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	<title>ragazzo Archivi - Purex Culture</title>
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		<title>La psicologia delle relazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 14:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi. Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">L’uomo è stato creato per interagire con gli altri, per vivere in comunità e confrontarsi.<br />
Ci sono due modi in cui, secondo Watzlawick, filosofo austriaco specialista delle scienze umane, tendiamo a relazionarci con gli altri: la relazione simmetrica e quella complementare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella relazione simmetrica si parla di uguaglianza: gli individui interagiscono e si rispecchiano nei loro comportamenti reciprocamente, ponendosi dunque sullo stesso piano. Si può definire tale una relazione di amicizia, tra fratelli oppure il rapporto di coppia.<br />
</span>Per quanto riguarda invece la relazione complementare, un individuo assume una posizione subalterna rispetto all’altro: la struttura del rapporto è quindi definita dal ruolo. Costituiscono esempi validi le relazioni tra genitore e figlio, alunno ed insegnante.</p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella vita di tutti i giorni, per poter vivere relazioni sane, occorre alternare queste due modalità: a volte è necessario raffrontarsi in modo simmetrico, altre volte in modo complementare.<br />
</span>Nel momento in cui uno dei due membri rigetta l’altro,si rischia di instaurare legami patologici a sfavore dell’individuo in posizione subalterna, il principio di uguaglianza viene compromesso e si entra in competizione, per mezzo della quale si incorre nell’interruzione del rapporto. Risulta dunque necessario intraprendere un percorso di conoscenza della propria coscienza, in modo da ottenere un ruolo definito, non solo nella propria psiche, ma anche a fronte degli astanti.<br />
<span style="font-weight: 400">Il continuo lavoro di auto-interrogazione e auto-riflessività, tipici di un’era eclettica come il ventunesimo secolo, conducono l’essere umano ad una totale crisi ontologica, che danneggia la definizione della propria personalità, e dunque le relazioni del singolo con il mondo esterno, l’intersoggettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Nella Bibbia è esplicitato di <span style="color: #993300">amare il prossimo come noi stessi</span>, dunque, <span style="color: #993300">per amare qualcun altro, è necessario in primo luogo amare se stessi</span>. Quindi <strong>se vuoi iniziare a vivere relazioni sane ed equilibrate, come primo step inizia a conoscerti, ad accettarti e ad amarti per quello che sei.</strong> Inizia ad esercitare la compassione e il perdono dapprima con te stesso, in modo che, quando dovrai poi farlo con gli altri, sarà più naturale e meno frustrante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo scritto da Aby | Redazione Purex</em></p>
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		<title>Fall in…love?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:02:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento. Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti. Sono madre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Kim West, cinquantuno anni. Ben Ford, trentadue anni. I due sono madre e figlio, ma la donna, da giovanissima, aveva dato il bambino in adozione. Dopo trent’anni lo ha ritrovato e ora i due ritengono di amarsi, non considerando incestuoso il loro sentimento.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Questa è, in breve, la storia dei due controversi protagonisti.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Sono madre e figlio, ma anche innamorati l’uno dell’altra. Innamorati al punto da volersi sposare e desiderando un bambino insieme. A chi domanda loro la natura di un simile sentimento, i due rispondono che non si tratta di incesto, ma di “Genetic Sexual Attraction” (attrazione sessuale genetica, ovvero la conseguenza dell’incontro tra parenti stretti che avviene per la prima volta in età adulta, tipico dei casi di adozione). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400">《 So che le persone ci ritengono disgustosi, che dovremmo essere in grado di controllare le nostre pulsioni, ma – ha confessato la donna – quando si viene colpiti da un amore così intenso, si ha il desiderio di combattere contro ogni cosa per difenderlo e portarlo avanti 》</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400">So che questa storia può destare reazioni diversificate, ma voglio soffermarmi su un particolare: Ben ha lasciato sua moglie per unirsi a sua madre.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Mi rattrista il pensiero della mancanza di scrupolosità con cui un matrimonio ha raggiunto la sua fase terminale.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Non voglio entrare nei dettagli di come il signor Ben abbia espresso il volere di separarsi dalla sua attuale ex moglie, tuttavia non posso che  rimanere disgustato, non solo dall’innaturale relazione, ma anche dall’impeto con cui ne è stata fornita la motivazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In un tempo di carestia morale in cui il liberismo etico, ormai degenerato nel liberticidio, è ciò che meglio giustifica le nostre perversioni, vedo inneggiare all’amore laddove – ahimè &#8211;  amore non c’è.<br />
</span><strong>Giustificare le proprie azioni illecite in virtù di “irresistibili” pulsioni sessuali, credendo disonorevole, antiquato e folle rimanere fedeli, è ciò che meglio riesce alla nostra generazione. </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Spiacente che ne vadano di mezzo Kim e Ben, ma come in tanti altri casi di separazione, mi chiedo come sia possibile che un’attrazione sessuale fugace ed esterna al matrimonio, riesca a  superare un patto d’amore tra due persone. <span style="color: #993300">Dove sono svanite, dunque, la responsabilità delle proprie scelte, la fedeltà alla persona che si ha scelto di amare? Dov’è la voglia di lottare per difendere l’amore, al di sopra del nostro egoismo? </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400"><strong>Abbiamo smesso di credere nell’amore da quando abbiamo trovato legittimo lasciarci per incomprensioni caratteriali prima di lottare.</strong><br />
</span>Finché non chiuderemo la porta alla possibilità di divorzio, la via più larga e semplice, non troveremo mai il nerbo adatto a costruire quotidianamente le fondamenta delle nostre relazioni.</p>
<p><span style="font-weight: 400">I miei genitori hanno avuto molti problemi tra loro, ma mi hanno lasciato in eredità uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco nel mio cuore: <span style="color: #993300">non importa quanto forte sia la tempesta,il capitano non abbandona mai la nave!</span><br />
</span>Credo che l’amore, quello vero, abbia a che fare con l’ingenuità di due sguardi che per la prima volta si scoprono imbarazzati nell’incontrarsi e che, ritrovandosi complici al termine della corsa, sappiano dire: “Finché morte non ci separi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro | Redazione Purex</em><br />
<em>Fonte: <a href="http://dailymail.co.uk">DailyMail</a></em></p>
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		<title>Gender X: svolta a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 15:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”iphone X”, sbuca il “Gender X”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “Grande Mela”. Tranquilli, ve la faccio breve,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Americani certamente non smettono mai di sorprenderci; ecco che, dopo l’ ”<em>iphone X</em>”, sbuca il “<em>Gender X</em>”. No, non è una versione all’avanguardia di un cellulare (anche se può sembrare così), né tantomeno l’ultima pubblicità passata in tv, bensì l’ultima follia messa in scena dalla città della “<em>Grande Mela</em>”.<br />
<span style="font-weight: 400">Tranquilli, ve la faccio breve, citando le parole del democratico Corey Johnson: <em>“I Newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il certificato di nascita, non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">In nome dell’uguaglianza e del rispetto, questo è tutto ciò che New York, città dalle mille prospettive, è riuscita ad offrirci: uno scenario raccapricciante.<br />
</span><span style="font-weight: 400">È folle vedere gente che insegue la parità di genere, inventando di fatto, generi che non esistono. <span style="color: #993300">L’identità sessuale non è un sostantivo al quale può essere attribuito il genere neutro, né  una squadra di calcio,</span> piuttosto una fede da scegliere razionalmente.<br />
</span><span style="font-weight: 400">Rimango sconcertato al solo pensiero che negli stessi giorni, in Romania, il popolo  chieda invece di specificare nella propria Costituzione che il matrimonio debba avvenire  tra un uomo ed una donna. Ma questo ormai non fa più scalpore.</span></p>
<p><strong>In un mondo in cui le nuove generazioni non sanno chi sono, stiamo lottando per diritti di ideologie che li privano di quelle poche certezze su cui potrebbero realmente contare, tempestandoli di dubbi ed inventando risposte che negano l’evidenza.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Alla “<em>X</em>” avrei attribuito molte funzionalità: può indicare  il luogo di un tesoro nascosto su una mappa, un risultato di una partita, o essere un simbolo per indicare una risposta ad una domanda in un quiz.<br />
In questo caso le domande sgorgano a fiumi, ma non trovo soluzioni, solo innumerevoli incognite. <span style="color: #993300">Stare bene con se stessi non significa vivere per ottenere l’approvazione degli altri, ma guardarsi allo specchio e riconoscere di essere stati creati in modo stupendo</span>, senza adombrare  la realtà.</span></p>
<p><strong>Una cosa so, e questa insegnerò a mio figlio: quanto è bello vivere nella certezza di come mamma mi ha fatto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Mauro || Redazione Purex</em></p>
<p><span style="font-weight: 400"><em>Fonte:</em> <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/svolta-a-new-york-gender-x-sul-certificato-di-nascita_3162976-201802a.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tgcom24.mediaset.it</a></span></p>
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		<title>Mamma, ho fatto sexting.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 14:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Sexting? Una parola che non è ancora stata inserita nello Zanichelli ma se hai fra gli 11 e i 18 anni sai bene che cos&#8217;è. Se hai qualche anno di più forse ne hai sentito parlare e, se sei un adulto, sarebbe meglio tu ti informassi adeguatamente su tutto ciò che un telefono può fare con la vita di tuo figlio.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Adolescenza: si apre il sipario sulla propria bellezza corporea. Se vogliamo, è anche un processo naturale: é la fase evolutiva in cui si chiede al mondo di essere  guardati per conquistare un piccolo posticino di popolarità. Abbiamo cercato tutti scollature più evidenti e minigonne a quindici anni, ma come funziona per i nativi del digitale? </span><span style="font-weight: 400">Loro sono abituati a vedere  l&#8217;audience televisiva impazzire davanti ad un bel corpo che ondeggia su tacchi glitterati e che gli  influencer in bikini su Instagram sembrano raccogliere likes da ogni parte del pianeta e allora si chiedono, &#8221;<em>come posso colpire anche io il pubblico con il mio stile?</em>&#8221; </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il primo selfie con pochi vestiti  lascia a desiderare e, quando si scopre un po&#8217; di più, i commenti di apprezzamento sembrano finalmente sfrecciare da ogni parte. Ma non basterà per farli sentire incoronati come i più popolari della scuola e allora ancora foto sotto richiesta, video fatti con le amiche mentre si balla il twerking, foto fatte in bagno per evidenziare la muscolatura eccessive, </span><span style="font-weight: 400">filtri e hashtag di ogni genere perché il testosterone virtuale senta odore di sensualità e faccia visita sul profilo. Diventare famosi. La via più facile è quella di un profilo altamente sessualizzato.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400"><span style="color: #993300">Vi ricordate quando aspettavate di incrociare lo sguardo del più carino della scuola? Sarebbero passati mesi perché si riuscisse a farsi notare, vero? E allora basta attese! Per i millenials é tutto più semplice.</span> &#8221;<em>Se avrò tanti like visiterà il mio profilo e mi scriverà un messaggio privato</em>&#8221;. L&#8217;intimità è conquistata: non servono stanze quando si hanno  finestre così grandi e spaziose come i propri display.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Dai, mi mandi una foto mentre&#8230;</em>&#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Ma poi la cancelli?</em> &#8221;</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">&#8221;<em>Si dai&#8230; Manda ti prego&#8230; Mi fai impazzire</em>&#8221;<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Il clima si fa interessante e una serie di foto, video e messaggi vocali di ogni genere iniziano a sfrecciare dalla camera di lei per accertarsi di essere stata abbastanza potente da eccitare il proprio interlocutore dall&#8217;altra parte del telefono. Non sa che lei stessa, sta chiudendo la sua gabbia a chiave per sempre. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Ma non riguarda solo una ragazza. Stiamo parlando di un problema sociale che ogni giorno conta numeri elevatissimi di maschi e femmine. Vittime? Si, di un sistema che apre le sue fauci e non lascia nessuna via d&#8217;uscita. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Una volta inviati, i file multimediali sono proprietà del mondo. Spesso non vengono cancellati affatto e, per scherzo o per vendetta, passano veloci di mano in mano fino a ad essere sotto gli occhi e sulla bocca di chiunque. <span style="color: #993300">La divulgazione diventa una trappola ingestibile che si estende all&#8217; infinito e, la propria immagine, non potrà mai più scegliere di rivestirsi.</span><br />
<strong>Le statistiche ci informano che il 47% delle vittime infatti combatte con suicidi, il 49% sarà vittima di stalking e la viralità  dei contenuti si potrà estinguere solo quando &#8221;passerà di moda&#8221; ma avrà messo per sempre in gioco la loro immagine</strong>. Si parla di bambini dagli 11 anni in poi. Errori adolescenziali, si sa che li abbiamo fatti tutti, ma quelli di oggi a quanto pare, costano caro e quando distrattamente sentiamo la notizia di un suicidio, dovremmo soffermarci per riflettere su cosa sta accadendo nel mondo invisibile della rete. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">In un attimo, una popolazione intera  entra in una cameretta e la vittima sarà ossessionata per sempre dallo sbattere di ciglia virtuali che la stanno guardando per ridere di lei e l&#8217;eco dei commenti sarà una voce inestinguibile nelle sue paure.<br />
</span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">Crediamo sia un problema abbastanza grave per cui prendere adeguati provvedimenti. </span><span style="font-weight: 400"><br />
</span><span style="font-weight: 400">La cultura purex offre un contenuto alternativo a ragazze e ragazzi insegnando loro che spogliarsi vuol dire non amare abbastanza la propria dignità. Attraverso gli stessi social diciamo  ai ragazzi che <strong><em>&#8221;la vera ricchezza é possedere le cose e non mostrarle&#8221;</em></strong>. Scegliamo di andare controcorrente e far parlare di noi perché siamo quelli della generazione “<em>diversa</em>”.<br />
<span style="color: #993300">Il mondo ha bisogno di un popolo di giovani che uniscono la loro voce per  dimostrare che vivere nella purezza è possibile ed è il miglior modo per conquistare l&#8217;altro sesso</span> e&#8230;anche il più carino della scuola!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
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		<title>Butterfly: la prima serie tv sui bambini trans.</title>
		<link>https://purexculture.com/blog/2018/10/16/butterfly-la-prima-serie-tv-sui-bambini-trans/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 11:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia. Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La prima serie tv sui bambini transgender parte dall’Inghilterra. La storia è quella di Max/Maxine,  un’undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia.</p>
<p class="p1">Sul sito Ansa.it ho letto una frase in particolare che mi ha fatto riflettere: “<i>Questa è la prima serie a parlare di bambini trans, ma arriverà il momento in cui le storie includeranno personaggi trans non in quanto trans, come dopo 20 anni è successo con gli omosessuali.</i>”<br />
Molti vedono questa notizia come un passo avanti per l’umanità, pensando che in nome dei diritti e dell’uguaglianza si stia dando voce a chi non era ascoltato; in realtà <strong>l’unica cosa che riesco a sentire è il rumore di una generazione che sta crescendo sempre più confusa</strong>.</p>
<p class="p1"><span style="color: #993300">Educare il bambino significa orientarlo verso l’uomo che può diventare esattamente come educare la bambina significa orientarla verso la donna che può diventare</span>, “<i>ma questa è una serie tv per tutti”</i>, come dice Luca Barsaglia, excutive director programming di Fox Italia, quindi anche una serie tv per bambini, o forse soprattutto per bambini, in modo che possano prendere esempio ed essere ispirati a trovare la loro strada.</p>
<p class="p1">Ma <strong>se l’identità diventa indistinta, l’educazione manca il proprio scopo</strong>. E’ questo che stiamo insegnando alle nuove generazioni, non le stiamo portando verso una crescita in nome della libertà e del progresso, le stiamo solo rendendo più confuse e fragili. Le stiamo insegnando che tutto ciò che era certo ed ovvio ora non lo è più, che ciò che poteva essere un punto di riferimento per la propria identità può essere un ulteriore punto di domanda. Come se non ci fossero abbastanza incertezze nella vita. Siamo proprio sicuri che possiamo definire questa serie tv come un trampolino di lancio? O è piuttosto un’inversione di marcia?</p>
<p class="p1">
<p><em>Articolo scritto da Sara</p>
<p>fonte: <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2018/10/13/butterfly-drama-su-bimba-trans_ed8a4204-ddc9-4fd3-b70f-f86987893871.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ansa.it</a></em></p>
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		<title>Sentimenti Robot</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 08:50:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;improvviso comprendo un’affermazione che avevo scorto tempo fa in un articolo che riguardava i &#8221;nuovi tossicodipendenti virtuali&#8221;. Ed è così che, proprio come agiscono le sostanze stupefacenti, sembra che “Call of duty”, primo in classifica nell&#8217;industria dei videogiochi, riesca a sortire un effetto altrettanto paralizzante. Il nostro amico, evidentemente, non si è limitato all&#8217;utilizzo e questo lo ha portato persino a dimenticare di avere a fianco una bellissima modella di pochi anni più grande di lui. Sembra un’assurdità, ma gli avvenimenti parlano chiaramente.</p>
<p>Non so se sia la mia fantasia a giocare brutti scherzi, ma a seguito di situazioni di questo tipo, non riesco a fare a meno di immaginare, in un prossimo futuro, una stirpe di esseri umani che lentamente perdono la cognizione di sé e del mondo circostante, ogni sentimento, e forse persino il loro moto corporeo, fino a diventare dei veri e propri automi, privi di emozioni ed incapaci di amare.</p>
<p>Sto forse esagerando? Beh, l&#8217;articolo sembra rivelare una realtà abbastanza simile a questa “distopia”.<br />
Vorrei citare a tal proposito un post di “Purex”: &#8220;<em>Non limitare le tue relazioni ad un “Mi piace”:le persone non sono dei post di Facebook&#8221; (Scelte allo stato puro, 2016)</em>.  Eppure per la maggior parte, i “likes” sembrano essere ancora la chiave di ogni tipo di relazione. Non so se questa coppia avesse iniziato ad innamorarsi guardandosi negli occhi, o guardando l’uno la foto dell’altro, ma ciò che conta è il finale, non troppo diverso da un &#8220;non mi piace più’’.</p>
<p>Mentre scrivo queste poche righe, guardo fuori dalla finestra ed  immagino che un domani articoli di questo genere non verranno nemmeno ideati, perché questo “habitus” diverrà normalità in un mondo sempre più digitalizzato. O forse no.<br />
Voglio credere in una generazione che sappia opporsi a questa tendenza,rimanendo semplicemente reale. Forse è davvero possibile cambiare il mondo,scegliendo in maniera ponderata ,allo stato puro.<br />
Forse possiamo tutti fermarci qualche istante davanti ad una notizia del genere e prendere seriamente l&#8217;impegno di andare controcorrente, nel bel mezzo di un cambiamento antropologico come non c’è mai stato prima d’ora.</p>
<p>Noi scegliamo la purezza nelle relazioni, la trasparenza nelle piccole cose e la limpidezza dell&#8217;amore vero che esiste, e voi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>articolo scritto da Fiorella || Redazione Purex</em></p>
<p><em>fonte <a href="https://www.corriere.it/spettacoli/18_luglio_24/lascia-fidanzata-modella-videogame-non-ho-tempo-lei-devo-allenarmi-call-of-duty-19fcad06-8f58-11e8-84b6-8543850c3d94.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corriere.it</a></em></p>
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		<title>L’affissione porno che fa parlare Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 15:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amo i tragitti in macchina, sopratutto quelli lunghi, metto della buona musica e rifletto, se poi sono in compagnia la mia imbattibile Peugeot 206 da 260.000 km diventa magicamente lo scenario di un bellissimo café parigino in cui chiacchierare, ridere e scambiarsi opinioni. Appunto, ieri succedeva proprio questo e mentre chiacchieravo con mio marito, siamo&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Amo i tragitti in macchina, sopratutto quelli lunghi, metto della buona musica e rifletto, se poi sono in compagnia la mia imbattibile Peugeot 206 da 260.000 km diventa magicamente lo scenario di un bellissimo café parigino in cui chiacchierare, ridere e scambiarsi opinioni.<br />
Appunto, ieri succedeva proprio questo e mentre chiacchieravo con mio marito, siamo stati interrotti da un rumore irritante; questa volta non era la frizione, ma il nostro sospiro di stupore all’unisono per aver visto un cartellone al limite del decente, anzi togliamo pure il <em>“limite”</em> e il <em>“decente”</em>.</p>
<p>Nel cartellone, di una marca di abbigliamento,  viene rappresentato tutto tranne che vestiti; non citerò il marchio, perché è questo il loro intento, parlarne male per raccogliere qualche misero mi piace sui social visto che da quello che vedo scarseggiano e anche parecchio.<br />
<span style="color: #993300">Mi rende sempre più triste pensare che si sia disposti a tutto pur di incrementare la propria visibilità; Che limiti supereremo pur di essere popolari?</span></p>
<p>Milano viene definita progressista e all’avanguardia, ma se questo significa superare i confini della moralità allora non ci sto. Una città che rappresenta la porta dell’Europa, che vuole mostrarsi forte, ambiziosa e al passo con i tempi, ma che a quanto pare non ha saputo dire di no all’ennesimo eccesso.<br />
<strong>Ancora non sono mamma, ma francamente mi spaventa non poco mettere al mondo un bambino a cui dover spiegare perché un ragazzo nudo, tira i capelli ad una signorina nuda mentre simulano un atto sessuale, mi spaventa l’idea di dovergli coprire gli occhi per strada perché i suoi occhi non si abituino ad immagini sempre più nude, entrando così lentamente a proprio agio con la pornografia.</strong></p>
<p>L’accaduto ha fatto scalpore anche a Napoli e dopo varie polemiche, grazie al cielo, il comune ha deciso di eliminare dalla città le duecento affissioni.</p>
<p><em>“ Il concept del nostro brand è incentrato quasi interamente sulla figura della donna forte ed indipendente e che non ha paura di ostentare la sua femminilità. In un mondo in cui ogni giorno ci svegliamo ed apprendiamo purtroppo notizie di femminicidio ed eventi similari la nostra voleva essere una rivolta con l’intento di elogiare la parità dei sessi in modo un po’ estremo forse certo ma pur sempre lecito&#8221;</em></p>
<p>Così e con altre dichiarazioni si difende il brand dalle accuse di sessismo; non entro nel merito del sessismo, e della mercificazione del corpo femminile, ma mi fa sorridere la frase che parla di “<em>elogiare la parità dei sessi in modo pur sempre lecito</em>”. Elogio e lecito fanno “a cazzotti” in questa affissione, cos’è che si cerca di elogiare in maniera lecita? Una sessualità libera e aperta e trasgressiva?<br />
<span style="color: #993300">Di quello che succede tra le pareti di casa mi importa poco, ma fate decidere a me come vivere la mia sessualità, senza violentare i miei occhi con la vostra di idea.</span></p>
<p>Voglio ringraziare il comune di Napoli per aver rimosso dalla città le duecento affissioni, e mi auguro che chi ci governa, possa prendere una posizione trasmettendo ai cittadini il valore del proprio corpo e dei propri valori così preziosi e sempre più rari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stefania Spezzacatena</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>fonte citazioni e foto: <a href="http://www.milanotoday.it/cronaca/pubblicita-sesso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">milanotoday.it</a></em></p>
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		<title>C’era una volta il Gay Pride…</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 10:42:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tempo fa, nel 1970, ci furono le prime manifestazioni organizzate per difendere la dignità e i diritti umani della comunità LGBT in America. Quando si parla di omofobia oggi, bisognerebbe andare a leggere cosa succedeva a quel tempo. Tanto per dirne una, un bar poteva vedersi revocata la sua licenza di vendita dei liquori se serviva da bere volontariamente a un gruppo di tre o più omosessuali. Erano considerati un rischio per la sicurezza nazionale perché facili da ricattare.  <span style="color: #993300">Migliaia di uomini e donne furono pubblicamente umiliate, fisicamente molestati, licenziati, imprigionati o ricoverati in ospedali psichiatrici a causa della loro scelta di una vita omosessuale.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-12036 size-medium alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/gay-pride_Roma_Marino-300x185.jpg" alt="gay-pride_Roma_Marino" width="300" height="185" /><br />
Queste mie parole significano che sono d’accordo con l’omosessualità o qualsiasi altra identità di genere diversa dall’eterosessualità? Assolutamente no!  Però non sono nemmeno d’accordo con la discriminazione violenta, con l’apartheid, con lo sterminio di disabili, ebrei, religiosi, gay e zingari nella Seconda Guerra  Mondiale e non solo.  <strong>Non mi piace la cecità, che è il risultato di un pregiudizio che viene dall’ignoranza.</strong> Credo che una società matura dovrebbe riuscire a confrontarsi su temi sui quali dissentiamo. Senza dirsi parolacce, urlarsi contro, insultarsi. Insomma, essere d’accordo con l’essere in disaccordo.</p>
<p>Protestare per i diritti è un diritto? Dipende dal diritto? Chi lo decide?<br />
<span style="color: #993300">Quello che mi chiedo però, guardando le tante foto sui gay pride di fine giugno, è che cosa c’entra quello che vedo con la lotta per l’uguaglianza ed i diritti.</span> Io quando esco la mattina, non vedo manager vestiti in tutù rosa e commessi in mutande che raggiungono il loro luogo di lavoro. Non vedo uomini e donne in tenuta sado-maso. Vedo persone, vestite normalmente. Quando guardo le persone in posa nelle foto, le scene della marcia, vedo spesso tanta gioia, una grande festa, però c’è anche altro, e <span style="color: #993300">mi sorge il dubbio che la marcia sia l’occasione per sfogare una parte di sé normalmente nascosta, legittimandola con la lotta LGBT</span>. Un po’ come le persone che si nascondono dietro i falsi profili sui social per dire e fare cose che non si sognerebbero di fare di persona. Mi sembra che le foto, almeno molte, mostrino la totale caduta di ogni remora etica e morale (e non c’entra il gender). Davvero il mondo LGBT è questo? A me non pareva, ma forse sono cambiati i tempi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12033" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/CYMNTNjW8AAdKgt.jpg" alt="CYMNTNjW8AAdKgt" width="600" height="400" /></p>
<p>Uomini in mutande che succhiano un lecca-lecca a forma di pene, è questa la libertà e la vittoria? È questa la conquista tanto ambita? Non sono bigotta, ve lo assicuro. Ne ho fatte e viste tante ma so riconoscere una provocazione. Come i crocifissi davanti ai genitali, il Gesù con l’erezione davanti ad un bimbo in ginocchio; e non vado oltre.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-12027 alignleft" src="https://purexculture.com/wp-content/uploads/2017/07/1498918440-1498918312-ecce-homo.jpg" alt="1498918440-1498918312-ecce-homo" width="413" height="550" />Certo che di rabbia ne hanno proprio tanta! È una sfida provocatoria alla fede di milioni di credenti che professano Gesù come Signore e Salvatore, che credono che Dio sia amore, non perché accetta l’omosessualità, l’omicidio, la maldicenza, l’adulterio, le bugie, ecc., ma perché dice “scagli la prima pietra chi non ha peccato”.  Sarebbe bello avere un Dio che approva tutto ciò che facciamo, ma il Dio della Bibbia ha messo dei limiti per il nostro bene. Piaccia o no, è così.<br />
<span style="color: #993300">Perché arrabbiarsi? Se io sono convinta di una mia scelta, non ho bisogno dell’approvazione del mondo!</span><br />
Cosa c’entra tutta questa provocazione con il diritto di non essere discriminati?<br />
<span style="color: #993300">E poi, è questa è la mia vera domanda, cosa c’entra Gesù?</span><br />
Anche Maometto nel corano condanna l’omosessualità. L’ebraismo ortodosso lo condanna (Gesù era ebreo, lo ricordate?); in Cecenia li mettono nei campi di concentramento. Eppure non vedo Menorah dissacrate o copie del corano messi chissà dove. Nemmeno una bandiera cecena stracciata. Come mai?<br />
Facile prendersela con Gesù, certo, con i tempi che corrono prendersela con Maometto è pericoloso (c’è la pena di morte per gli omosessuali in nove stati islamici).<br />
Ci vorrebbe un bel coraggio per fare un gay pride in Iran; ma il prezzo sarebbe troppo alto, no?<br />
Eppure la morte è un prezzo che hanno continuato a pagare migliaia di credenti che si sono rifiutati di abbandonare il loro credo nei secoli. Quella però è storia, anche contemporanea purtroppo.</p>
<p><span style="color: #993300">È il prezzo che Cristo ha pagato per tutti, più di 2000 anni fa, anche per quelli presenti al gay pride</span>; perché vedete, mentre scrivevo questo articolo un pensiero mi ha fulminato il cuore e la mente come una stella fugace.<strong> Sapete perché se la prendono con Gesù? Perché Lui è l’unico vero Dio che può capire cosa c’è dietro: un grido d’aiuto. La rabbia così forte cela sempre un grande dolore e lui ne sa qualcosa.<br />
</strong><br />
C’è un versetto che mi viene in mente in Isaia 53:<br />
<em>“Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori…”</em></p>
<p>Noi ci scandalizziamo per quelle immagini, ma il mondo all’epoca si scandalizzò per la crocifissione di Gesù. <span style="color: #993300">Lui ha già portato il peso del disprezzo, degli sputi, degli insulti, dei colpi e della croce. </span><span style="color: #993300">E sapete cosa ha detto? <em>“Padre perdonali, perché non sanno ciò che fanno”.</em></span></p>
<p>Ecco, credo che guardando quelle foto, dica ancora la stessa cosa.<br />
E tu? Cosa dirai?</p>
<p><em>articolo scritto da Liliana Olivieri<br />
</em>fonte immagini: <a href="http://www.ilgiornale.it/gallery/manifesti-blasfemi-su-ges-e-maria-roma-1415351/0.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it</a>, <a href="https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/roma-gay-pride-omofobia-promesse-e-contro-manifestazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">notizieprovita.it</a></p>
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		<title>Minorenni dal sesso facile. È boom di gravidanze e aborti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara. Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo. Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara.<br />
Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo.<br />
Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d&#8217;attesa, in fila per interrompere la gravidanza. Il cellulare in una mano e lo smalto sbeccato sull&#8217;altra. E hanno 15 anni, al massimo 16. Bambine che rischiano di avere bambini e che fanno sesso così, tanto per fare.</p>
<p><span style="color: #993300">I medici del Policlinico di Milano hanno dato un nome alla nuova «patologia» delle teenagers. La chiamano banalizzazione del sesso</span>. I numeri non sono significativi del fenomeno, ancora molto contenuto e silenzioso, ma parecchi casi degli ultimi anni hanno lasciato senza parole anche ginecologi della portata di Alessandra Kustermann che, nella sua attività trentennale, credeva di averle viste tutte. Credeva, appunto. E invece ora si trova sempre più spesso di fronte a ragazzine con l&#8217;apparecchio ai denti che chiedono di abortire. <span style="color: #993300">«Tante hanno rapporti sessuali completi con i compagni di classe in cambio di una ricarica del telefono. E non si rendono conto che anche questa è una forma di prostituzione».</span></p>
<p>Ovviamente nulla a che vedere con le baby squillo dei Parioli di Roma: in quel caso i clienti erano tutti maggiorenni e si parlava di un giro consolidato di giovanissime escort. Ma anche spogliarsi, farsi palpeggiare nei bagni della scuola, o fare sesso col primo che capita in cambio di una borsa di Zara e di un piccolo regalino ha qualcosa di inquietante.</p>
<p>«Abbiamo a che fare sempre più spesso con ragazzine inconsapevoli, che non si rendono conto del significato del sesso (e figuriamoci dell&#8217;amore) &#8211; racconta la Kustermann &#8211; Le assistiamo anche dal punto di vista psicologico:<span style="color: #993300"> sono fragilissime, insicure ed hanno una bassa considerazione di sé e un rispetto nullo del loro corpo</span>». Ça va sans dire, nessuna di loro usa precauzioni, né ha partner abituali.<br />
Non stiamo parlando solamente di ragazzine provenienti da ambienti disagiati, costrette a diventare grandi più in fretta. Ma di liceali delle «famiglie bene». Che evidentemente in testa hanno parecchia confusione sul significato di rapporto sessuale e che cambiano partner con un po&#8217; troppa facilità.</p>
<p>C&#8217;è un dato, parziale, del fenomeno. Il numeri delle certificazioni di interruzione di gravidanza registrato dall&#8217;Ats Milano: nel 2015 le minorenni che hanno chiesto di abortire sono state 60, il tre per cento del totale e un po&#8217; meno rispetto all&#8217;annus horribilis, il 2014, quando ne furono registrare 140. «Ma bisogna tener conto &#8211; spiega Aurelio Mosca, direttore del dipartimento famiglia dell&#8217;Ats milanese &#8211; che il certificato di interruzione di gravidanza, oltre che nei consultori Ats, può essere rilasciato anche da un medico di base o da un ginecologo privato». Quindi il dato fotografa solo una parte di quello che accade.</p>
<p>È la stessa Alessandra Kustermann a proporre di cominciare a monitorare il fenomeno, che sicuramente è in crescita. «Bisogna anche lavorare sulla sensazione di sopraffazione psicologica &#8211; sostiene la Kustermann &#8211; ascoltare i nostri ragazzi, educarli ai sentimenti. Tempo fa nelle scuole della Lombardia si faceva un gioco di ruolo sulle emozioni e sull&#8217;accesso alla fisicità molto profondo e utile». Ecco, ora quel corso, intitolato «Le parole non dette», si fa solo in pochissimi istituti a causa dei soldi che scarseggiano. E il presupposto resta comunque uno: <span style="color: #993300">l&#8217;educazione al sesso e all&#8217;amore si fa, ogni giorno, prima in famiglia che da dietro una cattedra</span>. Alessandro Albizzati, neuropsichiatra all&#8217;ospedale San Paolo, denuncia il nuovo male che colpisce, ahimé, figli e genitori: «la mancanza di valori». E forse è da qui che bisogna ripartire.</p>
<p><em>Tu dirai, cosa posso fare io? <strong>Dai valore al tuo corpo e sii il portavoce di questi valori</strong> nella tua scuola, nella tua classe, nel tuo posto di lavoro e con i tuoi amici; <strong>aiuta le tue amiche a rendersi conto</strong> che valgono molto di più di una semplice ricarica o di una borsa, <strong>sono state create in modo stupendo</strong>. La vita è stata creata come qualcosa di meraviglioso, distruggerne tre (eh già, anche il feto è una vita!) per pochi minuti di (finto) piacere è davvero inutile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/minorenni-sesso-facile-boom-gravidanze-e-aborti-1320785.html?mobile_detect=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilgiornale.it </a><br />
pubblicato da Stefano | Team Purex</em></p>
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		<title>Le apparenze ingannano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 11:41:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Tutto bene? Oggi voglio parlarvi di qualcosa che ho per la testa da molto tempo. Nei giorni che stiamo vivendo ho notato quanto siamo in una società che da priorità all’apparenza. Tante ragazze e ragazzi danno priorità alla bellezza esteriore e sottovalutano la bellezza interiore, le emozioni e il cuore. Mai si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/09/15/le-apparenze-ingannano/">Le apparenze ingannano</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Tutto bene?</p>
<p>Oggi voglio parlarvi di qualcosa che ho per la testa da molto tempo. <strong>Nei giorni che stiamo vivendo ho notato quanto siamo in una società che da priorità all’apparenza</strong>. Tante ragazze e ragazzi danno priorità alla bellezza esteriore e sottovalutano la bellezza interiore, le emozioni e il cuore. Mai si è apprezzato tanto un fisico perfetto, un taglio di capelli alla moda e un conto in banca con molti zeri, la semplicità non viene più considerata; le persone sono usa e getta.<br />
Condivido con te che stai leggendo questo articolo, in maniera molto trasparente, che per molto tempo sono stata influenzata da come le persone mi vedessero; se fossi stata bella, magra, interessante. Questo è diventato un modello e una prigione, sono finita ad essere sottomessa a questi “valori” distorti, dimenticandomi di come Dio realmente mi vedeva.<br />
<span style="color: #993300">Noto che oggi le nostre vetrine sono le reti sociali</span>; nessuno pubblica una foto appena svegliato o con un brufolo gigantesco nel naso! Chi vorrà pubblicare una brutta foto dopo una giornata stancante di lavoro e dopo aver passato ore dentro un pullman pieno? Quale ragazza pubblicherà una foto con vestiti con cui fa le pulizie in casa? Quale ragazzo pubblicherà una foto dopo una partita di calcio mostrandosi com’è tutto sudato e sporco? Ragazzi! Diciamoci la verità, la rete sociale non è un modello di vita per nessuno! Molte volte è una vetrina di bugie, dove si pubblica il lato positivo di tutto e dove tutti sono felici (il che di fatto non è vero!). Oggi sto imparando a lasciare stare queste cose, principalmente questi stereotipi che le persone creano come modello per dire chi è più bello e chi è più brutto. Vedo ragazze che soffrono bullismo perché hanno i capelli crespi, altre con anoressia o bulimia perché vogliono essere come una modella di  Victoria’s Secret, giovani indebitarsi e esigendo dai loro genitori vestiti costosi per essere notati in qualche forma.</p>
<p><strong>Ragazzi, quando abbiamo una visione deformata di chi siamo in Dio, finiamo per cadere in modelli distorti che massacrano la nostra autostima, feriscono il cuore, e ci allontanano dal Padre</strong>.</p>
<p>Pensa, un uomo, anzi un ragazzo, che era solo un pastore di pecore; rosso, magro senza assolutamente niente che potessimo a prima vista nominare attraente; ma Colui che vede tutto, aveva già guardato a ciò che nessun uomo può vedere: il cuore. Tu sai già di chi sto parlando, vero? Sì, di Davide! Lui è stato unto Re dal profeta Samuele quando era ancora molto giovane e la Bibbia dice che da quel giorno in poi lo Spirito del Signore lo ha investito e mai più lo ha lasciato (I Samuele 16:13)<br />
Capisco che possiamo aspettarci cose grandiose dalle persone a cui la massa non da alcun valore. Vedi, proprio riguardo Gesù, sta scritto: “Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la propria faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.” (isaia 53:1-2). Nota che Lui è il più grande di tutti i tempi e ha sconfitto il male con il suo cuore amoroso, calmo e giusto. Gli aggettivi non sono sufficienti per descrivere chi Gesù sia. <span style="color: #993300">Lui è il modello per tutte le cose, il principio e la fine. Però, soffrì lo stesso al tuo e al mio posto affinché fossimo guariti e non vivessimo più imprigionati e liberi! Essendo liberi, perché vivere sottomessi a chi dice che tu devi essere perfetto per essere qualcuno?<br />
</span>Io ho scelto che mi importa di più piacere a Dio invece che agli uomini; mi piace di più avere le mani pulite e un cuore puro invece di un anima vuota e priva dello Spirito Santo. Non voglio dire con questo articolo che tu non debba curarti, sistemarti bene, né sono contro a chi lo fa, perché sono donna e mi piace stare bene con me stessa. Ribadisco solo che <span style="color: #993300">tutto quello che è un eccesso fa male e non deve avere priorità!</span> Non voglio essere la più conosciuta, ma essere qualcuna che le persone pensano valga la pena di conoscere. Qualcuno il quale emana Dio non appena nelle parole, ma nel suo essere. Sono lontana dalla perfezione, ma il mio modello è colui che è perfetto, Gesù è perfetto e ti ha fatto con delle qualità che solo lui conosce e le ha messe in te per ragioni speciali.<br />
<strong>Non desiderare di essere come tutti quanti! Non desiderare di essere una faccia in più nella moltitudine, Dio non ti ha chiamato per questo!</strong> Lui ti ha chiamato per essere figlio del Padre! Basta di vederti come la più cicciottella, la più bassa, la più magra, la più bella, il più brutto, la più popolare, il rifiutato, l’escluso!</p>
<p>Lotta contro i modelli di questa società, perché l’uomo guarda l’apparenza, ma il Signore guarda il cuore. (I Samuele 16:7)</p>
<p>Alla prossima! Dio ti benedica!</p>
<p>Kamila C. S. Borges</p>
<p><em>Estratto dell&#8217;articolo <a href="http://euescolhiesperar.com/artigos/as-aparencias-enganam" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;As aparencias enganam&#8221;</a> scritto da <a href="https://twitter.com/kamilacdesouza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kamila C. S. Borges</a></em><br />
<em>fonte: <a href="http://euescolhiesperar.com/artigos/as-aparencias-enganam" target="_blank" rel="noopener noreferrer">euescolhiesperar.com</a></em></p>
<p><em>Tradotto da Bruno</em><br />
<em>Revisionato da Stefano | Team Purex</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://purexculture.com/blog/2016/09/15/le-apparenze-ingannano/">Le apparenze ingannano</a> proviene da <a href="https://purexculture.com">Purex Culture</a>.</p>
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