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	<title>mamma Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Fall in…love?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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		<title>Gender X: svolta a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 15:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”iphone X”, sbuca il “Gender X”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “Grande Mela”. Tranquilli, ve la faccio breve,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”<em>iphone X</em>”, sbuca il “<em>Gender X</em>”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “<em>Grande Mela</em>”.<br />
<span style="font-weight: 400">Tranquilli, ve la faccio breve, citando le parole del democratico Corey Johnson: <em>“I Newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il certificato di nascita, non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In nome dell’uguaglianza e del rispetto, questo è tutto ciò che New York, città dalle mille prospettive, è riuscita ad offrirci: uno scenario raccapricciante.<br />
</span><span style="font-weight: 400">È folle vedere gente che insegue la parità di genere, inventando di fatto, generi che non esistono. <span style="color: #993300">L’identità sessuale non è un sostantivo al quale può essere attribuito il genere neutro, né  una squadra di calcio,</span> piuttosto una fede da scegliere razionalmente.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Rimango sconcertato al solo pensiero che negli stessi giorni, in Romania, il popolo  chieda invece di specificare nella propria Costituzione che il matrimonio debba avvenire  tra un uomo ed una donna. Ma questo ormai non fa più scalpore.</span></p>
<p><strong>In un mondo in cui le nuove generazioni non sanno chi sono, stiamo lottando per diritti di ideologie che li privano di quelle poche certezze su cui potrebbero realmente contare, tempestandoli di dubbi ed inventando risposte che negano l’evidenza.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Alla “<em>X</em>” avrei attribuito molte funzionalità: può indicare  il luogo di un tesoro nascosto su una mappa, un risultato di una partita, o essere un simbolo per indicare una risposta ad una domanda in un quiz.<br />
In questo caso le domande sgorgano a fiumi, ma non trovo soluzioni, solo innumerevoli incognite. <span style="color: #993300">Stare bene con se stessi non significa vivere per ottenere l’approvazione degli altri, ma guardarsi allo specchio e riconoscere di essere stati creati in modo stupendo</span>, senza adombrare  la realtà.</span></p>
<p><strong>Una cosa so, e questa insegnerò a mio figlio: quanto è bello vivere nella certezza di come mamma mi ha fatto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
<p><span style="font-weight: 400"><em>Fonte:</em> <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/svolta-a-new-york-gender-x-sul-certificato-di-nascita_3162976-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></span></p>
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		<title>Manifesto Pro Vita a Roma: perché è stato rimosso?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:57:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.” Albert Einstein Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune verità incontrovertibili e scientificamente provate: il cuore comincia a battere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="color: #000000">“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.”<br />
</span></b><cite><span style="color: #000000"><b>Albert Einstein</b></span></cite></p>
<p><cite>Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune </cite><cite><b>verità incontrovertibili e scientificamente provate</b></cite><cite>: il cuore comincia a battere già alla terza settimana dal concepimento, a 11 settimane sono già presenti tutti gli organi e inizia l&#8217;abilità di succhiarsi il pollice.<br />
</cite><cite>L’associazione ProVita, infatti, pur avendo ottenuto la regolare autorizzazione dagli Uffici competenti della Capitale per l’affissione di un maxi manifesto di sette metri per undici da collocarsi sulla facciata di un palazzo in Via Gregorio VII dal 3 al 15 aprile, si è vista la censura e rimozione del cartellone in quanto sarebbe «</cite>Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne<cite>».</cite></p>
<p><span style="color: #993300"><cite>Come mai un&#8217;immagine ecografica e poche parole riguardanti la crescita del feto nell&#8217;utero materno, che chiunque potrebbe trovare in qualsiasi testo di ginecologia ed ostetricia, hanno suscitato tanto scalpore? Non dovrebbero, piuttosto, riempirci di stupore e incanto le immagini e le conoscenze, ora disponibili grazie al progresso scientifico, di una vita che cresce e si sviluppa nel grembo di una madre?</cite></span></p>
<p><cite>Forse sono state le parole che incorniciavano il manifesto, altrettanto però scientifiche, a turbare le coscienze: </cite>«Tu eri così a 11 settimane<cite>» e «</cite>E ora sei qui perché tua mamma non ti ha abortito<cite>»?<br />
</cite><cite>Due verità inconfutabili che ci mettono di fronte alla realtà: ciascuno di noi è il risultato dello sviluppo progressivo di due cellule e il frutto della scelta di un&#8217;altra persona, nostra madre.</cite></p>
<p><strong><cite><span style="font-family: 'Times New Roman', serif">È</span></cite></strong><cite><strong> difficile quindi guardare questa immagine e non comprendere che dietro ad una scelta c&#8217;è il futuro di un&#8217;altra persona, come me e te</strong>. Ed è ancora più arduo guardare un&#8217;ecografia fetale, aprendo la porta di un mondo invisibile altrimenti, e non incontrare Dio, come affermò il Nobel per la Fisica.</cite></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>articolo scritto da Chiara</em></p>
<p>fonte <a href="https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/la-vita-vince-la-morte-la-verita-vince-la-menzogna-e-anche-la-censura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>, <a href="https://www.silvanademaricommunity.it/2018/04/10/perche-e-stato-rimosso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">silvanademaricommunity.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2018/04/19/manifesto-pro-vita-a-roma-perche-e-stato-rimosso/">Manifesto Pro Vita a Roma: perché è stato rimosso?</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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		<title>Verginità all&#8217;asta</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 09:38:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre, due, uno&#8230;.aggiudicato! Una modella e studentessa italiana di 18 anni, che si fa chiamare Nicole per mantenere l’anonimato, ha deciso di realizzare il suo sogno; l’obiettivo? Guadagnare i soldi necessari per trasferirsi nel Regno Unito e studiare business a Cambridge. Così, raggiunta la maggiore età, la giovane si è rivolta ad un&#8217;agenzia di escort, sul sito ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2018/01/19/verginita-allasta/">Verginità all&#8217;asta</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre, due, uno&#8230;.aggiudicato!<br />
Una modella e studentessa italiana di 18 anni, che si fa chiamare Nicole per mantenere l’anonimato, ha deciso di realizzare il suo sogno; l’obiettivo? Guadagnare i soldi necessari per trasferirsi nel Regno Unito e studiare business a Cambridge. Così, raggiunta la maggiore età, <strong>la giovane si è rivolta ad un&#8217;agenzia di escort,</strong> sul sito ha postato alcune foto in lingerie super sexy <strong>e ha messo all&#8217;asta la sua verginità sul web.</strong></p>
<p>Difficile da commentare un gesto del genere, rimango senza parole; potresti pensare che l’articolo potrebbe finire anche qui ma, non si può stare in silenzio quando <span style="color: #993300"><strong>stiamo assistendo alla svendita dei valori al mercato del finto buonismo che sta distruggendo non solo l’etica, ma anche l’amore per sé stessi.</strong></span><br />
Nicole ha già ricevuto un’offerta da 890 mila sterline, pari ad un milione di euro circa, da un “uomo” disposto a passare la notte con lei. Episodio singolare il fatto che fino a qualche tempo fa Nicole fosse fidanzata con un uomo molto più grande di lei al quale, però, ha deciso di non concedersi perché non lo amava davvero.</p>
<p><em>&#8220;<span style="color: #993300">Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni</span>. Volevo una buona istruzione quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste e scoperto che c&#8217;erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro&#8221;.</em></p>
<p>Come può la verginità essere così preziosa da essere messa all’asta? Soldi tanto facili quanto la semplicità con cui Nicole ne è venuta a conoscenza. Certo questa notizia non è passata inosservata ai social, anzi, il pubblico virtuale ha dato atto ad un vero dibattito in stile “Forum”: uomini e donne in veste puritana pronti a criticare la scelta della giovane ragazza.<br />
<strong>Non condivido, e mai lo farò, scelte come quella di Nicole e tante altre ragazze ma, mi chiedo: qual è la differenza tra mettere all’asta la propria verginità e svendersi dandosi magari ad uno sconosciuto dopo aver fatto serata, pur di cercare l’apprezzamento di qualcuno concedendo ciò di cui più prezioso possediamo?</strong> Eppure abbiamo uomini che vogliono donne facili e disponibili come pornostar, donne che trattano il loro corpo come merce di scambio per un complimento che non vale nulla.</p>
<p>Il problema non è un’asta, ma la giustificazione che diamo a noi stessi per zittire la nostra coscienza e credere che stiamo vivendo qualcosa di “politicamente corretto”.<br />
<span style="color: #993300"><strong>La purezza ha un valore inestimabile, che va custodito con cura e probabilmente con qualche sacrificio. Solo chi ti ama e ti rispetta, chi ti protegge e ti onora sa realmente darle un valore eterno.</strong></span></p>
<p>Sappi attendere. La prima volta non si scorda mai!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Mauro &#8211; Redazione Purex</em></p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/diciottenne-italiana-mette-all-asta-la-sua-verginita-offerto-un-milione-di-euro_3117611-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2018/01/19/verginita-allasta/">Verginità all&#8217;asta</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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		<title>C’era una volta il Gay Pride…</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 10:42:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tempo fa, nel 1970, ci furono le prime manifestazioni organizzate per difendere la dignità e i diritti umani della comunità LGBT in America. Quando si parla di omofobia oggi, bisognerebbe andare a leggere cosa succedeva a quel tempo. Tanto per dirne una, un bar poteva vedersi revocata la sua licenza di vendita dei liquori se serviva da bere volontariamente a un gruppo di tre o più omosessuali. Erano considerati un rischio per la sicurezza nazionale perché facili da ricattare.  <span style="color: #993300">Migliaia di uomini e donne furono pubblicamente umiliate, fisicamente molestati, licenziati, imprigionati o ricoverati in ospedali psichiatrici a causa della loro scelta di una vita omosessuale.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-12036 size-medium alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/gay-pride_Roma_Marino-300x185.jpg" alt="gay-pride_Roma_Marino" width="300" height="185" /><br />
Queste mie parole significano che sono d’accordo con l’omosessualità o qualsiasi altra identità di genere diversa dall’eterosessualità? Assolutamente no!  Però non sono nemmeno d’accordo con la discriminazione violenta, con l’apartheid, con lo sterminio di disabili, ebrei, religiosi, gay e zingari nella Seconda Guerra  Mondiale e non solo.  <strong>Non mi piace la cecità, che è il risultato di un pregiudizio che viene dall’ignoranza.</strong> Credo che una società matura dovrebbe riuscire a confrontarsi su temi sui quali dissentiamo. Senza dirsi parolacce, urlarsi contro, insultarsi. Insomma, essere d’accordo con l’essere in disaccordo.</p>
<p>Protestare per i diritti è un diritto? Dipende dal diritto? Chi lo decide?<br />
<span style="color: #993300">Quello che mi chiedo però, guardando le tante foto sui gay pride di fine giugno, è che cosa c’entra quello che vedo con la lotta per l’uguaglianza ed i diritti.</span> Io quando esco la mattina, non vedo manager vestiti in tutù rosa e commessi in mutande che raggiungono il loro luogo di lavoro. Non vedo uomini e donne in tenuta sado-maso. Vedo persone, vestite normalmente. Quando guardo le persone in posa nelle foto, le scene della marcia, vedo spesso tanta gioia, una grande festa, però c’è anche altro, e <span style="color: #993300">mi sorge il dubbio che la marcia sia l’occasione per sfogare una parte di sé normalmente nascosta, legittimandola con la lotta LGBT</span>. Un po’ come le persone che si nascondono dietro i falsi profili sui social per dire e fare cose che non si sognerebbero di fare di persona. Mi sembra che le foto, almeno molte, mostrino la totale caduta di ogni remora etica e morale (e non c’entra il gender). Davvero il mondo LGBT è questo? A me non pareva, ma forse sono cambiati i tempi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12033" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/CYMNTNjW8AAdKgt.jpg" alt="CYMNTNjW8AAdKgt" width="600" height="400" /></p>
<p>Uomini in mutande che succhiano un lecca-lecca a forma di pene, è questa la libertà e la vittoria? È questa la conquista tanto ambita? Non sono bigotta, ve lo assicuro. Ne ho fatte e viste tante ma so riconoscere una provocazione. Come i crocifissi davanti ai genitali, il Gesù con l’erezione davanti ad un bimbo in ginocchio; e non vado oltre.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-12027 alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/1498918440-1498918312-ecce-homo.jpg" alt="1498918440-1498918312-ecce-homo" width="413" height="550" />Certo che di rabbia ne hanno proprio tanta! È una sfida provocatoria alla fede di milioni di credenti che professano Gesù come Signore e Salvatore, che credono che Dio sia amore, non perché accetta l’omosessualità, l’omicidio, la maldicenza, l’adulterio, le bugie, ecc., ma perché dice “scagli la prima pietra chi non ha peccato”.  Sarebbe bello avere un Dio che approva tutto ciò che facciamo, ma il Dio della Bibbia ha messo dei limiti per il nostro bene. Piaccia o no, è così.<br />
<span style="color: #993300">Perché arrabbiarsi? Se io sono convinta di una mia scelta, non ho bisogno dell’approvazione del mondo!</span><br />
Cosa c’entra tutta questa provocazione con il diritto di non essere discriminati?<br />
<span style="color: #993300">E poi, è questa è la mia vera domanda, cosa c’entra Gesù?</span><br />
Anche Maometto nel corano condanna l’omosessualità. L’ebraismo ortodosso lo condanna (Gesù era ebreo, lo ricordate?); in Cecenia li mettono nei campi di concentramento. Eppure non vedo Menorah dissacrate o copie del corano messi chissà dove. Nemmeno una bandiera cecena stracciata. Come mai?<br />
Facile prendersela con Gesù, certo, con i tempi che corrono prendersela con Maometto è pericoloso (c’è la pena di morte per gli omosessuali in nove stati islamici).<br />
Ci vorrebbe un bel coraggio per fare un gay pride in Iran; ma il prezzo sarebbe troppo alto, no?<br />
Eppure la morte è un prezzo che hanno continuato a pagare migliaia di credenti che si sono rifiutati di abbandonare il loro credo nei secoli. Quella però è storia, anche contemporanea purtroppo.</p>
<p><span style="color: #993300">È il prezzo che Cristo ha pagato per tutti, più di 2000 anni fa, anche per quelli presenti al gay pride</span>; perché vedete, mentre scrivevo questo articolo un pensiero mi ha fulminato il cuore e la mente come una stella fugace.<strong> Sapete perché se la prendono con Gesù? Perché Lui è l’unico vero Dio che può capire cosa c’è dietro: un grido d’aiuto. La rabbia così forte cela sempre un grande dolore e lui ne sa qualcosa.<br />
</strong><br />
C’è un versetto che mi viene in mente in Isaia 53:<br />
<em>“Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori…”</em></p>
<p>Noi ci scandalizziamo per quelle immagini, ma il mondo all’epoca si scandalizzò per la crocifissione di Gesù. <span style="color: #993300">Lui ha già portato il peso del disprezzo, degli sputi, degli insulti, dei colpi e della croce. </span><span style="color: #993300">E sapete cosa ha detto? <em>“Padre perdonali, perché non sanno ciò che fanno”.</em></span></p>
<p>Ecco, credo che guardando quelle foto, dica ancora la stessa cosa.<br />
E tu? Cosa dirai?</p>
<p><em>articolo scritto da Liliana Olivieri<br />
</em>fonte immagini: <a href="http://www.ilgiornale.it/gallery/manifesti-blasfemi-su-ges-e-maria-roma-1415351/0.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it</a>, <a href="https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/roma-gay-pride-omofobia-promesse-e-contro-manifestazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a></p>
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		<title>#divorceselfie: la moda 2.0 dell&#8217;autoscatto &#8220;felice&#8221; al tribunale</title>
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		<pubDate>Wed, 31 May 2017 11:07:09 +0000</pubDate>
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<p>&#8220;<em>Amori felicemente tramontati, sfoggiano sorrisi abbaglianti più del giorno del nozze, sventolando i documenti della mutua liberazione</em>&#8221;</p>
<p>Che ve ne pare? La nuova moda che riveste i suoi protagonisti di un nuovo spirito giovane e moderno: il divorce selfie! Dunque, <span style="color: #993300">un atto che viene ufficialmente e legalmente  definito &#8220;<em>scioglimento degli effetti civili del matrimonio quando tra i coniugi è venuta meno la comunione spirituale e materiale di vita</em>&#8220;, diventa improvvisamente un simpatico obiettivo da selfie</span>.<br />
Non vorrei sminuire la spiccata capacità di adattamento che gli uomini hanno acquisito in questi secoli caratterizzati da facilità e rapidità, ma mi domando come il concetto di giuramento abbia potuto subire un&#8217;evoluzione così drastica.<br />
Da faticosi patti di sangue, sigillati da promesse che sarebbero costate la vita a chi le faceva, a rapidi scioglimenti in tribunale con tanto di post divertenti. L&#8217;importante, è solo aggiungere su Instagram e Facebook nuovi tasselli alle cornici virtuali  della propria esistenza perché appaia sempre una  &#8220;<em>bella vita</em>&#8221; nonostante i problemi.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12012 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/05/2BE4B4F000000578-3219138-image-a-24_1441169239747-e1496228566526.jpg" alt="2BE4B4F000000578-3219138-image-a-24_1441169239747" width="300" height="338" /></p>
<p><span style="color: #993300">Credo che ostentare artisticamente ogni dettaglio della propria vita <a class="matchTooltip" style="color: #993300">oggi</a>, sembra conferire alle persone sicurezza, emancipazione, progresso.</span> Viene fotografato e postato qualsiasi segmento pseudo significativo di se stessi, dalle cose più piccole, a quelle più intime e riservate come, ad esempio, uno scioglimento familiare! Tanta goliardica filosofia di vita, che sicuramente aiuta a sentirsi meno emarginati là dove non si riesce a guardare dentro la propria solitudine, ci sta portando ad una totale sdrammatizzazione della verità che, in fondo, è una sola: paura di assumersi le proprie responsabilità.<br />
<span style="color: #993300">Sembra che qualcuno abbia premuto il tasto &#8220;<em>forward</em>&#8221; sulla società mondiale</span> e che le persone  stiano impazzendo in questa velocità frenetica, che non  lascia più spazio a riflessioni oggettive.<br />
Se ci fermassimo solo un attimo a guardare ciò che realmente sta accadendo, vedremmo come  la ragnatela del web sta intrappolando gli esseri umani per divorarli come insetti.</p>
<p><strong>La vita crea problemi difficili da affrontare, come ad esempio un divorzio, ma si preferisce chiudere gli occhi e aprirli solo per una bella posa da fotografare e postare</strong>, tanto per dire &#8220;<em>la mia vita è fantastica</em>&#8221; anche quando, dopo quel sorriso finto, una firma ha appena sciolto un giuramento eterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="post-content">
<p><em>articolo scritto da Fiorella – Redazione Purex<br />
revisionato da Stefano – Team Purex</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Confessioni di un medico abortista: «Lavoro sporco, come in guerra»</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:59:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello» Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="article-subtitle"><strong>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello»</strong></h4>
<div class="chapter clearfix">
<p class="chapter-paragraph">Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la signora aveva ancora in grembo il bimbo che non voleva. «Avevo aspirato qualcosa che non era l’embrione, avevo sbagliato», riconosce oggi con onestà Massimo Segato, sessantaduenne vice primario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno, Alto Vicentino, medico non obiettore con migliaia di gravidanze interrotte alle spalle. «Una mattina ritrovai quella donna, aveva appena partorito. Mi fermò e mi disse: si ricorda di me dottore? Lo vede questo? Questo è il suo errore».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«Sei peggio di Erode, mi dicevano»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Il bambino indesiderato, dunque, era nato. «Un bel moretto, aveva già i capelli e poppava pacifico. Lei sorrideva. Fu lì che ho avuto la mia prima crisi di coscienza». Oggi quel neonato ha trent’anni, un lavoro e due fratelli maggiori. E non sa di essere venuto al mondo per un errore medico. «L’errore più bello della mia vita», dice Segato. É la storia di un dottore abortista e di un bambino che non doveva nascere. All’epoca Segato faceva 300 interventi l’anno. Era il Veneto della Balena Bianca, di una realtà sociale profondamente cattolica. «Le suore dell’ospedale si facevano la croce quando mi vedevano, il cappellano diceva che al mio confronto Erode era un dilettante, anche se poi pranzavamo insieme ed eravamo diventati amici. Io però rimanevo convinto della mia scelta. La consideravo onesta e piena di senso civico, rispettosa della vita di madri destinate ad abortire clandestinamente. Vorrei ricordare che prima della legge del 1978 c’erano i ferri da calza, le mammane e i ginecologi giravano in Ferrari perché si facevano pagare bene il lavoro sporco».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«L’ipocrisia di certi politici»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Un po’ radicale, un po’ socialista, ateo rispettoso e invidioso di chi ha una fede, Segato è andato sempre molto controcorrente. La larga maggioranza dei medici infatti faceva e fa obiezione, a Valdagno sono ancora 6 su 8, 7 su 9 nella vicina Arzignano dove lui era responsabile del servizio interruzioni. «Non ho nulla contro di loro. Ma in mezzo c’è anche l’ipocrita: ne conosco uno, per esempio, che faceva aborti clandestini. Per non parlare dei politici. Ricordo un caso dell’82: il primario mi chiama, mi dice Massimo questo è un caso delicato. Si trattava di un importante uomo politico sposato dichiaratamente contrario all’aborto che aveva portato l’amante. Il primario mi chiese di mettere la ragazza in un camerino a parte perché nessuno doveva sapere». Dopo l’errore, però, qualcosa cambiò nella sua testa. Segato rivide altre volte la madre. «Il bambino cresceva intelligente e vivace. Un giorno la signora arrivò anche a ringraziarmi del mio errore. Cioè, ringraziò il Cielo. Quando nacque invece voleva denunciarmi».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>I dubbi</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Segato rimase abortista ma affiorarono i dubbi e ridusse gli interventi. «E ogni volta che uscivo dalla sala operatoria avevo un senso di nausea. Cominciavo a chiedermi se stavo facendo davvero la cosa giusta. Quanti bambini mai nati potevano essere come quel piccolo? Ma mi rispondevo che sì, che era giusto. Lo era per quelle donne». Il convincimento ideologico però vacillava. «Continuavo solo per impegno civile, per coerenza. Qualcuno doveva fare il lavoro sporco e io ero uno di quelli e lo sono ancora. É come per un soldato andare in guerra. Se lo Stato decide che si deve partire ci dev’essere chi parte». Oggi, dopo trentacinque anni di servizio, Segato non opera quasi più. Fa interventi ginecologici, parti, ecografie. Ma interruzioni no. «Se posso evito e sono contento. Lo so, dovrei diventare anch’io obiettore ma non lo faccio per non avvilirmi rispetto alla decisione iniziale. La verità è che più vado avanti con gli anni e più sto male e intervengo così solo per emergenze. Se succede però non sono sereno. Come non lo sono le mamme che in tanti anni sono passate dal mio reparto. Non ne ho mai vista una felice del suo aborto. Anzi, molte sono divorate per sempre dal senso di colpa. Quando le ritrovo mi dicono “dottore, ho sempre quella cicatrice, me la porterò nella tomba”. Poi pensi e ripensi e ti dici che per molte di loro sarebbe stato peggio non farlo e vai avanti così, autoassolvendoti».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>Quella donna e quel bimbo</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Dal profondo irrompono domande esistenziali: «Donna o embrione? In quale momento inizia la vita? Nessuno lo può dire, nemmeno la scienza&#8230; forse la filosofia». La mamma che non voleva il suo bimbo se ne andò da Valdagno. «Aveva paura di incontrarmi, non voleva che suo figlio sapesse». Segato non li ha più visti né cercati. Ma sono molto presenti nei suoi pensieri e qualche volta, quando viene chiamato per un’emergenza, gli parlano da lontano.</p>
<p class="chapter-paragraph"><em>fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_23/confessioni-un-medico-abortista-lavoro-sporco-ma-devo-fare-vicenza-bambino-941dca4c-b0ee-11e6-b55d-c69c2623ee72.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corriere.it</a></em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/11/23/confessioni-di-un-medico-abortista-lavoro-sporco-come-guerra/">Confessioni di un medico abortista: «Lavoro sporco, come in guerra»</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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		<title>Diritto alla vita (Ne siamo sicuri?)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 08:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221; Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221;</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-11987 alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/clinton-frase.jpg" alt="clinton-frase" width="401" height="189" />Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui si basa la sua affermazione: “<em>il governo non dovrebbe intromettersi</em>”, tale organo dovrebbe anche evitare di immischiarsi nei casi di violenza e omicidio femminile da parte dei partner. I cosidetti “femminicidi” dovrebbero essere lasciati come questioni strettamente private. In una società dove questo ragionamento verrebbe screditato e giudicato, ci si chiede se il diritto all’uguaglianza, che oramai caratterizza la costituzione di tutti gli stati, sia veramente riconosciuto e applicato non solo teoricamente ma anche praticamente nella vita di tutti i giorni e ad ogni circostanza.</p>
<p><em>&#8220;Tutto il consesso medico sa perfettamente che la pericolosità dell’aborto – è deleterio per la madre quando avviene all’inizio della gravidanza, anche quando avviene “in pillole” – aumenta esponenzialmente con il protrarsi della gravidanza. In più, nell’aborto a nascita parziale per procedere all’uccisione del bambino “legalmente”, cioè affinché tecnicamente la testa del piccolo sia ancora nel corpo materno, quando viene schiacciata, bisogna far rivoltare il bambino e farlo nascere podalico. Anche un somaro sa quanto questa procedura sia innaturale e facilmente comprende quanto possa essere pericolosa. Infatti, persino uno dei principali operatori di aborto della nazione ha detto che l’aborto a nascita parziale non è sicuro per la donna. (parlando alla American Medical News, nel 1995, Warren Hern).&#8221; <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-11988 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/teresa.jpg" alt="teresa" width="432" height="203" /><br />
</em></p>
<p><span style="color: #993300">È importante ricordare uno dei principi fondamentali della vita e della sicurezza della dichiarazione universale sui diritti umani: nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, né potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.</span></p>
<p>La citazione: “<em>Il diritto di agitare il mio pugno finisce dove comincia il naso dell&#8217;altro</em>” esprime in modo chiaro che nessuna persona (madre, medico, scienziato); qualunque sia la sua professione o il suo ruolo è autorizzato a porre fine a un’altra vita reclamando i propri diritti. <span style="color: #993300">A ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona</span>. Questo principio fondamentale, che esprime un grande «<em>s</em>i» alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un&#8217;importanza sempre maggiore nel mondo di oggi. La scienza è buona solo se difende, protegge, sviluppa e aiuta la vita umana dal concepimento alla morte. Gandhi diceva: “<em>L’uomo si distrugge con la scienza senza umanità</em>”</p>
<p>Pare abbastanza scontato che le leggi esistano per tutelare la comunità, l’umanità e per evitare che l’uomo distrugga se stesso e gli altri in un universo dove l’egoismo e la legalità sembra prevalere. La politica, in questo contesto, esiste per porre dei limiti delineando confini da non valicare. Dire, affermare o confermare teorie e ideologie sbagliate per “accontentare la maggioranza” è segno di ignoranza e soprattutto non caratterizza un leader. Con la maschera di “<em>non sono affari miei</em>” e in nome della libertà molte persone decidono di neutralizzarsi di fronte all’argomento, adattando il proprio pensiero a quello che sembra prevalere all’interno della comunità. <strong>Il credente tuttavia ha il compito di mettere a fuoco ciò che la bibbia dice sull’argomento</strong>:</p>
<p>Dio dice al profeta Geremia, <span style="color: #993300">&#8220;<em>Prima che Io ti avessi formato nel grembo di tua madre, Io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, Io ti ho consacrato e costituito profeta delle nazioni</em>&#8221; (<em>Geremia 1:5)</em></span> Dio conosceva quest’uomo prima che fosse nato. Mentre lui veniva formato nel grembo di sua madre, Dio gli dava personalità, talenti, e temperamento. Se sua madre avesse avuto un aborto, il &#8220;tessuto fetale&#8221; che abortiva sarebbe stato una persona vera chiamata Geremia; un grande profeta di Dio, il dono della voce divina alle nazioni, sebbene lei non lo sapesse.</p>
<p><strong>Uno potrebbe dire che uccidere sia sbagliato ma non considerare un feto come una persona, ignorando che il cuore di un bambino inizia a battere dopo 19 giorni dal concepimento, all’ottava settimana iniziano a svilupparsi gli organi e si forma l’unicità della persona (le impronte digitali), alla nona settimana, periodo in cui vengono effettuati molti aborti, il bambino può provare dolore.</strong></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>Possiamo essere donatori di vita non diventiamo quelli che la tolgono.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-alla-nascita-la-clinton-agghiacciante-dice-si/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>; <a href="http://www.lifenews.com/2016/10/20/debate-proves-hillary-clinton-really-does-support-abortion-all-the-way-up-to-birth/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lifenews.com</a></p>
<p>Scritto da Abbie<br />
Revisionato da Stefano | Team Purex</em></p>
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		<title>Minorenni dal sesso facile. È boom di gravidanze e aborti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara. Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo. Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara.<br />
Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo.<br />
Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare in una mano e lo smalto sbeccato sull&#8217;altra. E hanno 15 anni, al massimo 16. Bambine che rischiano di avere bambini e che fanno sesso così, tanto per fare.</p>
<p><span style="color: #993300">I medici del Policlinico di Milano hanno dato un nome alla nuova «patologia» delle teenagers. La chiamano banalizzazione del sesso</span>. I numeri non sono significativi del fenomeno, ancora molto contenuto e silenzioso, ma parecchi casi degli ultimi anni hanno lasciato senza parole anche ginecologi della portata di Alessandra Kustermann che, nella sua attività trentennale, credeva di averle viste tutte. Credeva, appunto. E invece ora si trova sempre più spesso di fronte a ragazzine con l&#8217;apparecchio ai denti che chiedono di abortire. <span style="color: #993300">«Tante hanno rapporti sessuali completi con i compagni di classe in cambio di una ricarica del telefono. E non si rendono conto che anche questa è una forma di prostituzione».</span></p>
<p>Ovviamente nulla a che vedere con le baby squillo dei Parioli di Roma: in quel caso i clienti erano tutti maggiorenni e si parlava di un giro consolidato di giovanissime escort. Ma anche spogliarsi, farsi palpeggiare nei bagni della scuola, o fare sesso col primo che capita in cambio di una borsa di Zara e di un piccolo regalino ha qualcosa di inquietante.</p>
<p>«Abbiamo a che fare sempre più spesso con ragazzine inconsapevoli, che non si rendono conto del significato del sesso (e figuriamoci dell&#8217;amore) &#8211; racconta la Kustermann &#8211; Le assistiamo anche dal punto di vista psicologico:<span style="color: #993300"> sono fragilissime, insicure ed hanno una bassa considerazione di sé e un rispetto nullo del loro corpo</span>». Ça va sans dire, nessuna di loro usa precauzioni, né ha partner abituali.<br />
Non stiamo parlando solamente di ragazzine provenienti da ambienti disagiati, costrette a diventare grandi più in fretta. Ma di liceali delle «famiglie bene». Che evidentemente in testa hanno parecchia confusione sul significato di rapporto sessuale e che cambiano partner con un po&#8217; troppa facilità.</p>
<p>C&#8217;è un dato, parziale, del fenomeno. Il numeri delle certificazioni di interruzione di gravidanza registrato dall&#8217;Ats Milano: nel 2015 le minorenni che hanno chiesto di abortire sono state 60, il tre per cento del totale e un po&#8217; meno rispetto all&#8217;annus horribilis, il 2014, quando ne furono registrare 140. «Ma bisogna tener conto &#8211; spiega Aurelio Mosca, direttore del dipartimento famiglia dell&#8217;Ats milanese &#8211; che il certificato di interruzione di gravidanza, oltre che nei consultori Ats, può essere rilasciato anche da un medico di base o da un ginecologo privato». Quindi il dato fotografa solo una parte di quello che accade.</p>
<p>È la stessa Alessandra Kustermann a proporre di cominciare a monitorare il fenomeno, che sicuramente è in crescita. «Bisogna anche lavorare sulla sensazione di sopraffazione psicologica &#8211; sostiene la Kustermann &#8211; ascoltare i nostri ragazzi, educarli ai sentimenti. Tempo fa nelle scuole della Lombardia si faceva un gioco di ruolo sulle emozioni e sull&#8217;accesso alla fisicità molto profondo e utile». Ecco, ora quel corso, intitolato «Le parole non dette», si fa solo in pochissimi istituti a causa dei soldi che scarseggiano. E il presupposto resta comunque uno: <span style="color: #993300">l&#8217;educazione al sesso e all&#8217;amore si fa, ogni giorno, prima in famiglia che da dietro una cattedra</span>. Alessandro Albizzati, neuropsichiatra all&#8217;ospedale San Paolo, denuncia il nuovo male che colpisce, ahimé, figli e genitori: «la mancanza di valori». E forse è da qui che bisogna ripartire.</p>
<p><em>Tu dirai, cosa posso fare io? <strong>Dai valore al tuo corpo e sii il portavoce di questi valori</strong> nella tua scuola, nella tua classe, nel tuo posto di lavoro e con i tuoi amici; <strong>aiuta le tue amiche a rendersi conto</strong> che valgono molto di più di una semplice ricarica o di una borsa, <strong>sono state create in modo stupendo</strong>. La vita è stata creata come qualcosa di meraviglioso, distruggerne tre (eh già, anche il feto è una vita!) per pochi minuti di (finto) piacere è davvero inutile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/minorenni-sesso-facile-boom-gravidanze-e-aborti-1320785.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it </a><br />
pubblicato da Stefano | Team Purex</em></p>
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		<title>«Io, diventata mamma dopo uno stupro»</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:57:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per mesi aveva nascosto la verità sulla sua bambina. Una storia di violenza che non aveva rivelato a nessuno, per discrezione e anche per paura di subire ritorsioni. Ma dopo la sentenza della Corte Suprema che, in nome dei “diritti delle donne”, ha abolito la legge texana che poneva limiti all’aborto, non ha potuto più tacere. Ha deciso di raccontare tutto in un un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per mesi aveva nascosto la verità sulla sua bambina. Una storia di violenza che non aveva rivelato a nessuno, per discrezione e anche per paura di subire ritorsioni. Ma dopo la sentenza della Corte Suprema che, in nome dei “diritti delle donne”, ha abolito la legge texana che poneva limiti all’aborto, non ha potuto più tacere. Ha deciso di raccontare tutto in un <a href="http://liblaughlove1.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un post sul suo blog</a>.</p>
<p>Lei è una studentessa universitaria texana di nome Libbie Peters, che ha dato alla luce una bambina concepita in una notte di divertimento con le amiche finita nel peggiore dei modi: stuprata da uno sconosciuto. Se ha deciso di raccontare la sua storia, premette, «non è perché voglia la vostra pietà, ma perché voglio educarvi». Libbie vuole affrontare il tema «dal punto di vista di una vittima» come fanno tanti difensori del “diritto di abortire”, ma con l’intento di ribaltare i luoghi comuni e le risposte automatiche. «Perché eccomi qua: la risposta perfetta all’esempio che ho sentito mille volte: “Beh, come la mettiamo se una donna viene stuprata? Dovrebbe poter scegliere!”». È vero, commenta Libbie, «avete ragione», la donna «dovrebbe poter scegliere. Ma non se il bambino debba vivere o meno, bensì se vuole questa tremenda benedizione nella sua vita o se vuole benedire un’altra famiglia con questo dono prezioso».</p>
<p>Quella sera di poco più di un anno fa «era una sera come le altre», ricorda la ragazza. Un paio di birre con le amiche e un bicchierino offerto da ragazzi incontrati nel locale. Purtroppo per Libbie, però, «dopo non è stato più normale». Per una donna robusta come lei «quella piccola quantità di alcol nel corso di quattro ore e mezza in cui siamo stati al bar non avrebbe dovuto avere l’effetto che ha avuto». Invece Libbie del “dopo” non ricorda nulla. Solo di essersi risvegliata sul sedile posteriore di un’auto «completamente nuda, di fronte al ragazzo che avevo incontrato al bar, l’uomo che ancora oggi temo». Tornata a casa, la ragazza si è accora di essere piena di lividi e, due mesi dopo, «scoprii quello che temevo: ero incinta del figlio del mio aggressore». Di quella bambina che ora tiene in braccio nella foto che illustra il post: «Questa preziosa bambina è l’esito di una circostanza orribile, terrificante, ma la colpa non è sua».</p>
<p>Non che sia stato tutto facile per Libbie. «Mentirei se non ammettessi che ho pregato ogni sera che mia figlia somigliasse a me e non prendesse niente di quell&#8217;”uomo”. E mentirei se non ammettessi che certi giorni, quando la guardo, ritorno con la memoria a quella notte, e a come rintracciai lui per dirgli che ero incinta, e come lui all’inizio si comportava come se volesse essere parte della vita di lei, e poi il giorno dopo mi spinse contro un muro minacciando di uccidere me e mia figlia». La ragazza però ha scelto di rigettare qualunque vittimismo. Non ha voluto nemmeno sussidi dello Stato, nonostante «essere una mamma single e insieme studentessa a tempo pieno non sia facile né redditizio». Libbie ha «scelto di farcela da me invece di essere l’ennesimo stereotipo “che campa sulle spalle del governo”».</p>
<p>La vita di questa ragazza è tutt’altro che facile dunque. «Eccomi qui, un anno e mezzo dopo, stressata, sempre stanca, con la sensazione fissa di essere sul punto di fallire nella vita o come madre. Ma non mi pentirò mai della mia decisione di sceglie di dare la vita a questo prezioso angelo». Libbie si rivolge di nuovo «a tutti coloro che pensano che questa sentenza sia “coraggiosa” e “incredibile” e “una vittoria per le donne del Texas e di tutta l’America” (citazione da Hilary Clinton), per dire che invece è un giorno molto triste per il paese». Perché l’aborto «non è un diritto della donna, ma toglie la vita agli innocenti e agli indifesi». Quindi «date una bella occhiata», conclude Libbie riferendosi alla foto di lei con la sua bambina in braccio. «Ecco qui la faccia di una sopravvissuta e un “prodotto” di uno stupro”. Felici, sane e amate l’una dall’altra».</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.tempi.it/ecco-qui-mia-figlia-prodotto-di-uno-stupro-orribile-ma-la-colpa-non-e-sua#ixzz4ETP7FTXU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aborto. «Io diventata mamma dopo uno stupro» | Tempi.it</a> </em></p>
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