Uno fra i dibattiti più accesi nella società occidentale contemporanea &#8211; e non solo &#8211; riguarda l’identità di genere. Ne sentiamo continuamente parlare in termini di schieramenti, di lotte culturali, di prevaricazione, di diritti e di libertà. La teoria dell’identità di genere trova il proprio presupposto nell’idea che il genere di una persona sia slegato e svincolato dal suo sesso alla nascita. Inoltre, lo schema binario che la nostra società utilizza per definire l’identità di genere, ovvero maschile/femminile, sarebbe derivato da una costruzione artificiale, dunque socialmente determinato e scorretto.<br>I sostenitori della teoria del genere hanno esteso la possibilità di riconoscersi in un genere piuttosto che in un altro, a decine di categorie differenti tra cui agender, transgender, two-spirit, bigender, pangender, e molte altre.<br>Di cosa ci parla questa suddivisione? Perché abbiamo bisogno di così tanti generi?<br></p>



<p>L’uomo ha una naturale tendenza a creare categorie ed etichette per conoscere la realtà. Riconduciamo fenomeni, cose e persone a categorie che conosciamo, in modo da poter semplificare la nostra realtà e sentirci sicuri.<br>Forse il tentativo di diffusione della teoria del genere è legato al bisogno umano di mettere ordine in un mondo tanto caotico.<br>L’uomo ha la tendenza naturale a categorizzare ciò che incontra sul proprio cammino. La realtà è troppo ampia e complessa per poter essere conosciuta a fondo, ma inserire i fenomeni in un numero limitato di categorie ci permette di renderli riconoscibili e comprensibili. Conoscere ogni persona sulla base delle sue caratteristiche personali, si rivelerebbe troppo faticoso, quindi semplificare la realtà incasellando ogni persona in una o più categorie, ci permette di sentirci al sicuro, di credere di conoscere ciò che ci circonda e di poter prevedere il comportamento altrui. <br>Questo meccanismo non è sbagliato di per sé, ma diventa pericoloso quando ci spinge a concepire l’umanità in termini categorici, tralasciando l’importanza dell’individualità. Questo ci impedisce di riconoscere il valore di ogni singola persona per ciò che è, piuttosto che per le categorie di cui crediamo faccia parte.<br>Anche nel pensare a noi stessi spesso facciamo ricorso all’uso di categorie, e pensiamo a noi stessi anche in base alle etichette che possiamo attribuirci.<br>La bandiera arcobaleno è diventata il simbolo di questa concezione dell’umanità, e proprio come in un arcobaleno, a risaltare non sono le sfumature ma categorie di colori. Spesso la lotta per il riconoscimento e la legittimazione della diversità si trasforma silenziosamente nel suo esatto opposto, sfociando in tentativi di omologazione e categorizzazione, sminuendo, svalutando e mortificando la diversità e unicità di ogni essere umano e ricercando un’etichetta e una definizione alle quali le persone possano/debbano adeguarsi.<br></p>



<p>Per quanto riguarda l’idea di una separazione fra sesso biologico ed identità di genere, negare che la struttura genetica, ormonale e neurobiologica possa avere un influenza a priori rispetto a quella esercitata dalla società sullo sviluppo individuale, significa vedere solo ciò che si desidera. Da tempo è ormai riconosciuto il ruolo dell’interazione tra fattori genetici/biologici e ambientali nella strutturazione della personalità, e fingere che la biologia non abbia alcun ruolo nel determinare la struttura psichica degli individui, è perlomeno ingenuo.<br>Forse la cosa migliore sarebbe tollerare l’idea di non conoscere, accettare che il mondo umano sia fatto di sfumature di personalità e che incasellarle in categorie significhi semplicemente sopprimere la libertà umana di essere ciò che si è. Accettare gli altri significa imparare ad amarli come persone, per ciò che sono e non per una bandiera che sventola sulla loro testa.<br></p>



<p>Articolo scritto da Thomas || Redazione purex</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2020/07/30/come-il-gender-semplifica-la-realta/">Come il gender semplifica la realtà</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://purexculture.com/blog/2020/07/30/come-il-gender-semplifica-la-realta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I RISCHI DELLA GESTIONE DELL’IMMAGINE</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/</link>
					<comments>https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 16:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[nomi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[purex]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[teens]]></category>
		<category><![CDATA[purezza]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://purexculture.com/?p=48589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa durante una cena a casa dei miei, non ricordo come, ci siamo trovati a parlare dei nomi di persona e dei rispettivi significati. Non sapevo che per mio padre avrei dovuto chiamarmi Ines. “Perché questo nome?”, gli chiesi e lui rispose: “Perché avrei voluto che tu fossi un’artista di grande talento nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/">I RISCHI DELLA GESTIONE DELL’IMMAGINE</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche giorno fa durante una cena a casa dei miei, non ricordo come, ci siamo trovati a parlare dei nomi di persona e dei rispettivi significati. Non sapevo che per mio padre avrei dovuto chiamarmi Ines. <br>“Perché questo nome?”, gli chiesi e lui rispose: “Perché avrei voluto che tu fossi un’artista di grande talento nel campo musicale e volevo già darti un nome fuori dal comune ma, tua madre non ha voluto e così ti chiami Francesca”. Devo ammettere che il nome Ines mi sarebbe piaciuto molto perché poi, sbirciando sul web, ho visto che il suo significato è “<em>casta, pura</em>” ma poi mi soffermai sul perché mio padre avrebbe voluto darmi quel nome. </p>



<p><strong>Credo che sia una realtà molto diffusa nella società di oggi quella di creare un’immagine della famiglia che viene poi trasmessa ai figli e alle generazioni successive, un’immagine che però molto spesso risulta essere una distorsione della realtà. </strong>Genitori che si presentano ai figli come individui perfetti che non sbagliano mai, oppure genitori che vogliono scrivere il destino dei propri figli in base a quelle che sono le loro aspirazioni da piccoli e che non sono riusciti a portare avanti nella propria vita, creando in questo modo nei figli una pressione e un peso che non dovrebbero portare. Mio padre voleva che io diventassi un’artista nel campo musicale perché era la sua aspirazione quando era piccolo e non essendoci arrivato sicuramente avrebbe voluto che io portassi avanti il suo sogno che però non è mai stato il mio. Si tratta di gestire delle immagini o etichette che noi o i nostri familiare abbiamo creato e che molto spesso non ci riguardano perché siamo chiamati a qualcosa di molto più grande di tutto questo. </p>



<p>Questa tendenza diventa molto spesso più intensa e direi distruttiva nel matrimonio, nell’amicizia o, come dicevo prima, nel rapporto genitori-figli e quando un coniuge o i figli diventano estensioni di noi stessi, sono costretti a sopportare un peso che non è mai stato loro. E’ una dinamica tossica per le relazioni. </p>



<p>Siamo chiamati a costruire intorno a noi relazioni <strong>pure, sane, vere,</strong> dove la <strong>trasparenza</strong> e la <strong>sincerità</strong> formano la base solida di un rapporto, qualsiasi esso sia (amicizia, matrimonio, rapporti di lavoro…), per questo abbiamo bisogno di dare un nome a questa immagine o meglio, a questa maschera. Conoscere questa abitudine è importante perché inizierai subito a riconoscere il momento in cui lo fai e solo così ci potrai lavorare. </p>



<p>Non c’è bisogno di matrimoni perfetti, figli perfetti, famiglie perfette, amicizie perfette; c’è solo bisogno di <strong>purezza e trasparenza nelle relazioni</strong>. Il nostro scopo è ben più alto: sperimentare un <strong>amore puro</strong> privo di interessi personali, di aspirazioni sbagliate, di benefici percepiti o ambizioni proprie.</p>



<p>Questo è quello a cui siamo chiamati, non per poi confrontarci con gli altri e vedere se ci stiamo riuscendo o meno, ma bensì per vivere a pieno la nostra missione che è quella di impiantare una cultura di purezza. <br></p>



<p></p>



<p><em>Articolo scritto da Francesca  || Redazione Purex</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/">I RISCHI DELLA GESTIONE DELL’IMMAGINE</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://purexculture.com/blog/2019/06/20/i-rischi-della-gestione-dellimmagine/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
