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	<title>bambina Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Fiabe moderne e… principi confusi.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 17:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;. Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato. “Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;.<br />
Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato.</p>
<p>“Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia di un postino che che svolge il mestiere della cicogna e porta in giro i bebé da consegnare alle famiglie di simpatici animali. A volte però si sbaglia, così mamma e papà pinguini si vedono recapitare un coccodrillo, che viene accolto nella loro famiglia già composta da un camaleonte, un’oca ed una tartaruga.<br />
Ma andiamo oltre: “Perché hai due mamme?” è la storia autobiografica di una coppia gay che va in Olanda a fare l’inseminazione,un argomento piuttosto impegnativo per essere una favola per bambini. “Qual è il segreto di papà” è quella su cui ancora sto riflettendo per cercare di trovare un minimo di sfumature pedagogiche: vede come protagonisti due bambini che hanno i genitori separati e si interrogano preoccupati su quale sia il segreto che loro padre tiene nascosto. Alla fine, scopriranno che non è né un ladro né un bandito, ma è semplicemente innamorato di un maschio!<br />
Dunque, cosa si vuole trasmettere ai bambini con una scoperta di questo tipo, non del tutto chiaro, ma andrei avanti con la storiella che ho trovato più simpatica: &#8220;Piccolo blu e piccolo giallo”, due affettuosi colori che si abbracciano così forte da mescolare le loro identità diventando entrambi verdi per sempre.</p>
<p>Da educatrice, riflettevo e mi chiedevo quale fosse l&#8217;obiettivo specifico dell&#8217;insegnamento che libri come questi vorrebbero propinare.<br />
<span style="color: #993300">I libri di favole, una volta, erano quelli nei quali veniva depositata una specifica morale</span>: &#8220;Se sarai così buona, anche per te arriverà il momento di diventare una principessa&#8221; o &#8220;Se lavori, avrai sempre da mangiare come la formichina laboriosa&#8221;. La favola d&#8217;altronde, è sempre stata una specifica forma di linguaggio metaforico per bambini, volto a favorire lo sviluppo sano del loro mondo interiore e dei loro contenuti inconsci oltre a  migliorare le loro abilità cognitive, emotive e relazionali.<br />
Ma accendendo la Tv e guardando un programma odierno di cartoni animati o semplicemente analizzando le favole sopra citate, percepisco una lieve nota di regresso nella moralità sociale. Unioni mescolate, fluidità insana nelle relazioni, semplicità estrema nei contenuti e principi educativi ormai del tutto inesistenti.<br />
Come sarà dunque il dialogo interno di un bambino che cresce con cartoni animati piuttosto demenziali e moderne favole “gender” in cui si ripete continuamente e solamente che tutti si amano indistintamente? Abbiamo anche altri principi da tramandare, o bisogna chiedersi se gli adulti stessi stiano diventando così privi di contenuti da non aver nulla di meglio da insegnare raccontando?</p>
<p>Ricordo che l&#8217;esito positivo delle fiabe che amavo da bambina (e credetemi sono sempre più felice di essere nata nel 1988), era quasi sempre la ricompensa in risposta ad un atto coraggioso che i protagonisti dovevano compiere e come questi finali spronassero i piccoli lettori ad avere fiducia in loro stessi e nella vita, a non tirarsi indietro e a dare il loro massimo per le cose in cui credevano.<br />
Ma <span style="color: #993300">il mondo emotivo dei bambini di oggi, sembra permeato dello sdoganamento di concetti politicamente complessi, venduti come qualcosa di estremamente semplificato alle menti più giovani.<br />
</span>L&#8217;obiettivo, più che educativo, sembrerebbe propagandistico, &#8220;benvenuti al mondo bambini, non preoccupatevi, non ci sono più il brutto e il cattivo, la femminilità e la virilità, le azioni buone o cattive&#8230; Tutto sta nell&#8217;amare chi vuoi, essere come vuoi, fare come vuoi&#8221;.</p>
<p>Come Bruner  ben affermava nel &#8217;91, &#8220;Il racconto è una forma convenzionale che viene trasmessa culturalmente, è il mezzo attraverso cui costruiamo la nostra realtà sociale e stabiliamo il nostro rapporto con gli altri&#8221;.<br />
<strong>Ecco la realtà che vedo in cantiere: fluidità e identità sdruccevoli.<br />
</strong>Sembra tutto così avanguardistico per i genitori e gli insegnanti moderni! Pochi però, riflettono su quello che quei bambini diventeranno crescendo: saranno davvero educati affettivamente?</p>
<p>D&#8217;altronde è stato loro insegnato che è tutto così magicamente fluido! Un clima di libertà davvero originale, se non stesse costruendo le sue strade moderne sulle tombe degli antichi valori occultandoli per sempre.<br />
Lo vedo nelle notizie, ma lo leggo anche negli occhi dei bambini e dei ragazzi che mi vengono affidati quando vado a lavorare: <strong>credo che si stia  creando una generazione dalla consistenza della  carta e la comunicazione sembra essere così  semplificata e scivolosa, che temo stia divenendo irreversibilmente liquida.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Fall in…love?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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		<title>Mamma, ho fatto sexting.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 14:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2018/10/18/mamma-ho-fatto-sexting/">Mamma, ho fatto sexting.</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare con la vita di tuo figlio.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Adolescenza: si apre il sipario sulla propria bellezza corporea. Se vogliamo, è anche un processo naturale: é la fase evolutiva in cui si chiede al mondo di essere  guardati per conquistare un piccolo posticino di popolarità. Abbiamo cercato tutti scollature più evidenti e minigonne a quindici anni, ma come funziona per i nativi del digitale? </span><span style="font-weight: 400">Loro sono abituati a vedere  l&#8217;audience televisiva impazzire davanti ad un bel corpo che ondeggia su tacchi glitterati e che gli  influencer in bikini su Instagram sembrano raccogliere likes da ogni parte del pianeta e allora si chiedono, &#8221;<em>come posso colpire anche io il pubblico con il mio stile?</em>&#8221; </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il primo selfie con pochi vestiti  lascia a desiderare e, quando si scopre un po&#8217; di più, i commenti di apprezzamento sembrano finalmente sfrecciare da ogni parte. Ma non basterà per farli sentire incoronati come i più popolari della scuola e allora ancora foto sotto richiesta, video fatti con le amiche mentre si balla il twerking, foto fatte in bagno per evidenziare la muscolatura eccessive, </span><span style="font-weight: 400">filtri e hashtag di ogni genere perché il testosterone virtuale senta odore di sensualità e faccia visita sul profilo. Diventare famosi. La via più facile è quella di un profilo altamente sessualizzato.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><span style="color: #993300">Vi ricordate quando aspettavate di incrociare lo sguardo del più carino della scuola? Sarebbero passati mesi perché si riuscisse a farsi notare, vero? E allora basta attese! Per i millenials é tutto più semplice.</span> &#8221;<em>Se avrò tanti like visiterà il mio profilo e mi scriverà un messaggio privato</em>&#8221;. L&#8217;intimità è conquistata: non servono stanze quando si hanno  finestre così grandi e spaziose come i propri display.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Dai, mi mandi una foto mentre&#8230;</em>&#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Ma poi la cancelli?</em> &#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Si dai&#8230; Manda ti prego&#8230; Mi fai impazzire</em>&#8221;<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il clima si fa interessante e una serie di foto, video e messaggi vocali di ogni genere iniziano a sfrecciare dalla camera di lei per accertarsi di essere stata abbastanza potente da eccitare il proprio interlocutore dall&#8217;altra parte del telefono. Non sa che lei stessa, sta chiudendo la sua gabbia a chiave per sempre. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Ma non riguarda solo una ragazza. Stiamo parlando di un problema sociale che ogni giorno conta numeri elevatissimi di maschi e femmine. Vittime? Si, di un sistema che apre le sue fauci e non lascia nessuna via d&#8217;uscita. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Una volta inviati, i file multimediali sono proprietà del mondo. Spesso non vengono cancellati affatto e, per scherzo o per vendetta, passano veloci di mano in mano fino a ad essere sotto gli occhi e sulla bocca di chiunque. <span style="color: #993300">La divulgazione diventa una trappola ingestibile che si estende all&#8217; infinito e, la propria immagine, non potrà mai più scegliere di rivestirsi.</span><br />
<strong>Le statistiche ci informano che il 47% delle vittime infatti combatte con suicidi, il 49% sarà vittima di stalking e la viralità  dei contenuti si potrà estinguere solo quando &#8221;passerà di moda&#8221; ma avrà messo per sempre in gioco la loro immagine</strong>. Si parla di bambini dagli 11 anni in poi. Errori adolescenziali, si sa che li abbiamo fatti tutti, ma quelli di oggi a quanto pare, costano caro e quando distrattamente sentiamo la notizia di un suicidio, dovremmo soffermarci per riflettere su cosa sta accadendo nel mondo invisibile della rete. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">In un attimo, una popolazione intera  entra in una cameretta e la vittima sarà ossessionata per sempre dallo sbattere di ciglia virtuali che la stanno guardando per ridere di lei e l&#8217;eco dei commenti sarà una voce inestinguibile nelle sue paure.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Crediamo sia un problema abbastanza grave per cui prendere adeguati provvedimenti. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">La cultura purex offre un contenuto alternativo a ragazze e ragazzi insegnando loro che spogliarsi vuol dire non amare abbastanza la propria dignità. Attraverso gli stessi social diciamo  ai ragazzi che <strong><em>&#8221;la vera ricchezza é possedere le cose e non mostrarle&#8221;</em></strong>. Scegliamo di andare controcorrente e far parlare di noi perché siamo quelli della generazione “<em>diversa</em>”.<br />
<span style="color: #993300">Il mondo ha bisogno di un popolo di giovani che uniscono la loro voce per  dimostrare che vivere nella purezza è possibile ed è il miglior modo per conquistare l&#8217;altro sesso</span> e&#8230;anche il più carino della scuola!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Butterfly: la prima serie tv sui bambini trans.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 11:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia. Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia.</p>
<p class="p1">Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “<i>Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in cui le storie includeranno personaggi trans non in quanto trans, come dopo 20 anni è successo con gli omosessuali.</i>”<br />
Molti vedono questa notizia come un passo avanti per l’umanità, pensando che in nome dei diritti e dell’uguaglianza si stia dando voce a chi non era ascoltato; in realtà <strong>l’unica cosa che riesco a sentire è il rumore di una generazione che sta crescendo sempre più confusa</strong>.</p>
<p class="p1"><span style="color: #993300">Educare il bambino significa orientarlo verso l’uomo che può diventare esattamente come educare la bambina significa orientarla verso la donna che può diventare</span>, “<i>ma questa è una serie tv per tutti”</i>, come dice Luca Barsaglia, excutive director programming di Fox Italia, quindi anche una serie tv per bambini, o forse soprattutto per bambini, in modo che possano prendere esempio ed essere ispirati a trovare la loro strada.</p>
<p class="p1">Ma <strong>se l’identità diventa indistinta, l’educazione manca il proprio scopo</strong>. E’ questo che stiamo insegnando alle nuove generazioni, non le stiamo portando verso una crescita in nome della libertà e del progresso, le stiamo solo rendendo più confuse e fragili. Le stiamo insegnando che tutto ciò che era certo ed ovvio ora non lo è più, che ciò che poteva essere un punto di riferimento per la propria identità può essere un ulteriore punto di domanda. Come se non ci fossero abbastanza incertezze nella vita. Siamo proprio sicuri che possiamo definire questa serie tv come un trampolino di lancio? O è piuttosto un’inversione di marcia?</p>
<p class="p1">
<p><em>Articolo scritto da Sara</p>
<p>fonte: <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2018/10/13/butterfly-drama-su-bimba-trans_ed8a4204-ddc9-4fd3-b70f-f86987893871.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ansa.it</a></em></p>
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		<title>Ero una principessa Disney e ho avuto un aborto</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/03/30/genitorialita-pianificata/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 15:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e “Quando speri su una stella”. All’età di 18 anni rimasi incinta e abortii pur di mantenere il mio lavoro di &#8220;principessa cantante&#8221;. Non ci furono pressioni da parte della compagnia o del management sulla scelta; io non dissi loro niente e presi questa decisione da sola, pentendomene poi amaramente. I giorni successivi all’aborto lottai molto profondamente con me stessa. Continuavo a cantare canzoni davanti a quel castello, canzoni che riguardavano sogni che si realizzano, ma poi fui costretta a lasciare il lavoro dei miei sogni proprio per l&#8217;incapacità di accettare la decisione che io stessa avevo preso, volevo morire.</p>
<p>Alla fine ottenni la mia guarigione. Fu una lotta affannosa quella per superare il lutto personale, ma per grazia divina ora vivo una vita meravigliosa.</p>
<p>Ho sposato un uomo meraviglioso (il mio principe). Pochi anni dopo ho avuto una bimba bellissima, ed ho poi concepito mio figlio durante il primo viaggio di ritorno da “Disneyworld” successivo alla mia partenza. Ho poi chiesto di adottare cinque bambini da un orfanotrofio. Sono ora la madre di una bimba guatemalteca, nata da una madre che ai miei occhi è la principessa del Guatemala (aveva 14 anni quando ha avuto mia figlia). Lei aveva deciso di NON abortire la piccola. Mia figlia si chiama Matèa che significa: “Dono di Dio”.<br />Tre dei miei figli hanno visto la madre morire di AIDS in etiopia. La loro madre per me rappresenta una bellissima principessa africana. Loro erano rimasti soli al mondo e siamo stati benedetti nel poterli adottare. Mio figlio Alec era stato etichettato come un disabile destinato a morire in un orfanotrofio famoso in Ucraina per i numerosi abusi che avvenivano all’interno. Lo abbiamo adottato quando aveva 5 anni. Sua madre Tetyana (un&#8217;altra principessa) prese una decisione difficile dandolo alla luce per poi abbandonarlo all’ospedale quando aveva soli due giorni di vita. Il suo coraggio nel portarlo in vita prima di morire è stato un dono per noi.<br />Siamo ora una consolidata famiglia di immigrati americani che rappresentano la cultura Ebraica, Cristiana, Britannica, Spagnola, Ucraina e Africana. Siamo tutti una bellissima famiglia Disney, uniti dalla grazia di Dio, che vive proprio alle spalle del castello di Cenerentola a Orlando.<br />[&#8230;]</p>
<p>Sto scrivendo un libro su Cenerentola focalizzandomi sull’incredibile forza che ha avuto questa principessa nel superare le difficoltà come orfana. È stata torturata e resa schiava dalle sorellastre che non riuscivano a capire la sua storia e che hanno cercato di riscrivere il suo destino portandole via il titolo che le spettava di fianco al principe. Cenerentola è riuscita a sconfiggere le sorellastre e la matrigna valicando la soglia del castello nel suo abito incantevole, combattendo per il suo lieto fine.<br />La Disney non ha bisogno di una principessa che ha avuto un aborto. Per molti anni i movimenti femministi sono stati critici sulle storie delle principesse perché non hanno mai compreso la profondità di questi racconti: racconti in cui queste ragazze hanno vinto forze oscure, hanno saputo esaltare la bellezza nei posti più tenebrosi, racconti che hanno incoraggiato l’amore capace di uccidere i draghi, risorgere dalla morte dopo essere stati uccisi da incantesimi, e soprattutto capaci di esigere l’amore vero in un mondo che cerca di riscrivere il lieto fine in qualcosa di meno romantico. Cenerentola, Aurora, Belle, Merida, Ariel, Mulan: tutte loro rappresentano forza, potere, grazia, favore, determinazione e bellezza derivante dalle ceneri.</p>
<p>L’aborto non potenzia</p>
<p>Tradotto da Aby \\ Redazione Purex</p>
<p>Fonte: https://www.liveaction.org/news/i-was-disney-princess-had-abortion/</p>


<p> </p>
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		<title>Verginità all&#8217;asta</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/01/19/verginita-allasta/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 09:38:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre, due, uno&#8230;.aggiudicato! Una modella e studentessa italiana di 18 anni, che si fa chiamare Nicole per mantenere l’anonimato, ha deciso di realizzare il suo sogno; l’obiettivo? Guadagnare i soldi necessari per trasferirsi nel Regno Unito e studiare business a Cambridge. Così, raggiunta la maggiore età, la giovane si è rivolta ad un&#8217;agenzia di escort, sul sito ha&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre, due, uno&#8230;.aggiudicato!<br />
Una modella e studentessa italiana di 18 anni, che si fa chiamare Nicole per mantenere l’anonimato, ha deciso di realizzare il suo sogno; l’obiettivo? Guadagnare i soldi necessari per trasferirsi nel Regno Unito e studiare business a Cambridge. Così, raggiunta la maggiore età, <strong>la giovane si è rivolta ad un&#8217;agenzia di escort,</strong> sul sito ha postato alcune foto in lingerie super sexy <strong>e ha messo all&#8217;asta la sua verginità sul web.</strong></p>
<p>Difficile da commentare un gesto del genere, rimango senza parole; potresti pensare che l’articolo potrebbe finire anche qui ma, non si può stare in silenzio quando <span style="color: #993300"><strong>stiamo assistendo alla svendita dei valori al mercato del finto buonismo che sta distruggendo non solo l’etica, ma anche l’amore per sé stessi.</strong></span><br />
Nicole ha già ricevuto un’offerta da 890 mila sterline, pari ad un milione di euro circa, da un “uomo” disposto a passare la notte con lei. Episodio singolare il fatto che fino a qualche tempo fa Nicole fosse fidanzata con un uomo molto più grande di lei al quale, però, ha deciso di non concedersi perché non lo amava davvero.</p>
<p><em>&#8220;<span style="color: #993300">Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni</span>. Volevo una buona istruzione quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste e scoperto che c&#8217;erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro&#8221;.</em></p>
<p>Come può la verginità essere così preziosa da essere messa all’asta? Soldi tanto facili quanto la semplicità con cui Nicole ne è venuta a conoscenza. Certo questa notizia non è passata inosservata ai social, anzi, il pubblico virtuale ha dato atto ad un vero dibattito in stile “Forum”: uomini e donne in veste puritana pronti a criticare la scelta della giovane ragazza.<br />
<strong>Non condivido, e mai lo farò, scelte come quella di Nicole e tante altre ragazze ma, mi chiedo: qual è la differenza tra mettere all’asta la propria verginità e svendersi dandosi magari ad uno sconosciuto dopo aver fatto serata, pur di cercare l’apprezzamento di qualcuno concedendo ciò di cui più prezioso possediamo?</strong> Eppure abbiamo uomini che vogliono donne facili e disponibili come pornostar, donne che trattano il loro corpo come merce di scambio per un complimento che non vale nulla.</p>
<p>Il problema non è un’asta, ma la giustificazione che diamo a noi stessi per zittire la nostra coscienza e credere che stiamo vivendo qualcosa di “politicamente corretto”.<br />
<span style="color: #993300"><strong>La purezza ha un valore inestimabile, che va custodito con cura e probabilmente con qualche sacrificio. Solo chi ti ama e ti rispetta, chi ti protegge e ti onora sa realmente darle un valore eterno.</strong></span></p>
<p>Sappi attendere. La prima volta non si scorda mai!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Mauro &#8211; Redazione Purex</em></p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/diciottenne-italiana-mette-all-asta-la-sua-verginita-offerto-un-milione-di-euro_3117611-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2018/01/19/verginita-allasta/">Verginità all&#8217;asta</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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		<title>#divorceselfie: la moda 2.0 dell&#8217;autoscatto &#8220;felice&#8221; al tribunale</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2017/05/31/divorceselfie-la-moda-2-0-dellautoscatto-felice-al-tribunale/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 May 2017 11:07:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Amori felicemente tramontati, sfoggiano sorrisi abbaglianti più del giorno del nozze, sventolando i documenti della mutua liberazione&#8221; Che ve ne pare? La nuova moda che riveste i suoi protagonisti di un nuovo spirito giovane e moderno: il divorce selfie! Dunque, un atto che viene ufficialmente e legalmente  definito &#8220;scioglimento degli effetti civili del matrimonio quando&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2017/05/31/divorceselfie-la-moda-2-0-dellautoscatto-felice-al-tribunale/">#divorceselfie: la moda 2.0 dell&#8217;autoscatto &#8220;felice&#8221; al tribunale</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>&#8220;<em>Amori felicemente tramontati, sfoggiano sorrisi abbaglianti più del giorno del nozze, sventolando i documenti della mutua liberazione</em>&#8221;</p>
<p>Che ve ne pare? La nuova moda che riveste i suoi protagonisti di un nuovo spirito giovane e moderno: il divorce selfie! Dunque, <span style="color: #993300">un atto che viene ufficialmente e legalmente  definito &#8220;<em>scioglimento degli effetti civili del matrimonio quando tra i coniugi è venuta meno la comunione spirituale e materiale di vita</em>&#8220;, diventa improvvisamente un simpatico obiettivo da selfie</span>.<br />
Non vorrei sminuire la spiccata capacità di adattamento che gli uomini hanno acquisito in questi secoli caratterizzati da facilità e rapidità, ma mi domando come il concetto di giuramento abbia potuto subire un&#8217;evoluzione così drastica.<br />
Da faticosi patti di sangue, sigillati da promesse che sarebbero costate la vita a chi le faceva, a rapidi scioglimenti in tribunale con tanto di post divertenti. L&#8217;importante, è solo aggiungere su Instagram e Facebook nuovi tasselli alle cornici virtuali  della propria esistenza perché appaia sempre una  &#8220;<em>bella vita</em>&#8221; nonostante i problemi.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12012 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/05/2BE4B4F000000578-3219138-image-a-24_1441169239747-e1496228566526.jpg" alt="2BE4B4F000000578-3219138-image-a-24_1441169239747" width="300" height="338" /></p>
<p><span style="color: #993300">Credo che ostentare artisticamente ogni dettaglio della propria vita <a class="matchTooltip" style="color: #993300">oggi</a>, sembra conferire alle persone sicurezza, emancipazione, progresso.</span> Viene fotografato e postato qualsiasi segmento pseudo significativo di se stessi, dalle cose più piccole, a quelle più intime e riservate come, ad esempio, uno scioglimento familiare! Tanta goliardica filosofia di vita, che sicuramente aiuta a sentirsi meno emarginati là dove non si riesce a guardare dentro la propria solitudine, ci sta portando ad una totale sdrammatizzazione della verità che, in fondo, è una sola: paura di assumersi le proprie responsabilità.<br />
<span style="color: #993300">Sembra che qualcuno abbia premuto il tasto &#8220;<em>forward</em>&#8221; sulla società mondiale</span> e che le persone  stiano impazzendo in questa velocità frenetica, che non  lascia più spazio a riflessioni oggettive.<br />
Se ci fermassimo solo un attimo a guardare ciò che realmente sta accadendo, vedremmo come  la ragnatela del web sta intrappolando gli esseri umani per divorarli come insetti.</p>
<p><strong>La vita crea problemi difficili da affrontare, come ad esempio un divorzio, ma si preferisce chiudere gli occhi e aprirli solo per una bella posa da fotografare e postare</strong>, tanto per dire &#8220;<em>la mia vita è fantastica</em>&#8221; anche quando, dopo quel sorriso finto, una firma ha appena sciolto un giuramento eterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="post-content">
<p><em>articolo scritto da Fiorella – Redazione Purex<br />
revisionato da Stefano – Team Purex</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Confessioni di un medico abortista: «Lavoro sporco, come in guerra»</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:59:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello» Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="article-subtitle"><strong>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello»</strong></h4>
<div class="chapter clearfix">
<p class="chapter-paragraph">Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la signora aveva ancora in grembo il bimbo che non voleva. «Avevo aspirato qualcosa che non era l’embrione, avevo sbagliato», riconosce oggi con onestà Massimo Segato, sessantaduenne vice primario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno, Alto Vicentino, medico non obiettore con migliaia di gravidanze interrotte alle spalle. «Una mattina ritrovai quella donna, aveva appena partorito. Mi fermò e mi disse: si ricorda di me dottore? Lo vede questo? Questo è il suo errore».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«Sei peggio di Erode, mi dicevano»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Il bambino indesiderato, dunque, era nato. «Un bel moretto, aveva già i capelli e poppava pacifico. Lei sorrideva. Fu lì che ho avuto la mia prima crisi di coscienza». Oggi quel neonato ha trent’anni, un lavoro e due fratelli maggiori. E non sa di essere venuto al mondo per un errore medico. «L’errore più bello della mia vita», dice Segato. É la storia di un dottore abortista e di un bambino che non doveva nascere. All’epoca Segato faceva 300 interventi l’anno. Era il Veneto della Balena Bianca, di una realtà sociale profondamente cattolica. «Le suore dell’ospedale si facevano la croce quando mi vedevano, il cappellano diceva che al mio confronto Erode era un dilettante, anche se poi pranzavamo insieme ed eravamo diventati amici. Io però rimanevo convinto della mia scelta. La consideravo onesta e piena di senso civico, rispettosa della vita di madri destinate ad abortire clandestinamente. Vorrei ricordare che prima della legge del 1978 c’erano i ferri da calza, le mammane e i ginecologi giravano in Ferrari perché si facevano pagare bene il lavoro sporco».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«L’ipocrisia di certi politici»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Un po’ radicale, un po’ socialista, ateo rispettoso e invidioso di chi ha una fede, Segato è andato sempre molto controcorrente. La larga maggioranza dei medici infatti faceva e fa obiezione, a Valdagno sono ancora 6 su 8, 7 su 9 nella vicina Arzignano dove lui era responsabile del servizio interruzioni. «Non ho nulla contro di loro. Ma in mezzo c’è anche l’ipocrita: ne conosco uno, per esempio, che faceva aborti clandestini. Per non parlare dei politici. Ricordo un caso dell’82: il primario mi chiama, mi dice Massimo questo è un caso delicato. Si trattava di un importante uomo politico sposato dichiaratamente contrario all’aborto che aveva portato l’amante. Il primario mi chiese di mettere la ragazza in un camerino a parte perché nessuno doveva sapere». Dopo l’errore, però, qualcosa cambiò nella sua testa. Segato rivide altre volte la madre. «Il bambino cresceva intelligente e vivace. Un giorno la signora arrivò anche a ringraziarmi del mio errore. Cioè, ringraziò il Cielo. Quando nacque invece voleva denunciarmi».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>I dubbi</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Segato rimase abortista ma affiorarono i dubbi e ridusse gli interventi. «E ogni volta che uscivo dalla sala operatoria avevo un senso di nausea. Cominciavo a chiedermi se stavo facendo davvero la cosa giusta. Quanti bambini mai nati potevano essere come quel piccolo? Ma mi rispondevo che sì, che era giusto. Lo era per quelle donne». Il convincimento ideologico però vacillava. «Continuavo solo per impegno civile, per coerenza. Qualcuno doveva fare il lavoro sporco e io ero uno di quelli e lo sono ancora. É come per un soldato andare in guerra. Se lo Stato decide che si deve partire ci dev’essere chi parte». Oggi, dopo trentacinque anni di servizio, Segato non opera quasi più. Fa interventi ginecologici, parti, ecografie. Ma interruzioni no. «Se posso evito e sono contento. Lo so, dovrei diventare anch’io obiettore ma non lo faccio per non avvilirmi rispetto alla decisione iniziale. La verità è che più vado avanti con gli anni e più sto male e intervengo così solo per emergenze. Se succede però non sono sereno. Come non lo sono le mamme che in tanti anni sono passate dal mio reparto. Non ne ho mai vista una felice del suo aborto. Anzi, molte sono divorate per sempre dal senso di colpa. Quando le ritrovo mi dicono “dottore, ho sempre quella cicatrice, me la porterò nella tomba”. Poi pensi e ripensi e ti dici che per molte di loro sarebbe stato peggio non farlo e vai avanti così, autoassolvendoti».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>Quella donna e quel bimbo</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Dal profondo irrompono domande esistenziali: «Donna o embrione? In quale momento inizia la vita? Nessuno lo può dire, nemmeno la scienza&#8230; forse la filosofia». La mamma che non voleva il suo bimbo se ne andò da Valdagno. «Aveva paura di incontrarmi, non voleva che suo figlio sapesse». Segato non li ha più visti né cercati. Ma sono molto presenti nei suoi pensieri e qualche volta, quando viene chiamato per un’emergenza, gli parlano da lontano.</p>
<p class="chapter-paragraph"><em>fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_23/confessioni-un-medico-abortista-lavoro-sporco-ma-devo-fare-vicenza-bambino-941dca4c-b0ee-11e6-b55d-c69c2623ee72.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corriere.it</a></em></p>
</div>
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		<title>Diritto alla vita (Ne siamo sicuri?)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 08:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221; Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221;</em></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-11987 alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/clinton-frase.jpg" alt="clinton-frase" width="401" height="189" />Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui si basa la sua affermazione: “<em>il governo non dovrebbe intromettersi</em>”, tale organo dovrebbe anche evitare di immischiarsi nei casi di violenza e omicidio femminile da parte dei partner. I cosidetti “femminicidi” dovrebbero essere lasciati come questioni strettamente private. In una società dove questo ragionamento verrebbe screditato e giudicato, ci si chiede se il diritto all’uguaglianza, che oramai caratterizza la costituzione di tutti gli stati, sia veramente riconosciuto e applicato non solo teoricamente ma anche praticamente nella vita di tutti i giorni e ad ogni circostanza.</p>
<p><em>&#8220;Tutto il consesso medico sa perfettamente che la pericolosità dell’aborto – è deleterio per la madre quando avviene all’inizio della gravidanza, anche quando avviene “in pillole” – aumenta esponenzialmente con il protrarsi della gravidanza. In più, nell’aborto a nascita parziale per procedere all’uccisione del bambino “legalmente”, cioè affinché tecnicamente la testa del piccolo sia ancora nel corpo materno, quando viene schiacciata, bisogna far rivoltare il bambino e farlo nascere podalico. Anche un somaro sa quanto questa procedura sia innaturale e facilmente comprende quanto possa essere pericolosa. Infatti, persino uno dei principali operatori di aborto della nazione ha detto che l’aborto a nascita parziale non è sicuro per la donna. (parlando alla American Medical News, nel 1995, Warren Hern).&#8221; <img decoding="async" class=" wp-image-11988 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/teresa.jpg" alt="teresa" width="432" height="203" /><br />
</em></p>
<p><span style="color: #993300">È importante ricordare uno dei principi fondamentali della vita e della sicurezza della dichiarazione universale sui diritti umani: nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, né potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.</span></p>
<p>La citazione: “<em>Il diritto di agitare il mio pugno finisce dove comincia il naso dell&#8217;altro</em>” esprime in modo chiaro che nessuna persona (madre, medico, scienziato); qualunque sia la sua professione o il suo ruolo è autorizzato a porre fine a un’altra vita reclamando i propri diritti. <span style="color: #993300">A ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona</span>. Questo principio fondamentale, che esprime un grande «<em>s</em>i» alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un&#8217;importanza sempre maggiore nel mondo di oggi. La scienza è buona solo se difende, protegge, sviluppa e aiuta la vita umana dal concepimento alla morte. Gandhi diceva: “<em>L’uomo si distrugge con la scienza senza umanità</em>”</p>
<p>Pare abbastanza scontato che le leggi esistano per tutelare la comunità, l’umanità e per evitare che l’uomo distrugga se stesso e gli altri in un universo dove l’egoismo e la legalità sembra prevalere. La politica, in questo contesto, esiste per porre dei limiti delineando confini da non valicare. Dire, affermare o confermare teorie e ideologie sbagliate per “accontentare la maggioranza” è segno di ignoranza e soprattutto non caratterizza un leader. Con la maschera di “<em>non sono affari miei</em>” e in nome della libertà molte persone decidono di neutralizzarsi di fronte all’argomento, adattando il proprio pensiero a quello che sembra prevalere all’interno della comunità. <strong>Il credente tuttavia ha il compito di mettere a fuoco ciò che la bibbia dice sull’argomento</strong>:</p>
<p>Dio dice al profeta Geremia, <span style="color: #993300">&#8220;<em>Prima che Io ti avessi formato nel grembo di tua madre, Io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, Io ti ho consacrato e costituito profeta delle nazioni</em>&#8221; (<em>Geremia 1:5)</em></span> Dio conosceva quest’uomo prima che fosse nato. Mentre lui veniva formato nel grembo di sua madre, Dio gli dava personalità, talenti, e temperamento. Se sua madre avesse avuto un aborto, il &#8220;tessuto fetale&#8221; che abortiva sarebbe stato una persona vera chiamata Geremia; un grande profeta di Dio, il dono della voce divina alle nazioni, sebbene lei non lo sapesse.</p>
<p><strong>Uno potrebbe dire che uccidere sia sbagliato ma non considerare un feto come una persona, ignorando che il cuore di un bambino inizia a battere dopo 19 giorni dal concepimento, all’ottava settimana iniziano a svilupparsi gli organi e si forma l’unicità della persona (le impronte digitali), alla nona settimana, periodo in cui vengono effettuati molti aborti, il bambino può provare dolore.</strong></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>Possiamo essere donatori di vita non diventiamo quelli che la tolgono.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-alla-nascita-la-clinton-agghiacciante-dice-si/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>; <a href="http://www.lifenews.com/2016/10/20/debate-proves-hillary-clinton-really-does-support-abortion-all-the-way-up-to-birth/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lifenews.com</a></p>
<p>Scritto da Abbie<br />
Revisionato da Stefano | Team Purex</em></p>
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		<title>Minorenni dal sesso facile. È boom di gravidanze e aborti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara. Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo. Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara.<br />
Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo.<br />
Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare in una mano e lo smalto sbeccato sull&#8217;altra. E hanno 15 anni, al massimo 16. Bambine che rischiano di avere bambini e che fanno sesso così, tanto per fare.</p>
<p><span style="color: #993300">I medici del Policlinico di Milano hanno dato un nome alla nuova «patologia» delle teenagers. La chiamano banalizzazione del sesso</span>. I numeri non sono significativi del fenomeno, ancora molto contenuto e silenzioso, ma parecchi casi degli ultimi anni hanno lasciato senza parole anche ginecologi della portata di Alessandra Kustermann che, nella sua attività trentennale, credeva di averle viste tutte. Credeva, appunto. E invece ora si trova sempre più spesso di fronte a ragazzine con l&#8217;apparecchio ai denti che chiedono di abortire. <span style="color: #993300">«Tante hanno rapporti sessuali completi con i compagni di classe in cambio di una ricarica del telefono. E non si rendono conto che anche questa è una forma di prostituzione».</span></p>
<p>Ovviamente nulla a che vedere con le baby squillo dei Parioli di Roma: in quel caso i clienti erano tutti maggiorenni e si parlava di un giro consolidato di giovanissime escort. Ma anche spogliarsi, farsi palpeggiare nei bagni della scuola, o fare sesso col primo che capita in cambio di una borsa di Zara e di un piccolo regalino ha qualcosa di inquietante.</p>
<p>«Abbiamo a che fare sempre più spesso con ragazzine inconsapevoli, che non si rendono conto del significato del sesso (e figuriamoci dell&#8217;amore) &#8211; racconta la Kustermann &#8211; Le assistiamo anche dal punto di vista psicologico:<span style="color: #993300"> sono fragilissime, insicure ed hanno una bassa considerazione di sé e un rispetto nullo del loro corpo</span>». Ça va sans dire, nessuna di loro usa precauzioni, né ha partner abituali.<br />
Non stiamo parlando solamente di ragazzine provenienti da ambienti disagiati, costrette a diventare grandi più in fretta. Ma di liceali delle «famiglie bene». Che evidentemente in testa hanno parecchia confusione sul significato di rapporto sessuale e che cambiano partner con un po&#8217; troppa facilità.</p>
<p>C&#8217;è un dato, parziale, del fenomeno. Il numeri delle certificazioni di interruzione di gravidanza registrato dall&#8217;Ats Milano: nel 2015 le minorenni che hanno chiesto di abortire sono state 60, il tre per cento del totale e un po&#8217; meno rispetto all&#8217;annus horribilis, il 2014, quando ne furono registrare 140. «Ma bisogna tener conto &#8211; spiega Aurelio Mosca, direttore del dipartimento famiglia dell&#8217;Ats milanese &#8211; che il certificato di interruzione di gravidanza, oltre che nei consultori Ats, può essere rilasciato anche da un medico di base o da un ginecologo privato». Quindi il dato fotografa solo una parte di quello che accade.</p>
<p>È la stessa Alessandra Kustermann a proporre di cominciare a monitorare il fenomeno, che sicuramente è in crescita. «Bisogna anche lavorare sulla sensazione di sopraffazione psicologica &#8211; sostiene la Kustermann &#8211; ascoltare i nostri ragazzi, educarli ai sentimenti. Tempo fa nelle scuole della Lombardia si faceva un gioco di ruolo sulle emozioni e sull&#8217;accesso alla fisicità molto profondo e utile». Ecco, ora quel corso, intitolato «Le parole non dette», si fa solo in pochissimi istituti a causa dei soldi che scarseggiano. E il presupposto resta comunque uno: <span style="color: #993300">l&#8217;educazione al sesso e all&#8217;amore si fa, ogni giorno, prima in famiglia che da dietro una cattedra</span>. Alessandro Albizzati, neuropsichiatra all&#8217;ospedale San Paolo, denuncia il nuovo male che colpisce, ahimé, figli e genitori: «la mancanza di valori». E forse è da qui che bisogna ripartire.</p>
<p><em>Tu dirai, cosa posso fare io? <strong>Dai valore al tuo corpo e sii il portavoce di questi valori</strong> nella tua scuola, nella tua classe, nel tuo posto di lavoro e con i tuoi amici; <strong>aiuta le tue amiche a rendersi conto</strong> che valgono molto di più di una semplice ricarica o di una borsa, <strong>sono state create in modo stupendo</strong>. La vita è stata creata come qualcosa di meraviglioso, distruggerne tre (eh già, anche il feto è una vita!) per pochi minuti di (finto) piacere è davvero inutile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/minorenni-sesso-facile-boom-gravidanze-e-aborti-1320785.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it </a><br />
pubblicato da Stefano | Team Purex</em></p>
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