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	<title>aborto Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>Per Elisa</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 11:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 15 marzo sarebbe nata Elisa. Perché scrivo questo post ? Credetemi, non è per attirare commenti sdolcinati e nemmeno per assembrare un pò di like sotto il mio profilo. Non ne ho bisogno e, se anche ne avessi, non userei certo lei per ottenere un po&#8217; di approvazione.Sono spinta, piuttosto, dal desiderio di esprimere&#8230;</p>
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<p>Lunedì 15 marzo sarebbe nata Elisa.                                                                                                                                                                                                                Perché scrivo questo post ? Credetemi, non è per attirare commenti sdolcinati e nemmeno per assembrare un pò di like sotto il mio profilo. Non ne ho bisogno e, se anche ne avessi, non userei certo lei per ottenere un po&#8217; di approvazione.<br>Sono spinta, piuttosto, dal desiderio di esprimere quello che provo rivolgendomi a coloro che svalutano l&#8217;aborto sminuendo tutto ciò che irreversibilmente accade nella sensibilità di una madre.<br>Scrivo perché facebook mi chiede a cosa sto pensando e il mio pensiero, da qualche giorno, porta il suo nome.<br></p>



<p>Mi sono accorta di come, pur avendo superato il dolore e pur avendo continuato a riempire la mia quotidianità di obiettivi e traguardi da raggiungere, un figlio non si cestina come la bozza di una poesia mal riuscita.<br>Il pensiero di Elisa é balenato nella mia coscienza all&#8217;improvviso, pochi giorni fa: é piombata di nuovo nei miei sogni senza chiedermi il permesso, si é appoggiata fra le sensazioni del mio corpo. Una carezza dolorosa ha sfiorato la mia pancia da dentro, mentre pensavo ad altro.<br>Il calendario allora, con una spiegazione logica, mi ha ricordato che in questi giorni avrei finalmente poggiato mia figlia sul mio cuore meravigliandomi del suo battito sulla superfice della mia pelle.<br>Il pensiero é diventato quindi sempre più solido, fino a farsi partorire nuovamente dai miei ricordi.<br>Ecco perché scrivo, reduce di una profonda e intima riflessione: avrò altri figli, si. Avrò altre date da festeggiare e palloncini da comprare con i numeri dei loro primi compleanni, ma il 15 marzo, in qualche modo, é indelebilmente segnato dal suo nome: Elisa. Il compleanno che festeggerò sempre da sola, tra le viscere dei miei ricordi silenziosi.<br></p>



<p>Non so se mi capiterà di pensare a lei ogni quindicesimo giorno di marzo, ma ho capito che il mio esserle madre prescinde ogni forma di razionale negazione.<br>Un breve post per urlare agli avanguardisti che l&#8217;aborto non cancellerà il nome né il ricordo di un figlio. Ho compreso e constatato come anche l&#8217;aborto abbia un tremendo potere generativo. Se non darà luce ad un bimbo, farà nascere comunque un&#8217;evocazione perpetua, un amara ricorrenza, un&#8217;indelebile sensazione di morte.<br>Come si può pensare di cancellare la maternità dal corpo di una donna come se fosse un brufolo da schiacciare o un&#8217;imperfezione da togliere? Concepire un figlio segnerà la storia del genitore in modo implacabile: un rimedio clinico, qualsiasi esso sia, non potrà impedire alle cellule intessute nei suoi organi di essere spurgate via come un rifiuto.<br>Un figlio é un figlio.<br></p>



<p>Non é una coincidenza di cui disfarsi, la deformazione di una realtà ben programmata, né tantomeno un evento da rimandare ad un momento migliore.<br>E ora parlo a te, che seguendo i lasciti femministi della nostra storia hai iniziato a chiamare &#8220;diritto&#8221; la sua crudele uccisione.<br>Un figlio non é meno figlio nel primo trimestre solo perché ancora non ha la forma perfetta di bambino. La medicina stessa si contraddice nel dargli un nome impersonale, quasi negandogli un identità umana.<br>Feto, embrione o bambino che sia, una pasticca non basterà a liberarti della sua persona: immaginerai il suo volto anche quando infastidita ti costringerai a non farlo; ricorderai vagamente il suo compleanno mai verificatosi anche se non vorrai; saprai che sarà per sempre una parte indissolubile di te, anche se non gli darai mai la possibilità di respirare. Sappi che la morte si comporta sempre nello stesso modo in questa vita: lascia un vuoto, un buco sulla terra che non si può riempire con un&#8217;esistenza diversa da quella deceduta. Se ogni lutto ha il peso di una tomba nel cuore, la sepoltura di tuo figlio vivo potrebbe essere il tuo eterno tormento.</p>



<p>Lettera di Fiorella || Redazione purex </p>
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		<title>Contraccettivi di emergenza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 16:50:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando di attualità e di tematiche all’ordine del giorno mi sono imbattuta in diversi articoli riguardanti l’uso appropriato ed efficace dei contraccettivi di emergenza. L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha da poco stabilito che non sarà più necessaria la prescrizione medica per dispensare, anche alle minorenni, l’ulipistral acetato. Ci riferiamo ad un farmaco impiegato nella&#8230;</p>
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<p><br>Parlando di attualità e di tematiche all’ordine del giorno mi sono imbattuta in diversi articoli riguardanti l’uso appropriato ed efficace dei contraccettivi di emergenza. L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha da poco stabilito che non sarà più necessaria la prescrizione medica per dispensare, anche alle minorenni, l’ulipistral acetato. Ci riferiamo ad un farmaco impiegato nella contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto non protetto, perché ritenuto uno “strumento altamente efficace”. In merito a questo credo sia indispensabile fare chiarezza su alcuni punti mancanti nei vari articoli che stanno circolando in rete.</p>



<p>Il contraccettivo di emergenza, se usato tempestivamente, permette di evitare gravidanze indesiderate. Si usa il termine &#8220;emergenza&#8221; per enfatizzare il fatto che vada usato solo occasionalmente e non in sostituzione al regolare metodo contraccettivo.Tra i metodi ormonali ad uso orale attualmente sono utilizzati: il levonorgestrel (somministrato già dal 2016 senza prescrizione medica) e l&#8217;ulipristal acetato, pillole da assumere il prima possibile a seguito del rapporto indesiderato. I preparati contenenti levonorgestrel devono essere assunti entro le 72 ore dal rapporto non protetto, mentre quelli contenenti ulipristal acetato devono essere assunti entro le 120 ore dallo stesso.<br>Se la donna non ha ovulato, cioè non ha avuto il rilascio degli ovuli (gameti femminili) in seguito alla rottura dei follicoli (involucri che contengono gli stessi ovuli al fine di garantirne la loro crescita e successiva maturazione), che prenda l’uno o che prenda l’altro è uguale, tuttavia il più attivo è l’ulipristal acetato.<br>Se un embrione, prima della formazione della placenta, non riceve progesterone, il cosiddetto ormone della gravidanza progettato per garantire le condizioni ottimali dell&#8217;utero durante la gestazione, non avrà possibilità di vascolarizzazione e di conseguenza si ridurranno le probabilità di sopravvivenza. Ricordiamoci che l&#8217;ulipristal è inibitore selettivo dei recettori del progesterone a differenza dell&#8217;altro che agisce reprimendo l&#8217;ovulazione, modificando la motilità della tuba uterina, interferendo con la fecondazione o inibendo l&#8217;impianto dell&#8217;ovulo fecondato.<br>Fatta questa premessa una donna che ha assunto ulipristal e che non ha ancora ovulato, bloccherà l’ovulazione come con un normale contraccettivo; se invece l’ovulazione avrà avuto luogo, l&#8217;effetto di inibizione sui recettori del progesterone, ostacolerà l&#8217;azione vascolarizzante sull’embrione impedendogli un normale sviluppo nell’utero. Di conseguenza, nonostante il farmaco funzioni, non è davvero conosciuto il meccanismo sottostante. Di fatto l’ulipristal può agire sia in maniera contraccettiva che intraccettiva impedendo la possibilità di sviluppo nell’utero materno del bambino per carenza di progesterone.<br>È corretto perciò definirlo metodo esclusivamente contraccettivo? Io direi sia solo una mezza verità.<br>Riassumo dicendo che sia che si assuma levonorgestrel che ulipristal acetato non si sa se si andrà incontro ad una contraccezione o ad un aborto. Se il farmaco viene assunto prima dell&#8217;ovulazione si avrà semplice contraccezione, se invece lo si assume dopo, questo può fortemente inibire l&#8217;impianto del bambino nell&#8217;utero, provocando un possibile aborto.<br>Per ulteriori chiarimenti abbiamo un professionista ginecologo come consulente, scrivete pure alla nostra redazione.<br></p>



<p>Fonti: http://www.popsci.it/canali-medicina/contraccezione-di-emergenza/efficacia-sicurezza-e-tollerabilita-della-contraccezione-demergenza-orale-dati-a-confronto.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03<br></p>



<p>Per ulteriori chiarimenti abbiamo un professionista ginecologo come consulente, scrivete pure alla nostra redazione.</p>



<p>Articolo scritto da Aby ||Redazione Purex</p>
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		<title>L’aborto ai tempi del coronavirus</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2020/04/09/laborto-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 16:21:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I momenti di crisi di una società sono come ferite aperte in attesa di essere sanate. Eppure, non tutti sono ugualmente impressionabili di fronte al sangue. Accanto a coloro che si dedicano alla cura del male, molti altri si schierano in attesa di trovare opportunità. È il caso delle notizie di questi giorni relative al&#8230;</p>
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<p>I momenti di crisi di una società sono come ferite aperte in attesa di essere sanate. Eppure, non tutti sono ugualmente impressionabili di fronte al sangue. Accanto a coloro che si dedicano alla cura del male, molti altri si schierano in attesa di trovare opportunità. È il caso delle notizie di questi giorni relative al deficit nei sistemi sanitari dedicati alle interruzioni di gravidanza.<br>La piaga che infesta il nostro mondo ha paralizzato ogni cosa; dall’economia al mercato del lavoro, dalle attività ricreative, lo sport, il turismo, all’istruzione. Quest’evento, questa paresi globale, coinvolge in misura maggiore o minore ogni essere umano.<br><br>Fra le molte inevitabili carenze che la nostra società si trova costretta a gestire, l’interesse di molti si è focalizzato sulla temporanea indisponibilità del personale sanitario a dedicarsi ad attività di minore urgenza o gravità. <strong>La presunta assenza degli adeguati servizi dediti all’assistenza alle gravidanze indesiderate, è stata interpretata come una spinta a promuovere la possibilità di un aborto fai-da-te</strong>. In una lettera indirizzata al ministero della salute, è stato infatti chiesto di rendere il farmaco <em>RU-486 </em>accessibile a coloro che desiderino procedere con un aborto casereccio. <br>È importante precisare che il metodo farmacologico per l’interruzione volontaria della gravidanza si distingue in due fasi. La prima consiste nella somministrazione del <em>mifepristone </em>(<em>RU486</em>), che non può essere rilasciato senza controllo medico, in day hospital con invio al domicilio ma a stretto contatto con l’ospedale presso cui è avvenuta la somministrazione. Dopo 48 ore si procede con l’assunzione di <em>prostaglandine</em>, allo scopo di provocare contrazioni uterine, apertura del collo dell’utero e fuoriuscita del materiale deciduale ed embrionario. Durante entrambe le fasi sono possibili complicanze connesse a sanguinamenti inattesi. È quindi indispensabile un monitoraggio e l&#8217;assistenza medica in day hospital. Curiosamente, il decreto ministeriale del 30 marzo 2020, garantisce la continuità dei servizi dedicati all’interruzione di gravidanza. Non può certo trattarsi di un fraintendimento, essendo i firmatari della lettera figure centrali della politica italiana, consci della rilevanza che un decreto ministeriale possa rivestire, ancor più in un momento in cui il ministero della salute si trova sotto gli occhi di tutti.<br><br><strong>Non sorprenderebbe scoprire che una fase critica come quella che stiamo vivendo, possa essere interpretata da alcuni come l’onda perfetta, quella che si aspettava da tanto, quella da cavalcare per spalancare le porte alle proprie ideologie, a nuovi usi e consuetudini, come quello di poter abortire in casa con una semplice pillola.</strong><br>Le priorità e l’ordine dei valori di un individuo ne disegnano il futuro. Lo stesso accade per le società.<strong> Vogliamo veramente vivere in un mondo in cui, barricati in casa, inermi di fronte alle morti di innumerevoli esseri umani ed allo stravolgimento della vita di ciascuno, si dedichino le proprie risorse alla ricerca di un più accessibile strumento di inibizione della vita?</strong> Veramente fra le miriadi di emergenze che stiamo affrontando, questa richiede un intervento immediato?<br>Ci troviamo di fronte al grido conclamante di quali siano le priorità della nostra società. O almeno di una parte di essa.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Articolo scritto da Thomas  ||  Redazione Purex<br></p>
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		<title>Miley Cyrus e la torta che ha scosso il web</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 15:27:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La parola aborto ormai, è sinonimo di dispute e guerre verbali. Così tante parole sono state dette, scritte e pronunciate in merito che il vero significato viene quasi dimenticato. Lo dimostra il fatto che, incuriosito dal titolo, hai aperto l’articolo e hai subito cercato parole chiave per carpirne la posizione. Esistono ormai solo un sì&#8230;</p>
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<p>La parola aborto ormai, è sinonimo di dispute e guerre verbali. Così tante parole sono state dette, scritte e pronunciate in merito che il vero significato viene quasi dimenticato. Lo dimostra il fatto che, incuriosito dal titolo, hai aperto l’articolo e hai subito cercato parole chiave per carpirne la posizione. <br>Esistono ormai solo un sì e un no, a favore o non e il tutto viene ovviamente sentenziato in modo piuttosto enfatico, senza mezzi termini, per entrambe le parti. </p>



<p><strong><a href="https://www.instagram.com/p/ByStizPJcO6/?igshid=ycymhl5rxnk2">La torta di Miley Cyrus sta girando il web</a></strong> ma,  l’ormai celebre insegna, ha in sé un comunicato molto più vasto di un semplice sì o no:  “<em>l’aborto è assistenza sanitaria</em>”; c’è da chiedersi quanti fra i 4.098.005 followers che hanno messo un like abbiano davvero compreso il senso. <br>A sostenerla infatti, è la Planned Parenthood, ovvero la federazione internazionale genitorialità pianificata. Ecco la parola chiave che stavi cercando, l’unica vera protagonista dell’era moderna: la pianificazione. </p>



<p style="color:#a33600" class="has-text-color"><strong>La parola stessa “</strong><em><strong>rimozione</strong></em><strong>” del feto infatti, strettamente legata ad un concetto di pianificazione, mi ricorda quella usata nel mondo digitale e dai social network: un click, un si, un no, un tag rimosso, un amico rimosso dal gruppo. Un feto rimosso. </strong></p>



<p>Il numero delle donne che abita il mondo, equivale forse all&#8217;altrettanto vasto numero di intrecci che convogliano continuamente fra la psiche e la fisicità femminile.  Credo infatti che fra ginecologia e psicologia, ci siano profonde e importanti storie  da raccontare e ogni donna che decide di abortire, ha dentro di sé un incomprensibile groviglio di sentimenti, emozioni e vissuti che sono indiscutibili. <br>Sarebbe impossibile descrivere in poche righe tutto quello che ognuna di loro cela nel suo intimo più recondito una volta giunta a questa decisione, e <strong>dietro ogni forma di aborto, ci sono lacrime invisibili.</strong> <br>Quelle lacrime forse sono gli unici manifesti che non saranno mai fotografati ne “<em>spammati” </em>dal web, perché scorrono silenziose nell’inconscio e nel vissuto profondo di una donna, in una scelta muta e rapida, che ha dovuto intraprendere per qualche ragione. </p>



<p class="has-text-color has-dark-gray-color"><strong>Anche nel cuore di questo movimento scorrono lacrime invisibili. Ma non le posteremo</strong>. <br>Lasceremo intendere quale sia la nostra posizione riscrivendo un famoso aforisma:</p>



<p><em><strong>Se “ogni volta che nasce un bambino nasce anche sua madre, ogni volta che ne muore uno, un pezzo del cuore di sua madre sarà incenerito con lui”</strong></em><strong>. </strong></p>



<p style="color:#a33600" class="has-text-color"><strong>Inutile negare l’ovvietà con grigie vie di mezzo. Perché il contrario della vita, è la morte.  </strong></p>



<p></p>



<p><em>articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>



<p><em>fonte: </em><a href="https://www.instagram.com/p/ByStizPJcO6/?igshid=ycymhl5rxnk2"><em>instagram.com</em></a></p>
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		<title>Manifesto Pro Vita a Roma: perché è stato rimosso?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:57:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.” Albert Einstein Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune verità incontrovertibili e scientificamente provate: il cuore comincia a battere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="color: #000000">“L&#8217;uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.”<br />
</span></b><cite><span style="color: #000000"><b>Albert Einstein</b></span></cite></p>
<p><cite>Forse è proprio questa la paura (mal)celata dietro al coro di proteste che si è sollevato di fronte all&#8217;affissione di un manifesto che rappresenta un feto di 11 settimane e riporta alcune </cite><cite><b>verità incontrovertibili e scientificamente provate</b></cite><cite>: il cuore comincia a battere già alla terza settimana dal concepimento, a 11 settimane sono già presenti tutti gli organi e inizia l&#8217;abilità di succhiarsi il pollice.<br />
</cite><cite>L’associazione ProVita, infatti, pur avendo ottenuto la regolare autorizzazione dagli Uffici competenti della Capitale per l’affissione di un maxi manifesto di sette metri per undici da collocarsi sulla facciata di un palazzo in Via Gregorio VII dal 3 al 15 aprile, si è vista la censura e rimozione del cartellone in quanto sarebbe «</cite>Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne<cite>».</cite></p>
<p><span style="color: #993300"><cite>Come mai un&#8217;immagine ecografica e poche parole riguardanti la crescita del feto nell&#8217;utero materno, che chiunque potrebbe trovare in qualsiasi testo di ginecologia ed ostetricia, hanno suscitato tanto scalpore? Non dovrebbero, piuttosto, riempirci di stupore e incanto le immagini e le conoscenze, ora disponibili grazie al progresso scientifico, di una vita che cresce e si sviluppa nel grembo di una madre?</cite></span></p>
<p><cite>Forse sono state le parole che incorniciavano il manifesto, altrettanto però scientifiche, a turbare le coscienze: </cite>«Tu eri così a 11 settimane<cite>» e «</cite>E ora sei qui perché tua mamma non ti ha abortito<cite>»?<br />
</cite><cite>Due verità inconfutabili che ci mettono di fronte alla realtà: ciascuno di noi è il risultato dello sviluppo progressivo di due cellule e il frutto della scelta di un&#8217;altra persona, nostra madre.</cite></p>
<p><strong><cite><span style="font-family: 'Times New Roman', serif">È</span></cite></strong><cite><strong> difficile quindi guardare questa immagine e non comprendere che dietro ad una scelta c&#8217;è il futuro di un&#8217;altra persona, come me e te</strong>. Ed è ancora più arduo guardare un&#8217;ecografia fetale, aprendo la porta di un mondo invisibile altrimenti, e non incontrare Dio, come affermò il Nobel per la Fisica.</cite></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>articolo scritto da Chiara</em></p>
<p>fonte <a href="https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/la-vita-vince-la-morte-la-verita-vince-la-menzogna-e-anche-la-censura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>, <a href="https://www.silvanademaricommunity.it/2018/04/10/perche-e-stato-rimosso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">silvanademaricommunity.it</a></p>
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		<title>Ero una principessa Disney e ho avuto un aborto</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/03/30/genitorialita-pianificata/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 15:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1981 lavoravo a “Disneyworld” come cantante e ballerina e la mia voce veniva usata nelle registrazioni come “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco” per eventi speciali e spettacoli. Facevo in media cinque spettacoli al giorno davanti al castello di Cenerentola, cantando e ballando sulle note di “Un giorno il mio principe arriverà” e “Quando speri su una stella”. All’età di 18 anni rimasi incinta e abortii pur di mantenere il mio lavoro di &#8220;principessa cantante&#8221;. Non ci furono pressioni da parte della compagnia o del management sulla scelta; io non dissi loro niente e presi questa decisione da sola, pentendomene poi amaramente. I giorni successivi all’aborto lottai molto profondamente con me stessa. Continuavo a cantare canzoni davanti a quel castello, canzoni che riguardavano sogni che si realizzano, ma poi fui costretta a lasciare il lavoro dei miei sogni proprio per l&#8217;incapacità di accettare la decisione che io stessa avevo preso, volevo morire.</p>
<p>Alla fine ottenni la mia guarigione. Fu una lotta affannosa quella per superare il lutto personale, ma per grazia divina ora vivo una vita meravigliosa.</p>
<p>Ho sposato un uomo meraviglioso (il mio principe). Pochi anni dopo ho avuto una bimba bellissima, ed ho poi concepito mio figlio durante il primo viaggio di ritorno da “Disneyworld” successivo alla mia partenza. Ho poi chiesto di adottare cinque bambini da un orfanotrofio. Sono ora la madre di una bimba guatemalteca, nata da una madre che ai miei occhi è la principessa del Guatemala (aveva 14 anni quando ha avuto mia figlia). Lei aveva deciso di NON abortire la piccola. Mia figlia si chiama Matèa che significa: “Dono di Dio”.<br />Tre dei miei figli hanno visto la madre morire di AIDS in etiopia. La loro madre per me rappresenta una bellissima principessa africana. Loro erano rimasti soli al mondo e siamo stati benedetti nel poterli adottare. Mio figlio Alec era stato etichettato come un disabile destinato a morire in un orfanotrofio famoso in Ucraina per i numerosi abusi che avvenivano all’interno. Lo abbiamo adottato quando aveva 5 anni. Sua madre Tetyana (un&#8217;altra principessa) prese una decisione difficile dandolo alla luce per poi abbandonarlo all’ospedale quando aveva soli due giorni di vita. Il suo coraggio nel portarlo in vita prima di morire è stato un dono per noi.<br />Siamo ora una consolidata famiglia di immigrati americani che rappresentano la cultura Ebraica, Cristiana, Britannica, Spagnola, Ucraina e Africana. Siamo tutti una bellissima famiglia Disney, uniti dalla grazia di Dio, che vive proprio alle spalle del castello di Cenerentola a Orlando.<br />[&#8230;]</p>
<p>Sto scrivendo un libro su Cenerentola focalizzandomi sull’incredibile forza che ha avuto questa principessa nel superare le difficoltà come orfana. È stata torturata e resa schiava dalle sorellastre che non riuscivano a capire la sua storia e che hanno cercato di riscrivere il suo destino portandole via il titolo che le spettava di fianco al principe. Cenerentola è riuscita a sconfiggere le sorellastre e la matrigna valicando la soglia del castello nel suo abito incantevole, combattendo per il suo lieto fine.<br />La Disney non ha bisogno di una principessa che ha avuto un aborto. Per molti anni i movimenti femministi sono stati critici sulle storie delle principesse perché non hanno mai compreso la profondità di questi racconti: racconti in cui queste ragazze hanno vinto forze oscure, hanno saputo esaltare la bellezza nei posti più tenebrosi, racconti che hanno incoraggiato l’amore capace di uccidere i draghi, risorgere dalla morte dopo essere stati uccisi da incantesimi, e soprattutto capaci di esigere l’amore vero in un mondo che cerca di riscrivere il lieto fine in qualcosa di meno romantico. Cenerentola, Aurora, Belle, Merida, Ariel, Mulan: tutte loro rappresentano forza, potere, grazia, favore, determinazione e bellezza derivante dalle ceneri.</p>
<p>L’aborto non potenzia</p>
<p>Tradotto da Aby \\ Redazione Purex</p>
<p>Fonte: https://www.liveaction.org/news/i-was-disney-princess-had-abortion/</p>


<p> </p>
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		<title>Confessioni di un medico abortista: «Lavoro sporco, come in guerra»</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2016/11/23/confessioni-di-un-medico-abortista-lavoro-sporco-come-guerra/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:59:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello» Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="article-subtitle"><strong>Il dottor Segato, radicale, socialista, ateo: mi pesa sempre di più. «Lo faccio per senso civico, per quelle donne. C’è chi si è arricchito con quelli clandestini». «Una volta sbagliai, il bimbo nacque: fu il mio errore più bello»</strong></h4>
<div class="chapter clearfix">
<p class="chapter-paragraph">Quel giorno si sentì gelare il sangue. L’intervento non era riuscito e dopo un mese la signora aveva ancora in grembo il bimbo che non voleva. «Avevo aspirato qualcosa che non era l’embrione, avevo sbagliato», riconosce oggi con onestà Massimo Segato, sessantaduenne vice primario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno, Alto Vicentino, medico non obiettore con migliaia di gravidanze interrotte alle spalle. «Una mattina ritrovai quella donna, aveva appena partorito. Mi fermò e mi disse: si ricorda di me dottore? Lo vede questo? Questo è il suo errore».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«Sei peggio di Erode, mi dicevano»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Il bambino indesiderato, dunque, era nato. «Un bel moretto, aveva già i capelli e poppava pacifico. Lei sorrideva. Fu lì che ho avuto la mia prima crisi di coscienza». Oggi quel neonato ha trent’anni, un lavoro e due fratelli maggiori. E non sa di essere venuto al mondo per un errore medico. «L’errore più bello della mia vita», dice Segato. É la storia di un dottore abortista e di un bambino che non doveva nascere. All’epoca Segato faceva 300 interventi l’anno. Era il Veneto della Balena Bianca, di una realtà sociale profondamente cattolica. «Le suore dell’ospedale si facevano la croce quando mi vedevano, il cappellano diceva che al mio confronto Erode era un dilettante, anche se poi pranzavamo insieme ed eravamo diventati amici. Io però rimanevo convinto della mia scelta. La consideravo onesta e piena di senso civico, rispettosa della vita di madri destinate ad abortire clandestinamente. Vorrei ricordare che prima della legge del 1978 c’erano i ferri da calza, le mammane e i ginecologi giravano in Ferrari perché si facevano pagare bene il lavoro sporco».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>«L’ipocrisia di certi politici»</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Un po’ radicale, un po’ socialista, ateo rispettoso e invidioso di chi ha una fede, Segato è andato sempre molto controcorrente. La larga maggioranza dei medici infatti faceva e fa obiezione, a Valdagno sono ancora 6 su 8, 7 su 9 nella vicina Arzignano dove lui era responsabile del servizio interruzioni. «Non ho nulla contro di loro. Ma in mezzo c’è anche l’ipocrita: ne conosco uno, per esempio, che faceva aborti clandestini. Per non parlare dei politici. Ricordo un caso dell’82: il primario mi chiama, mi dice Massimo questo è un caso delicato. Si trattava di un importante uomo politico sposato dichiaratamente contrario all’aborto che aveva portato l’amante. Il primario mi chiese di mettere la ragazza in un camerino a parte perché nessuno doveva sapere». Dopo l’errore, però, qualcosa cambiò nella sua testa. Segato rivide altre volte la madre. «Il bambino cresceva intelligente e vivace. Un giorno la signora arrivò anche a ringraziarmi del mio errore. Cioè, ringraziò il Cielo. Quando nacque invece voleva denunciarmi».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>I dubbi</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Segato rimase abortista ma affiorarono i dubbi e ridusse gli interventi. «E ogni volta che uscivo dalla sala operatoria avevo un senso di nausea. Cominciavo a chiedermi se stavo facendo davvero la cosa giusta. Quanti bambini mai nati potevano essere come quel piccolo? Ma mi rispondevo che sì, che era giusto. Lo era per quelle donne». Il convincimento ideologico però vacillava. «Continuavo solo per impegno civile, per coerenza. Qualcuno doveva fare il lavoro sporco e io ero uno di quelli e lo sono ancora. É come per un soldato andare in guerra. Se lo Stato decide che si deve partire ci dev’essere chi parte». Oggi, dopo trentacinque anni di servizio, Segato non opera quasi più. Fa interventi ginecologici, parti, ecografie. Ma interruzioni no. «Se posso evito e sono contento. Lo so, dovrei diventare anch’io obiettore ma non lo faccio per non avvilirmi rispetto alla decisione iniziale. La verità è che più vado avanti con gli anni e più sto male e intervengo così solo per emergenze. Se succede però non sono sereno. Come non lo sono le mamme che in tanti anni sono passate dal mio reparto. Non ne ho mai vista una felice del suo aborto. Anzi, molte sono divorate per sempre dal senso di colpa. Quando le ritrovo mi dicono “dottore, ho sempre quella cicatrice, me la porterò nella tomba”. Poi pensi e ripensi e ti dici che per molte di loro sarebbe stato peggio non farlo e vai avanti così, autoassolvendoti».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><strong>Quella donna e quel bimbo</strong></h5>
<p class="chapter-paragraph">Dal profondo irrompono domande esistenziali: «Donna o embrione? In quale momento inizia la vita? Nessuno lo può dire, nemmeno la scienza&#8230; forse la filosofia». La mamma che non voleva il suo bimbo se ne andò da Valdagno. «Aveva paura di incontrarmi, non voleva che suo figlio sapesse». Segato non li ha più visti né cercati. Ma sono molto presenti nei suoi pensieri e qualche volta, quando viene chiamato per un’emergenza, gli parlano da lontano.</p>
<p class="chapter-paragraph"><em>fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_23/confessioni-un-medico-abortista-lavoro-sporco-ma-devo-fare-vicenza-bambino-941dca4c-b0ee-11e6-b55d-c69c2623ee72.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corriere.it</a></em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/11/23/confessioni-di-un-medico-abortista-lavoro-sporco-come-guerra/">Confessioni di un medico abortista: «Lavoro sporco, come in guerra»</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Diritto alla vita (Ne siamo sicuri?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 08:52:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221; Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.&#8221;</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-11987 alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/clinton-frase.jpg" alt="clinton-frase" width="401" height="189" />Secondo quanto dichiarato dalla candidata e secondo il principio su cui si basa la sua affermazione: “<em>il governo non dovrebbe intromettersi</em>”, tale organo dovrebbe anche evitare di immischiarsi nei casi di violenza e omicidio femminile da parte dei partner. I cosidetti “femminicidi” dovrebbero essere lasciati come questioni strettamente private. In una società dove questo ragionamento verrebbe screditato e giudicato, ci si chiede se il diritto all’uguaglianza, che oramai caratterizza la costituzione di tutti gli stati, sia veramente riconosciuto e applicato non solo teoricamente ma anche praticamente nella vita di tutti i giorni e ad ogni circostanza.</p>
<p><em>&#8220;Tutto il consesso medico sa perfettamente che la pericolosità dell’aborto – è deleterio per la madre quando avviene all’inizio della gravidanza, anche quando avviene “in pillole” – aumenta esponenzialmente con il protrarsi della gravidanza. In più, nell’aborto a nascita parziale per procedere all’uccisione del bambino “legalmente”, cioè affinché tecnicamente la testa del piccolo sia ancora nel corpo materno, quando viene schiacciata, bisogna far rivoltare il bambino e farlo nascere podalico. Anche un somaro sa quanto questa procedura sia innaturale e facilmente comprende quanto possa essere pericolosa. Infatti, persino uno dei principali operatori di aborto della nazione ha detto che l’aborto a nascita parziale non è sicuro per la donna. (parlando alla American Medical News, nel 1995, Warren Hern).&#8221; <img decoding="async" class=" wp-image-11988 alignright" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2016/10/teresa.jpg" alt="teresa" width="432" height="203" /><br />
</em></p>
<p><span style="color: #993300">È importante ricordare uno dei principi fondamentali della vita e della sicurezza della dichiarazione universale sui diritti umani: nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, né potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.</span></p>
<p>La citazione: “<em>Il diritto di agitare il mio pugno finisce dove comincia il naso dell&#8217;altro</em>” esprime in modo chiaro che nessuna persona (madre, medico, scienziato); qualunque sia la sua professione o il suo ruolo è autorizzato a porre fine a un’altra vita reclamando i propri diritti. <span style="color: #993300">A ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona</span>. Questo principio fondamentale, che esprime un grande «<em>s</em>i» alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un&#8217;importanza sempre maggiore nel mondo di oggi. La scienza è buona solo se difende, protegge, sviluppa e aiuta la vita umana dal concepimento alla morte. Gandhi diceva: “<em>L’uomo si distrugge con la scienza senza umanità</em>”</p>
<p>Pare abbastanza scontato che le leggi esistano per tutelare la comunità, l’umanità e per evitare che l’uomo distrugga se stesso e gli altri in un universo dove l’egoismo e la legalità sembra prevalere. La politica, in questo contesto, esiste per porre dei limiti delineando confini da non valicare. Dire, affermare o confermare teorie e ideologie sbagliate per “accontentare la maggioranza” è segno di ignoranza e soprattutto non caratterizza un leader. Con la maschera di “<em>non sono affari miei</em>” e in nome della libertà molte persone decidono di neutralizzarsi di fronte all’argomento, adattando il proprio pensiero a quello che sembra prevalere all’interno della comunità. <strong>Il credente tuttavia ha il compito di mettere a fuoco ciò che la bibbia dice sull’argomento</strong>:</p>
<p>Dio dice al profeta Geremia, <span style="color: #993300">&#8220;<em>Prima che Io ti avessi formato nel grembo di tua madre, Io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, Io ti ho consacrato e costituito profeta delle nazioni</em>&#8221; (<em>Geremia 1:5)</em></span> Dio conosceva quest’uomo prima che fosse nato. Mentre lui veniva formato nel grembo di sua madre, Dio gli dava personalità, talenti, e temperamento. Se sua madre avesse avuto un aborto, il &#8220;tessuto fetale&#8221; che abortiva sarebbe stato una persona vera chiamata Geremia; un grande profeta di Dio, il dono della voce divina alle nazioni, sebbene lei non lo sapesse.</p>
<p><strong>Uno potrebbe dire che uccidere sia sbagliato ma non considerare un feto come una persona, ignorando che il cuore di un bambino inizia a battere dopo 19 giorni dal concepimento, all’ottava settimana iniziano a svilupparsi gli organi e si forma l’unicità della persona (le impronte digitali), alla nona settimana, periodo in cui vengono effettuati molti aborti, il bambino può provare dolore.</strong></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>Possiamo essere donatori di vita non diventiamo quelli che la tolgono.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-alla-nascita-la-clinton-agghiacciante-dice-si/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a>; <a href="http://www.lifenews.com/2016/10/20/debate-proves-hillary-clinton-really-does-support-abortion-all-the-way-up-to-birth/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lifenews.com</a></p>
<p>Scritto da Abbie<br />
Revisionato da Stefano | Team Purex</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/10/21/diritto-alla-vita-ne-siamo-sicuri/">Diritto alla vita (Ne siamo sicuri?)</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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		<title>Minorenni dal sesso facile. È boom di gravidanze e aborti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara. Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo. Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara.<br />
Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo.<br />
Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare in una mano e lo smalto sbeccato sull&#8217;altra. E hanno 15 anni, al massimo 16. Bambine che rischiano di avere bambini e che fanno sesso così, tanto per fare.</p>
<p><span style="color: #993300">I medici del Policlinico di Milano hanno dato un nome alla nuova «patologia» delle teenagers. La chiamano banalizzazione del sesso</span>. I numeri non sono significativi del fenomeno, ancora molto contenuto e silenzioso, ma parecchi casi degli ultimi anni hanno lasciato senza parole anche ginecologi della portata di Alessandra Kustermann che, nella sua attività trentennale, credeva di averle viste tutte. Credeva, appunto. E invece ora si trova sempre più spesso di fronte a ragazzine con l&#8217;apparecchio ai denti che chiedono di abortire. <span style="color: #993300">«Tante hanno rapporti sessuali completi con i compagni di classe in cambio di una ricarica del telefono. E non si rendono conto che anche questa è una forma di prostituzione».</span></p>
<p>Ovviamente nulla a che vedere con le baby squillo dei Parioli di Roma: in quel caso i clienti erano tutti maggiorenni e si parlava di un giro consolidato di giovanissime escort. Ma anche spogliarsi, farsi palpeggiare nei bagni della scuola, o fare sesso col primo che capita in cambio di una borsa di Zara e di un piccolo regalino ha qualcosa di inquietante.</p>
<p>«Abbiamo a che fare sempre più spesso con ragazzine inconsapevoli, che non si rendono conto del significato del sesso (e figuriamoci dell&#8217;amore) &#8211; racconta la Kustermann &#8211; Le assistiamo anche dal punto di vista psicologico:<span style="color: #993300"> sono fragilissime, insicure ed hanno una bassa considerazione di sé e un rispetto nullo del loro corpo</span>». Ça va sans dire, nessuna di loro usa precauzioni, né ha partner abituali.<br />
Non stiamo parlando solamente di ragazzine provenienti da ambienti disagiati, costrette a diventare grandi più in fretta. Ma di liceali delle «famiglie bene». Che evidentemente in testa hanno parecchia confusione sul significato di rapporto sessuale e che cambiano partner con un po&#8217; troppa facilità.</p>
<p>C&#8217;è un dato, parziale, del fenomeno. Il numeri delle certificazioni di interruzione di gravidanza registrato dall&#8217;Ats Milano: nel 2015 le minorenni che hanno chiesto di abortire sono state 60, il tre per cento del totale e un po&#8217; meno rispetto all&#8217;annus horribilis, il 2014, quando ne furono registrare 140. «Ma bisogna tener conto &#8211; spiega Aurelio Mosca, direttore del dipartimento famiglia dell&#8217;Ats milanese &#8211; che il certificato di interruzione di gravidanza, oltre che nei consultori Ats, può essere rilasciato anche da un medico di base o da un ginecologo privato». Quindi il dato fotografa solo una parte di quello che accade.</p>
<p>È la stessa Alessandra Kustermann a proporre di cominciare a monitorare il fenomeno, che sicuramente è in crescita. «Bisogna anche lavorare sulla sensazione di sopraffazione psicologica &#8211; sostiene la Kustermann &#8211; ascoltare i nostri ragazzi, educarli ai sentimenti. Tempo fa nelle scuole della Lombardia si faceva un gioco di ruolo sulle emozioni e sull&#8217;accesso alla fisicità molto profondo e utile». Ecco, ora quel corso, intitolato «Le parole non dette», si fa solo in pochissimi istituti a causa dei soldi che scarseggiano. E il presupposto resta comunque uno: <span style="color: #993300">l&#8217;educazione al sesso e all&#8217;amore si fa, ogni giorno, prima in famiglia che da dietro una cattedra</span>. Alessandro Albizzati, neuropsichiatra all&#8217;ospedale San Paolo, denuncia il nuovo male che colpisce, ahimé, figli e genitori: «la mancanza di valori». E forse è da qui che bisogna ripartire.</p>
<p><em>Tu dirai, cosa posso fare io? <strong>Dai valore al tuo corpo e sii il portavoce di questi valori</strong> nella tua scuola, nella tua classe, nel tuo posto di lavoro e con i tuoi amici; <strong>aiuta le tue amiche a rendersi conto</strong> che valgono molto di più di una semplice ricarica o di una borsa, <strong>sono state create in modo stupendo</strong>. La vita è stata creata come qualcosa di meraviglioso, distruggerne tre (eh già, anche il feto è una vita!) per pochi minuti di (finto) piacere è davvero inutile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/minorenni-sesso-facile-boom-gravidanze-e-aborti-1320785.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it </a><br />
pubblicato da Stefano | Team Purex</em></p>
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		<title>«Io, diventata mamma dopo uno stupro»</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:57:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per mesi aveva nascosto la verità sulla sua bambina. Una storia di violenza che non aveva rivelato a nessuno, per discrezione e anche per paura di subire ritorsioni. Ma dopo la sentenza della Corte Suprema che, in nome dei “diritti delle donne”, ha abolito la legge texana che poneva limiti all’aborto, non ha potuto più tacere. Ha deciso di raccontare tutto in un un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per mesi aveva nascosto la verità sulla sua bambina. Una storia di violenza che non aveva rivelato a nessuno, per discrezione e anche per paura di subire ritorsioni. Ma dopo la sentenza della Corte Suprema che, in nome dei “diritti delle donne”, ha abolito la legge texana che poneva limiti all’aborto, non ha potuto più tacere. Ha deciso di raccontare tutto in un <a href="http://liblaughlove1.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un post sul suo blog</a>.</p>
<p>Lei è una studentessa universitaria texana di nome Libbie Peters, che ha dato alla luce una bambina concepita in una notte di divertimento con le amiche finita nel peggiore dei modi: stuprata da uno sconosciuto. Se ha deciso di raccontare la sua storia, premette, «non è perché voglia la vostra pietà, ma perché voglio educarvi». Libbie vuole affrontare il tema «dal punto di vista di una vittima» come fanno tanti difensori del “diritto di abortire”, ma con l’intento di ribaltare i luoghi comuni e le risposte automatiche. «Perché eccomi qua: la risposta perfetta all’esempio che ho sentito mille volte: “Beh, come la mettiamo se una donna viene stuprata? Dovrebbe poter scegliere!”». È vero, commenta Libbie, «avete ragione», la donna «dovrebbe poter scegliere. Ma non se il bambino debba vivere o meno, bensì se vuole questa tremenda benedizione nella sua vita o se vuole benedire un’altra famiglia con questo dono prezioso».</p>
<p>Quella sera di poco più di un anno fa «era una sera come le altre», ricorda la ragazza. Un paio di birre con le amiche e un bicchierino offerto da ragazzi incontrati nel locale. Purtroppo per Libbie, però, «dopo non è stato più normale». Per una donna robusta come lei «quella piccola quantità di alcol nel corso di quattro ore e mezza in cui siamo stati al bar non avrebbe dovuto avere l’effetto che ha avuto». Invece Libbie del “dopo” non ricorda nulla. Solo di essersi risvegliata sul sedile posteriore di un’auto «completamente nuda, di fronte al ragazzo che avevo incontrato al bar, l’uomo che ancora oggi temo». Tornata a casa, la ragazza si è accora di essere piena di lividi e, due mesi dopo, «scoprii quello che temevo: ero incinta del figlio del mio aggressore». Di quella bambina che ora tiene in braccio nella foto che illustra il post: «Questa preziosa bambina è l’esito di una circostanza orribile, terrificante, ma la colpa non è sua».</p>
<p>Non che sia stato tutto facile per Libbie. «Mentirei se non ammettessi che ho pregato ogni sera che mia figlia somigliasse a me e non prendesse niente di quell&#8217;”uomo”. E mentirei se non ammettessi che certi giorni, quando la guardo, ritorno con la memoria a quella notte, e a come rintracciai lui per dirgli che ero incinta, e come lui all’inizio si comportava come se volesse essere parte della vita di lei, e poi il giorno dopo mi spinse contro un muro minacciando di uccidere me e mia figlia». La ragazza però ha scelto di rigettare qualunque vittimismo. Non ha voluto nemmeno sussidi dello Stato, nonostante «essere una mamma single e insieme studentessa a tempo pieno non sia facile né redditizio». Libbie ha «scelto di farcela da me invece di essere l’ennesimo stereotipo “che campa sulle spalle del governo”».</p>
<p>La vita di questa ragazza è tutt’altro che facile dunque. «Eccomi qui, un anno e mezzo dopo, stressata, sempre stanca, con la sensazione fissa di essere sul punto di fallire nella vita o come madre. Ma non mi pentirò mai della mia decisione di sceglie di dare la vita a questo prezioso angelo». Libbie si rivolge di nuovo «a tutti coloro che pensano che questa sentenza sia “coraggiosa” e “incredibile” e “una vittoria per le donne del Texas e di tutta l’America” (citazione da Hilary Clinton), per dire che invece è un giorno molto triste per il paese». Perché l’aborto «non è un diritto della donna, ma toglie la vita agli innocenti e agli indifesi». Quindi «date una bella occhiata», conclude Libbie riferendosi alla foto di lei con la sua bambina in braccio. «Ecco qui la faccia di una sopravvissuta e un “prodotto” di uno stupro”. Felici, sane e amate l’una dall’altra».</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.tempi.it/ecco-qui-mia-figlia-prodotto-di-uno-stupro-orribile-ma-la-colpa-non-e-sua#ixzz4ETP7FTXU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aborto. «Io diventata mamma dopo uno stupro» | Tempi.it</a> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/07/15/io-diventata-mamma-dopo-uno-stupro/">«Io, diventata mamma dopo uno stupro»</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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