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	<title>figlio Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Per Elisa</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 11:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 15 marzo sarebbe nata Elisa. Perché scrivo questo post ? Credetemi, non è per attirare commenti sdolcinati e nemmeno per assembrare un pò di like sotto il mio profilo. Non ne ho bisogno e, se anche ne avessi, non userei certo lei per ottenere un po&#8217; di approvazione.Sono spinta, piuttosto, dal desiderio di esprimere&#8230;</p>
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<p>Lunedì 15 marzo sarebbe nata Elisa.                                                                                                                                                                                                                Perché scrivo questo post ? Credetemi, non è per attirare commenti sdolcinati e nemmeno per assembrare un pò di like sotto il mio profilo. Non ne ho bisogno e, se anche ne avessi, non userei certo lei per ottenere un po&#8217; di approvazione.<br>Sono spinta, piuttosto, dal desiderio di esprimere quello che provo rivolgendomi a coloro che svalutano l&#8217;aborto sminuendo tutto ciò che irreversibilmente accade nella sensibilità di una madre.<br>Scrivo perché facebook mi chiede a cosa sto pensando e il mio pensiero, da qualche giorno, porta il suo nome.<br></p>



<p>Mi sono accorta di come, pur avendo superato il dolore e pur avendo continuato a riempire la mia quotidianità di obiettivi e traguardi da raggiungere, un figlio non si cestina come la bozza di una poesia mal riuscita.<br>Il pensiero di Elisa é balenato nella mia coscienza all&#8217;improvviso, pochi giorni fa: é piombata di nuovo nei miei sogni senza chiedermi il permesso, si é appoggiata fra le sensazioni del mio corpo. Una carezza dolorosa ha sfiorato la mia pancia da dentro, mentre pensavo ad altro.<br>Il calendario allora, con una spiegazione logica, mi ha ricordato che in questi giorni avrei finalmente poggiato mia figlia sul mio cuore meravigliandomi del suo battito sulla superfice della mia pelle.<br>Il pensiero é diventato quindi sempre più solido, fino a farsi partorire nuovamente dai miei ricordi.<br>Ecco perché scrivo, reduce di una profonda e intima riflessione: avrò altri figli, si. Avrò altre date da festeggiare e palloncini da comprare con i numeri dei loro primi compleanni, ma il 15 marzo, in qualche modo, é indelebilmente segnato dal suo nome: Elisa. Il compleanno che festeggerò sempre da sola, tra le viscere dei miei ricordi silenziosi.<br></p>



<p>Non so se mi capiterà di pensare a lei ogni quindicesimo giorno di marzo, ma ho capito che il mio esserle madre prescinde ogni forma di razionale negazione.<br>Un breve post per urlare agli avanguardisti che l&#8217;aborto non cancellerà il nome né il ricordo di un figlio. Ho compreso e constatato come anche l&#8217;aborto abbia un tremendo potere generativo. Se non darà luce ad un bimbo, farà nascere comunque un&#8217;evocazione perpetua, un amara ricorrenza, un&#8217;indelebile sensazione di morte.<br>Come si può pensare di cancellare la maternità dal corpo di una donna come se fosse un brufolo da schiacciare o un&#8217;imperfezione da togliere? Concepire un figlio segnerà la storia del genitore in modo implacabile: un rimedio clinico, qualsiasi esso sia, non potrà impedire alle cellule intessute nei suoi organi di essere spurgate via come un rifiuto.<br>Un figlio é un figlio.<br></p>



<p>Non é una coincidenza di cui disfarsi, la deformazione di una realtà ben programmata, né tantomeno un evento da rimandare ad un momento migliore.<br>E ora parlo a te, che seguendo i lasciti femministi della nostra storia hai iniziato a chiamare &#8220;diritto&#8221; la sua crudele uccisione.<br>Un figlio non é meno figlio nel primo trimestre solo perché ancora non ha la forma perfetta di bambino. La medicina stessa si contraddice nel dargli un nome impersonale, quasi negandogli un identità umana.<br>Feto, embrione o bambino che sia, una pasticca non basterà a liberarti della sua persona: immaginerai il suo volto anche quando infastidita ti costringerai a non farlo; ricorderai vagamente il suo compleanno mai verificatosi anche se non vorrai; saprai che sarà per sempre una parte indissolubile di te, anche se non gli darai mai la possibilità di respirare. Sappi che la morte si comporta sempre nello stesso modo in questa vita: lascia un vuoto, un buco sulla terra che non si può riempire con un&#8217;esistenza diversa da quella deceduta. Se ogni lutto ha il peso di una tomba nel cuore, la sepoltura di tuo figlio vivo potrebbe essere il tuo eterno tormento.</p>



<p>Lettera di Fiorella || Redazione purex </p>
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		<title>Fiabe moderne e… principi confusi.</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/12/06/fiabe-moderne-e-principi-confusi/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 17:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;. Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato. “Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare l&#8217;editoria sta rinnovando e modernizzando la letteratura per bambini, pubblicando nuove favole volte a &#8220;prevenire il bullismo e a favorire l’accettazione delle differenze&#8221;.<br />
Data la mia irrefrenabile curiosità, ho dato una sbirciata ai contenuti,  e&#8230; Ecco cosa ho trovato.</p>
<p>“Buongiorno postino” devo dire che mi ha lasciata abbastanza interdetta: racconta la storia di un postino che che svolge il mestiere della cicogna e porta in giro i bebé da consegnare alle famiglie di simpatici animali. A volte però si sbaglia, così mamma e papà pinguini si vedono recapitare un coccodrillo, che viene accolto nella loro famiglia già composta da un camaleonte, un’oca ed una tartaruga.<br />
Ma andiamo oltre: “Perché hai due mamme?” è la storia autobiografica di una coppia gay che va in Olanda a fare l’inseminazione,un argomento piuttosto impegnativo per essere una favola per bambini. “Qual è il segreto di papà” è quella su cui ancora sto riflettendo per cercare di trovare un minimo di sfumature pedagogiche: vede come protagonisti due bambini che hanno i genitori separati e si interrogano preoccupati su quale sia il segreto che loro padre tiene nascosto. Alla fine, scopriranno che non è né un ladro né un bandito, ma è semplicemente innamorato di un maschio!<br />
Dunque, cosa si vuole trasmettere ai bambini con una scoperta di questo tipo, non del tutto chiaro, ma andrei avanti con la storiella che ho trovato più simpatica: &#8220;Piccolo blu e piccolo giallo”, due affettuosi colori che si abbracciano così forte da mescolare le loro identità diventando entrambi verdi per sempre.</p>
<p>Da educatrice, riflettevo e mi chiedevo quale fosse l&#8217;obiettivo specifico dell&#8217;insegnamento che libri come questi vorrebbero propinare.<br />
<span style="color: #993300">I libri di favole, una volta, erano quelli nei quali veniva depositata una specifica morale</span>: &#8220;Se sarai così buona, anche per te arriverà il momento di diventare una principessa&#8221; o &#8220;Se lavori, avrai sempre da mangiare come la formichina laboriosa&#8221;. La favola d&#8217;altronde, è sempre stata una specifica forma di linguaggio metaforico per bambini, volto a favorire lo sviluppo sano del loro mondo interiore e dei loro contenuti inconsci oltre a  migliorare le loro abilità cognitive, emotive e relazionali.<br />
Ma accendendo la Tv e guardando un programma odierno di cartoni animati o semplicemente analizzando le favole sopra citate, percepisco una lieve nota di regresso nella moralità sociale. Unioni mescolate, fluidità insana nelle relazioni, semplicità estrema nei contenuti e principi educativi ormai del tutto inesistenti.<br />
Come sarà dunque il dialogo interno di un bambino che cresce con cartoni animati piuttosto demenziali e moderne favole “gender” in cui si ripete continuamente e solamente che tutti si amano indistintamente? Abbiamo anche altri principi da tramandare, o bisogna chiedersi se gli adulti stessi stiano diventando così privi di contenuti da non aver nulla di meglio da insegnare raccontando?</p>
<p>Ricordo che l&#8217;esito positivo delle fiabe che amavo da bambina (e credetemi sono sempre più felice di essere nata nel 1988), era quasi sempre la ricompensa in risposta ad un atto coraggioso che i protagonisti dovevano compiere e come questi finali spronassero i piccoli lettori ad avere fiducia in loro stessi e nella vita, a non tirarsi indietro e a dare il loro massimo per le cose in cui credevano.<br />
Ma <span style="color: #993300">il mondo emotivo dei bambini di oggi, sembra permeato dello sdoganamento di concetti politicamente complessi, venduti come qualcosa di estremamente semplificato alle menti più giovani.<br />
</span>L&#8217;obiettivo, più che educativo, sembrerebbe propagandistico, &#8220;benvenuti al mondo bambini, non preoccupatevi, non ci sono più il brutto e il cattivo, la femminilità e la virilità, le azioni buone o cattive&#8230; Tutto sta nell&#8217;amare chi vuoi, essere come vuoi, fare come vuoi&#8221;.</p>
<p>Come Bruner  ben affermava nel &#8217;91, &#8220;Il racconto è una forma convenzionale che viene trasmessa culturalmente, è il mezzo attraverso cui costruiamo la nostra realtà sociale e stabiliamo il nostro rapporto con gli altri&#8221;.<br />
<strong>Ecco la realtà che vedo in cantiere: fluidità e identità sdruccevoli.<br />
</strong>Sembra tutto così avanguardistico per i genitori e gli insegnanti moderni! Pochi però, riflettono su quello che quei bambini diventeranno crescendo: saranno davvero educati affettivamente?</p>
<p>D&#8217;altronde è stato loro insegnato che è tutto così magicamente fluido! Un clima di libertà davvero originale, se non stesse costruendo le sue strade moderne sulle tombe degli antichi valori occultandoli per sempre.<br />
Lo vedo nelle notizie, ma lo leggo anche negli occhi dei bambini e dei ragazzi che mi vengono affidati quando vado a lavorare: <strong>credo che si stia  creando una generazione dalla consistenza della  carta e la comunicazione sembra essere così  semplificata e scivolosa, che temo stia divenendo irreversibilmente liquida.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>La psicologia delle relazioni</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/11/13/la-psicologia-delle-relazioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 14:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi. Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi.<br />
Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei loro comportamenti reciprocamente, ponendosi dunque sullo stesso piano. Si può definire tale una relazione di amicizia, tra fratelli oppure il rapporto di coppia.<br />
</span>Per quanto riguarda invece la relazione complementare, un individuo assume una posizione subalterna rispetto all’altro: la struttura del rapporto è quindi definita dal ruolo. Costituiscono esempi validi le relazioni tra genitore e figlio, alunno ed insegnante.</p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella vita di tutti i giorni, per poter vivere relazioni sane, occorre alternare queste due modalità: a volte è necessario raffrontarsi in modo simmetrico, altre volte in modo complementare.<br />
</span>Nel momento in cui uno dei due membri rigetta l’altro,si rischia di instaurare legami patologici a sfavore dell’individuo in posizione subalterna, il principio di uguaglianza viene compromesso e si entra in competizione, per mezzo della quale si incorre nell’interruzione del rapporto. Risulta dunque necessario intraprendere un percorso di conoscenza della propria coscienza, in modo da ottenere un ruolo definito, non solo nella propria psiche, ma anche a fronte degli astanti.<br />
<span style="font-weight: 400">Il continuo lavoro di auto-interrogazione e auto-riflessività, tipici di un’era eclettica come il ventunesimo secolo, conducono l’essere umano ad una totale crisi ontologica, che danneggia la definizione della propria personalità, e dunque le relazioni del singolo con il mondo esterno, l’intersoggettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella Bibbia è esplicitato di <span style="color: #993300">amare il prossimo come noi stessi</span>, dunque, <span style="color: #993300">per amare qualcun altro, è necessario in primo luogo amare se stessi</span>. Quindi <strong>se vuoi iniziare a vivere relazioni sane ed equilibrate, come primo step inizia a conoscerti, ad accettarti e ad amarti per quello che sei.</strong> Inizia ad esercitare la compassione e il perdono dapprima con te stesso, in modo che, quando dovrai poi farlo con gli altri, sarà più naturale e meno frustrante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby | Redazione Purex</em></p>
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		<title>Fall in…love?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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		<title>Gender X: svolta a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 15:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”iphone X”, sbuca il “Gender X”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “Grande Mela”. Tranquilli, ve la faccio breve,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”<em>iphone X</em>”, sbuca il “<em>Gender X</em>”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “<em>Grande Mela</em>”.<br />
<span style="font-weight: 400">Tranquilli, ve la faccio breve, citando le parole del democratico Corey Johnson: <em>“I Newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il certificato di nascita, non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In nome dell’uguaglianza e del rispetto, questo è tutto ciò che New York, città dalle mille prospettive, è riuscita ad offrirci: uno scenario raccapricciante.<br />
</span><span style="font-weight: 400">È folle vedere gente che insegue la parità di genere, inventando di fatto, generi che non esistono. <span style="color: #993300">L’identità sessuale non è un sostantivo al quale può essere attribuito il genere neutro, né  una squadra di calcio,</span> piuttosto una fede da scegliere razionalmente.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Rimango sconcertato al solo pensiero che negli stessi giorni, in Romania, il popolo  chieda invece di specificare nella propria Costituzione che il matrimonio debba avvenire  tra un uomo ed una donna. Ma questo ormai non fa più scalpore.</span></p>
<p><strong>In un mondo in cui le nuove generazioni non sanno chi sono, stiamo lottando per diritti di ideologie che li privano di quelle poche certezze su cui potrebbero realmente contare, tempestandoli di dubbi ed inventando risposte che negano l’evidenza.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Alla “<em>X</em>” avrei attribuito molte funzionalità: può indicare  il luogo di un tesoro nascosto su una mappa, un risultato di una partita, o essere un simbolo per indicare una risposta ad una domanda in un quiz.<br />
In questo caso le domande sgorgano a fiumi, ma non trovo soluzioni, solo innumerevoli incognite. <span style="color: #993300">Stare bene con se stessi non significa vivere per ottenere l’approvazione degli altri, ma guardarsi allo specchio e riconoscere di essere stati creati in modo stupendo</span>, senza adombrare  la realtà.</span></p>
<p><strong>Una cosa so, e questa insegnerò a mio figlio: quanto è bello vivere nella certezza di come mamma mi ha fatto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
<p><span style="font-weight: 400"><em>Fonte:</em> <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/svolta-a-new-york-gender-x-sul-certificato-di-nascita_3162976-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></span></p>
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		<title>Mamma, ho fatto sexting.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 14:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare con la vita di tuo figlio.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Adolescenza: si apre il sipario sulla propria bellezza corporea. Se vogliamo, è anche un processo naturale: é la fase evolutiva in cui si chiede al mondo di essere  guardati per conquistare un piccolo posticino di popolarità. Abbiamo cercato tutti scollature più evidenti e minigonne a quindici anni, ma come funziona per i nativi del digitale? </span><span style="font-weight: 400">Loro sono abituati a vedere  l&#8217;audience televisiva impazzire davanti ad un bel corpo che ondeggia su tacchi glitterati e che gli  influencer in bikini su Instagram sembrano raccogliere likes da ogni parte del pianeta e allora si chiedono, &#8221;<em>come posso colpire anche io il pubblico con il mio stile?</em>&#8221; </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il primo selfie con pochi vestiti  lascia a desiderare e, quando si scopre un po&#8217; di più, i commenti di apprezzamento sembrano finalmente sfrecciare da ogni parte. Ma non basterà per farli sentire incoronati come i più popolari della scuola e allora ancora foto sotto richiesta, video fatti con le amiche mentre si balla il twerking, foto fatte in bagno per evidenziare la muscolatura eccessive, </span><span style="font-weight: 400">filtri e hashtag di ogni genere perché il testosterone virtuale senta odore di sensualità e faccia visita sul profilo. Diventare famosi. La via più facile è quella di un profilo altamente sessualizzato.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><span style="color: #993300">Vi ricordate quando aspettavate di incrociare lo sguardo del più carino della scuola? Sarebbero passati mesi perché si riuscisse a farsi notare, vero? E allora basta attese! Per i millenials é tutto più semplice.</span> &#8221;<em>Se avrò tanti like visiterà il mio profilo e mi scriverà un messaggio privato</em>&#8221;. L&#8217;intimità è conquistata: non servono stanze quando si hanno  finestre così grandi e spaziose come i propri display.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Dai, mi mandi una foto mentre&#8230;</em>&#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Ma poi la cancelli?</em> &#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Si dai&#8230; Manda ti prego&#8230; Mi fai impazzire</em>&#8221;<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il clima si fa interessante e una serie di foto, video e messaggi vocali di ogni genere iniziano a sfrecciare dalla camera di lei per accertarsi di essere stata abbastanza potente da eccitare il proprio interlocutore dall&#8217;altra parte del telefono. Non sa che lei stessa, sta chiudendo la sua gabbia a chiave per sempre. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Ma non riguarda solo una ragazza. Stiamo parlando di un problema sociale che ogni giorno conta numeri elevatissimi di maschi e femmine. Vittime? Si, di un sistema che apre le sue fauci e non lascia nessuna via d&#8217;uscita. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Una volta inviati, i file multimediali sono proprietà del mondo. Spesso non vengono cancellati affatto e, per scherzo o per vendetta, passano veloci di mano in mano fino a ad essere sotto gli occhi e sulla bocca di chiunque. <span style="color: #993300">La divulgazione diventa una trappola ingestibile che si estende all&#8217; infinito e, la propria immagine, non potrà mai più scegliere di rivestirsi.</span><br />
<strong>Le statistiche ci informano che il 47% delle vittime infatti combatte con suicidi, il 49% sarà vittima di stalking e la viralità  dei contenuti si potrà estinguere solo quando &#8221;passerà di moda&#8221; ma avrà messo per sempre in gioco la loro immagine</strong>. Si parla di bambini dagli 11 anni in poi. Errori adolescenziali, si sa che li abbiamo fatti tutti, ma quelli di oggi a quanto pare, costano caro e quando distrattamente sentiamo la notizia di un suicidio, dovremmo soffermarci per riflettere su cosa sta accadendo nel mondo invisibile della rete. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">In un attimo, una popolazione intera  entra in una cameretta e la vittima sarà ossessionata per sempre dallo sbattere di ciglia virtuali che la stanno guardando per ridere di lei e l&#8217;eco dei commenti sarà una voce inestinguibile nelle sue paure.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Crediamo sia un problema abbastanza grave per cui prendere adeguati provvedimenti. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">La cultura purex offre un contenuto alternativo a ragazze e ragazzi insegnando loro che spogliarsi vuol dire non amare abbastanza la propria dignità. Attraverso gli stessi social diciamo  ai ragazzi che <strong><em>&#8221;la vera ricchezza é possedere le cose e non mostrarle&#8221;</em></strong>. Scegliamo di andare controcorrente e far parlare di noi perché siamo quelli della generazione “<em>diversa</em>”.<br />
<span style="color: #993300">Il mondo ha bisogno di un popolo di giovani che uniscono la loro voce per  dimostrare che vivere nella purezza è possibile ed è il miglior modo per conquistare l&#8217;altro sesso</span> e&#8230;anche il più carino della scuola!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Butterfly: la prima serie tv sui bambini trans.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 11:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia. Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia.</p>
<p class="p1">Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “<i>Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in cui le storie includeranno personaggi trans non in quanto trans, come dopo 20 anni è successo con gli omosessuali.</i>”<br />
Molti vedono questa notizia come un passo avanti per l’umanità, pensando che in nome dei diritti e dell’uguaglianza si stia dando voce a chi non era ascoltato; in realtà <strong>l’unica cosa che riesco a sentire è il rumore di una generazione che sta crescendo sempre più confusa</strong>.</p>
<p class="p1"><span style="color: #993300">Educare il bambino significa orientarlo verso l’uomo che può diventare esattamente come educare la bambina significa orientarla verso la donna che può diventare</span>, “<i>ma questa è una serie tv per tutti”</i>, come dice Luca Barsaglia, excutive director programming di Fox Italia, quindi anche una serie tv per bambini, o forse soprattutto per bambini, in modo che possano prendere esempio ed essere ispirati a trovare la loro strada.</p>
<p class="p1">Ma <strong>se l’identità diventa indistinta, l’educazione manca il proprio scopo</strong>. E’ questo che stiamo insegnando alle nuove generazioni, non le stiamo portando verso una crescita in nome della libertà e del progresso, le stiamo solo rendendo più confuse e fragili. Le stiamo insegnando che tutto ciò che era certo ed ovvio ora non lo è più, che ciò che poteva essere un punto di riferimento per la propria identità può essere un ulteriore punto di domanda. Come se non ci fossero abbastanza incertezze nella vita. Siamo proprio sicuri che possiamo definire questa serie tv come un trampolino di lancio? O è piuttosto un’inversione di marcia?</p>
<p class="p1">
<p><em>Articolo scritto da Sara</p>
<p>fonte: <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2018/10/13/butterfly-drama-su-bimba-trans_ed8a4204-ddc9-4fd3-b70f-f86987893871.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ansa.it</a></em></p>
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		<title>Manifesto Pro Vita a Roma: perché è stato rimosso?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:57:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.” Albert Einstein Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune verità incontrovertibili e scientificamente provate: il cuore comincia a battere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="color: #000000">“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.”<br />
</span></b><cite><span style="color: #000000"><b>Albert Einstein</b></span></cite></p>
<p><cite>Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune </cite><cite><b>verità incontrovertibili e scientificamente provate</b></cite><cite>: il cuore comincia a battere già alla terza settimana dal concepimento, a 11 settimane sono già presenti tutti gli organi e inizia l&#8217;abilità di succhiarsi il pollice.<br />
</cite><cite>L’associazione ProVita, infatti, pur avendo ottenuto la regolare autorizzazione dagli Uffici competenti della Capitale per l’affissione di un maxi manifesto di sette metri per undici da collocarsi sulla facciata di un palazzo in Via Gregorio VII dal 3 al 15 aprile, si è vista la censura e rimozione del cartellone in quanto sarebbe «</cite>Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne<cite>».</cite></p>
<p><span style="color: #993300"><cite>Come mai un&#8217;immagine ecografica e poche parole riguardanti la crescita del feto nell&#8217;utero materno, che chiunque potrebbe trovare in qualsiasi testo di ginecologia ed ostetricia, hanno suscitato tanto scalpore? Non dovrebbero, piuttosto, riempirci di stupore e incanto le immagini e le conoscenze, ora disponibili grazie al progresso scientifico, di una vita che cresce e si sviluppa nel grembo di una madre?</cite></span></p>
<p><cite>Forse sono state le parole che incorniciavano il manifesto, altrettanto però scientifiche, a turbare le coscienze: </cite>«Tu eri così a 11 settimane<cite>» e «</cite>E ora sei qui perché tua mamma non ti ha abortito<cite>»?<br />
</cite><cite>Due verità inconfutabili che ci mettono di fronte alla realtà: ciascuno di noi è il risultato dello sviluppo progressivo di due cellule e il frutto della scelta di un&#8217;altra persona, nostra madre.</cite></p>
<p><strong><cite><span style="font-family: 'Times New Roman', serif">È</span></cite></strong><cite><strong> difficile quindi guardare questa immagine e non comprendere che dietro ad una scelta c&#8217;è il futuro di un&#8217;altra persona, come me e te</strong>. Ed è ancora più arduo guardare un&#8217;ecografia fetale, aprendo la porta di un mondo invisibile altrimenti, e non incontrare Dio, come affermò il Nobel per la Fisica.</cite></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>articolo scritto da Chiara</em></p>
<p>fonte <a href="https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/la-vita-vince-la-morte-la-verita-vince-la-menzogna-e-anche-la-censura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>, <a href="https://www.silvanademaricommunity.it/2018/04/10/perche-e-stato-rimosso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">silvanademaricommunity.it</a></p>
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		<title>Vivi in una città dal nome sexy? Vinci un abbonamento a un sito porno</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 16:12:53 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivi in una città dal nome sexy? Sei oggetto di bullismo a causa del suo nome? Troppo spesso sei stato bersaglio di battutacce e scherzi? E allora vinci un abbonamento a un sito porno!<br />
Beh, non fa una piega; che poi questo spiccato interesse verso il prossimo venga dal più noto portale online di contenuti per adulti o dal panettiere sotto casa, poco importa. Di fatto questi luoghi significativi di interesse, da oggi avranno un riconoscimento ufficiale di &#8220;<em>#PremiumPlaces&#8221;</em> e, di conseguenza, i loro cittadini saranno finalmente <em>“più orgogliosi delle loro radici e renderanno un po’ invidioso il resto del mondo”</em> (testuali parole).</p>
<p>Che stupido: io che pensavo che per essere orgoglioso del mio paese fosse necessario servirlo, onorarlo, battersi per dei valori stabili e per l&#8217;integrità morale.<br />
<strong>Tutti quanti abbiamo bisogno di riscatto, di sentirci accettati, amati e compresi, ma questo non avverrà certo davanti ad un&#8217;idea squallida e marcia di sessualità.</strong> Sembra un’equazione il cui risultato sia destinato ad essere impossibile. Tanto più se pensiamo che questo è il regalo che quel sito ritiene il <em>“migliore da offrire per celebrare il sesso senza vergogna”</em>.<br />
<span style="color: #993300">Credo che il sesso vada assolutamente vissuto senza vergogna, questo è sicuro, ma non è questo il senso!</span><br />
Se questo è il meglio da offrire, non oso immaginare il livello della competizione tra le offerte proposte.</p>
<p>Fare uso di pornografia non significa solo inneggiare ad una cultura del piacere priva di sacrificio, ma significa sviluppare relazioni denutrite di rispetto e amore reciproco. Il sesso non ha niente a che fare con un contenuto premium, ovunque tu abiti, ovunque tu sia nato, ovunque tu stia leggendo questo articolo. Il sesso è responsabilità, patto, impegno, rispetto, amore. <strong>Si, sesso è amore. Non può esistere l’uno senza l’altro, Dio stesso li ha creati insieme come due ingranaggi di uno stesso meccanismo</strong>; viverli separatamente è come togliere l’acqua al corpo, il sole ad una pianta, porta ad un lento deperimento, è inevitabile.</p>
<p>Passare dei contenuti pornografici come premio di qual si voglia “competizione” significa sponsorizzare in modo vergognoso una morte lenta della sessualità. <span style="color: #000000">Fino a che ci saranno queste follie il nostro grido continuerà ad alzarsi per difendere la purezza di una sessualità che vive nelle nostre scelte.</span></p>
<p>Grazie dell’offerta: rifiuto e vado avanti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>articolo scritto da Mauro | Redazione Purex</em></p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/vivi-in-una-citta-dal-nome-sexy-vinci-un-abbonamento-a-un-sito-porno_3131880-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></em></p>
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		<title>Ero una principessa Disney e ho avuto un aborto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 15:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e “Quando speri su una stella”. All’età di 18 anni rimasi incinta e abortii pur di mantenere il mio lavoro di &#8220;principessa cantante&#8221;. Non ci furono pressioni da parte della compagnia o del management sulla scelta; io non dissi loro niente e presi questa decisione da sola, pentendomene poi amaramente. I giorni successivi all’aborto lottai molto profondamente con me stessa. Continuavo a cantare canzoni davanti a quel castello, canzoni che riguardavano sogni che si realizzano, ma poi fui costretta a lasciare il lavoro dei miei sogni proprio per l&#8217;incapacità di accettare la decisione che io stessa avevo preso, volevo morire.</p>
<p>Alla fine ottenni la mia guarigione. Fu una lotta affannosa quella per superare il lutto personale, ma per grazia divina ora vivo una vita meravigliosa.</p>
<p>Ho sposato un uomo meraviglioso (il mio principe). Pochi anni dopo ho avuto una bimba bellissima, ed ho poi concepito mio figlio durante il primo viaggio di ritorno da “Disneyworld” successivo alla mia partenza. Ho poi chiesto di adottare cinque bambini da un orfanotrofio. Sono ora la madre di una bimba guatemalteca, nata da una madre che ai miei occhi è la principessa del Guatemala (aveva 14 anni quando ha avuto mia figlia). Lei aveva deciso di NON abortire la piccola. Mia figlia si chiama Matèa che significa: “Dono di Dio”.<br />Tre dei miei figli hanno visto la madre morire di AIDS in etiopia. La loro madre per me rappresenta una bellissima principessa africana. Loro erano rimasti soli al mondo e siamo stati benedetti nel poterli adottare. Mio figlio Alec era stato etichettato come un disabile destinato a morire in un orfanotrofio famoso in Ucraina per i numerosi abusi che avvenivano all’interno. Lo abbiamo adottato quando aveva 5 anni. Sua madre Tetyana (un&#8217;altra principessa) prese una decisione difficile dandolo alla luce per poi abbandonarlo all’ospedale quando aveva soli due giorni di vita. Il suo coraggio nel portarlo in vita prima di morire è stato un dono per noi.<br />Siamo ora una consolidata famiglia di immigrati americani che rappresentano la cultura Ebraica, Cristiana, Britannica, Spagnola, Ucraina e Africana. Siamo tutti una bellissima famiglia Disney, uniti dalla grazia di Dio, che vive proprio alle spalle del castello di Cenerentola a Orlando.<br />[&#8230;]</p>
<p>Sto scrivendo un libro su Cenerentola focalizzandomi sull’incredibile forza che ha avuto questa principessa nel superare le difficoltà come orfana. È stata torturata e resa schiava dalle sorellastre che non riuscivano a capire la sua storia e che hanno cercato di riscrivere il suo destino portandole via il titolo che le spettava di fianco al principe. Cenerentola è riuscita a sconfiggere le sorellastre e la matrigna valicando la soglia del castello nel suo abito incantevole, combattendo per il suo lieto fine.<br />La Disney non ha bisogno di una principessa che ha avuto un aborto. Per molti anni i movimenti femministi sono stati critici sulle storie delle principesse perché non hanno mai compreso la profondità di questi racconti: racconti in cui queste ragazze hanno vinto forze oscure, hanno saputo esaltare la bellezza nei posti più tenebrosi, racconti che hanno incoraggiato l’amore capace di uccidere i draghi, risorgere dalla morte dopo essere stati uccisi da incantesimi, e soprattutto capaci di esigere l’amore vero in un mondo che cerca di riscrivere il lieto fine in qualcosa di meno romantico. Cenerentola, Aurora, Belle, Merida, Ariel, Mulan: tutte loro rappresentano forza, potere, grazia, favore, determinazione e bellezza derivante dalle ceneri.</p>
<p>L’aborto non potenzia</p>
<p>Tradotto da Aby \\ Redazione Purex</p>
<p>Fonte: https://www.liveaction.org/news/i-was-disney-princess-had-abortion/</p>


<p> </p>
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